Zelensky

Ora però anche gli abitanti delle città cominciano ad avere vita grama e da qui in poi sarà sempre peggio a meno di non credere che l’Ucraina possa davvero riprendersi e cacciare i russi: per quante armi possano arrivare non saranno reparti sparsi, sostanzialmente privi di mezzi consistenti a cambiare le carte in tavola e nemmeno i mercenari occidentali: dunque è possibile che accada l’impossibile, ovvero che Zelensky e la sua cricca a stelle, strisce e croci uncinate venga cacciato dagli ucraini stessi. Ovviamente gli Usa, qualora avvertissero campanelli d’allarme sarebbero i primi a guidare un eventuale putsch con i loro fedelissimi, anzi una simile ipotesi li attira perché le condizioni mentali di Zelensky che per la maggior parte del tempo è sotto l’effetto di droghe, potrebbero anche portare a un conflitto nucleare con la Russia che gli Usa non possono sostenere: molto della loro potenza è, come dire, figurativa, come dimostra per esempio il tracotante invio in Qatar dei bombardieri strategici B 52 che magari possono impressionare, ma che sono un’arma di quattro generazioni fa, un arma fossile, rivelatasi estremamente vulnerabile già nella guerra del Vietnam e che oggi sarebbe oggetto di tiro al piccione se utilizzata contro un nemico dotato di armamenti evoluti. Tuttavia con le sue dimensioni ha un effetto psicologico che gli Usa sfruttano a più non posso Ad ogni modo se fossero gli ucraini, sia pure invischiati con gli Usa a cacciare Zelensky la cosa sarebbe meno scioccante, ma il nuovo esecutivo si troverebbe comunque nella necessità di trattare con Mosca e dunque di mettere in luce la sconfitta occidentale. Davvero si è in una strada senza uscita o meglio ancora che ha molte e ovvie uscite: senza Washington e la Nato la pace sarebbe fatta in pochi giorni.

Barricati

Francesco PalmasRiusciranno gli ucraini a riprendersi la Crimea? Significherebbe recidere l’arteria vitale che alimenta la guerra russa nelle regioni di Kherson e di Zaporizhzhia. Dall’istmo passano tutti i flussi logistici per la 49esima armata: munizioni, truppe, carburanti e mezzi militari, spediti al fronte notte e giorno sul dorso di treni-merci. Per arginare ogni velleità di riconquista, il generale Surovikin sta blindando la penisola, spalleggiato dal governatore della regione, Sergeij Aksionov. Sul suo canale telegram, l’ufficiale squarcia il velo sull’inverosimile: «Le nostre fortificazioni partono dai territori residui nell’oblast di Kherson e si snodano fino al settentrione crimeano». «Avanzano sotto la mia supervisione, per proteggere l’intera regione». Le immagini satellitari non mentono: ci sono lavori che fervono da metà settembre, con paramilitari e genieri curvi all’opera lungo l’intero fianco nord-orientale della Penisola.

Ogni giorno che passa spuntano nuove trincee, emergono dettagli sui fossati anticarro e sui camminamenti per sentinelle. Putrelle e traversine ferroviarie sembrano riemergere direttamente dalle spiagge normanne della Seconda guerra mondiale o dalla linea Gotica dell’Italia del 1943. Reticolati di filo spinato uncinano il fronte per chilometri, tappezzato di mine russe Pom-3, Mob, Mon e Ozm-72. Scottato dalla ritirata ingloriosa di Kherson, il Cremlino vuole un fortino a prova di bomba. Teme Kiev, capace di violare più volte la “sovranità” dell’area. Ne sanno qualcosa Sebastopoli, cuore pulsante della flotta del mar Nero e, più a ovest ancora, Novorossibirsk, centrata da barchini imbottiti di esplosivi. Ecco perché i porti erigono barriere in cemento armato e gli elicotteri navali solcano frenetici i cieli, i radar sempre accesi e le razziere pronte al fuoco. Dopo i raid sensazionali di agosto e settembre, più nessun velivolo ucraino ha bucato lo scudo russo. È solo calma apparente o segno di una tendenza destinata a durare? Una cosa è certa: la Crimea di oggi brulica di cannoni terra-aria a lungo, medio e corto raggio, in dialogo costante fra loro. Centinaia di missili blindano le quote bassissime, le preferite dagli elicotteri ucraini. Pure i droni turchi, un tempo orgoglio di Kiev, sembrano in scacco, almeno per ora. In un’area non più vasta della Lombardia, i russi concentrano più difese aeree di quante ne schierino l’Aeronautica e l’Esercito italiano a difesa dell’intero stivale. Non c’è altra regione al mondo tanto protetta dalle minacce volanti quanto la Crimea. È un’opera di fortificazione cominciata nel 2015 e arricchitasi mano a mano, fino a formare una muraglia semi-invalicabile, spauracchio per tutti i cacciabombardieri.

La Crimea attuale conferma molte analisi militari: i russi sembrano più abili in difesa che non in attacco. Hanno creato loro il concetto di scudo anti-accesso, che in gergo risuona A2-AD e che sta facendo scuola un po’ ovunque, soprattutto in Cina. Penetrare in Crimea potrebbe essere un’impresa impossibile per chiunque. I massimi vertici del Pentagono ne sono convinti e tentano di persuaderne anche Zelenski. L’inverno ne intralcerà la manovra offensiva. Non la paralizzerà del tutto, anche se affiorano problemi di munizioni e rimane l’incognita della logistica. Sarà all’altezza del clima ostile? Non sarebbe forse più ragionevole negoziare? La pace non può più attendere.

La Crimea è un forte inespugnabile: il Cremlino non può perdere la faccia© Fornito da Avvenire

Il mondo multipolare

Afferma giustamente Hassan: “Oggi ci sono 500.000 senzatetto per le strade degli Stati Uniti e il loro tasso di mortalità è salito alle stelle. Ci sono anche due milioni di prigionieri su un totale di undici milioni in tutto il mondo. Il tasso di povertà infantile è del 17%, uno dei più alti del mondo sviluppato secondo il Columbia University Center on Poverty and Social Policy. L’imperialismo sta distruggendo gli Stati Uniti dall’interno e non ha impedito ai due grandi rivali, Russia e Cina, di conquistare potere. Questo aumento di potere indebolisce le posizioni dell’imperialismo statunitense nel mondo”.
Un mondo è al crepuscolo, un altro sta sorgendo sullo sfondo di uno scontro sempre acuito tra un blocco euro-atlantico ed i suoi satelliti ed uno euro-asiatico in formazione.
Ai comunisti che lavorano dentro lo sviluppo delle contraddizioni in Occidente, “per linee interne” al movimento di classe – a volte tutto da ricostruire – si apre nuovamente la possibilità di giocare un ruolo nella Storia, con la S maiuscola e lasciarsi dietro le spalle le proprie sconfitte..
Si pone nuovamente l’attualità della Rivoluzione in Occidente e dello sviluppo del Socialismo nel XXI Secolo, se non si viene schiacciati dalle chiacchiere dei ciarlatani al soldo degli apparati ideologici dominanti.
L’ex diplomatico etiope, specialista di geopolitica, analizza le ripercussioni della guerra in Ucraina, che segna una svolta storica. In che modo gli Stati Uniti hanno perso influenza? Perché l’Africa si oppone alle potenze occidentali? Quale futuro per l’Europa? Che ruolo possono avere i lavoratori?
In La strategia del caos Mohamed Hassan aveva parlato della transizione verso un mondo multipolare. Undici anni dopo, quella che ai tempi era solo la prefigurazione di una tendenza, ora è una realtà in atto, ed in questa intervista ne fa un bilancio.”

Il testo integrale dell’intervista è qui.

Beffati da un libertario

Le recenti elezioni di midterm negli Stati Uniti hanno visto il Gop, il Partito Repubblicano, trionfare in alcuni Stati come in Florida con uno strepitoso risultato di Ron DeSantis come governatore, conquistare la Camera e sostanzialmente pareggiare al Senato. Nell’altro versante, quello del Partito Democratico, hanno festeggiato il fatto di non avere perso poi così male come si aspettavano, tenendo aperta la partita al Senato e sperando nel ballottaggio in Georgia per rallegrarsi di una quasi non sconfitta.

Ma allora chi ha vinto questa tornata? Chase Oliver. Vi starete chiedendo chi sia questo signore: è l’esponente del Partito Libertario, fondato da David Nolan nel 1971, che con il suo rilevante 2,1 per cento – pari a 81.175 voti – ha costretto il democratico Raphael Warnock, che era davanti con un 49,4 per cento, e il repubblicano Herschel Walker al ballottaggio. Riaprendo, di fatto, i giochi per il seggio della Georgia, lo Stato che decretò la vittoria per Joe Biden e che ora è determinante per la maggioranza al Senato. Siamo al rovescio della medaglia: si rimette tutto in gioco.

Il piccolo Davide libertario ha fermato i due Golia determinando gli equilibri non solo degli Stati Uniti d’America ma anche quelli mondiali, o di quella parte del globo che è al rimorchio degli Usa e che adesso, a leggere i “giornaloni”, sono disorientati su quale atteggiamento avere: se di giubilo o meno, per la battuta di arresto dei Repubblicani o dei Democratici. Fate voi.

http://www.opinione.it/esteri/2022/11/11/antonino-sala_chase-oliver-midterm-elezioni-gop-democratici-repubblicani/

Manovre di sganciamento

Però la Germania che sperava di essere il terminal del commercio tra Europa e Cina, nonché quello delle materie prime energetiche di Mosca , non può nemmeno lontanamente pensare di portare a compimento questo progetto costruendo un muro con la Russia. Scholz e i suo compari possono viaggiare quanto vogliono, ma per far sopravvivere economicamente il Paese devono risolversi a non essere più un cortile di Washington e dunque un sottoprodotto dell’elite globalista armata di economia di carta , missili e siringhe. Per avere un futuro occorre una profonda ribellione ai rapporti di occupazione e sudditanza, ora che essi sono giunti a un nodo fondamentale della storia nel quale gli uni possono offrire nel migliore dei casi denaro e perline, mentre gli altri gas, petrolio, metalli, grano, fertilizzanti. A questo proposito vorrei far notare che continuare la lotta contro le narrazioni sanitarie, impedendo che tutto scivoli dentro l’oblio può essere un’arma formidabile contro il potere grigio che ci sovrasta e mettere finalmente al muro la più tragica e la più cinica delle sue narrazioni.

Elezioni di medio termine

D’altro canto non si vede quale possa essere la via d’uscita per una guerra già persa e nella quale tra poco le truppe russe raddoppieranno per numero e per mezzi: o una cocente sconfitta oppure la guerra nucleare. Le cazzate stanno ormai a zero, come quella per esempio che i nord coreani starebbero mandando alla Russia proiettili di artiglieria attraverso il Medio oriente e il Nord Afrova: forse i funzionari che hanni ispirato questa gigantesca cazzata al New York Times, non sanno che la Corea del Nord confina anche con la Russia e come se questo non bastasse vicino al confine c’è il termina di un ramo della transiberiana, normalmente utilizzato per il trasporto di massicce quantità di frutta dalla Corea del nord che ne è uno dei maggiori esportatori mondiali. Ecco in mano a chi siamo, a cazzari ignoranti e cinici.

Moldavia

Non so quante possano essere le persone in grado di indicare con esattezza dove i trovi la Moldavia o Moldova in rumeno e così non stupisce che non si legga praticamente nulla su questo Paese che è al confine tra la Romania e l’Ucraina, proprio in mezzo al caos e dove crescono le proteste contro il governo filo Nato che sta infliggendo sacrifici enormi alla popolazione. Non si legge che il Paese è ormai da mesi in stato di rivolta permanente contro il governo filoccidentale guidato da Maia Sandu l’ennesimo personaggio formatosi negli Usa e associata a George Soros , eletta grazie all’azione diuturna di decine e decine di Ogn soprannominate “rete Soros”. Ma prima di andare avanti vale la pena dare un contesto a tutto ciò: la Moldavia è un’ex repubblica sovietica che ha vissuto la guerra civile dopo il crollo dell’Unione Sovietica. Da allora, il paese è stato diviso ed è composto dalla Moldavia, vera e propria riconosciuta dal diritto internazionale e dalla repubblica separatista della Transnistria. La guerra civile si è conclusa con un accordo tra Moldova e Russia e le forze di pace russe proteggono l’ex prima linea da quasi 20 anni. La Moldova è paragonabile all’Ucraina in quanto è un paese multietnico in cui i moldavi dominanti, che spesso si riferiscono a se stessi come rumeni discriminano le lingue di altre minoranze. Ad esempio, sebbene il russo sia ampiamente parlato e utilizzato principalmente nelle città e negli affari, non ha lo status di lingua nazionale. Proprio questi problemi etnici furono all’epoca la ragione della guerra civile.

leggi tutto su https://ilsimplicissimus2.com/2022/11/03/la-moldova-cerca-di-liberarsi-dalle-grinfie-di-soros/

Alleanza Iran Russia

In caso di tentativo di attacco all’Iran, i radar russi saranno in grado di avvertire tempestivamente Teheran degli attacchi.

Le stazioni radar russe oltre l’orizzonte, in grado di identificare una varietà di obiettivi, compresi i caccia stealth, saranno in grado di supportare l’Iran in caso di attacco da altri paesi. In precedenza, i sistemi radar russi sono già stati in grado di rilevare aerei da combattimento di quinta generazione vicino ai confini dell’Iran, dopo averli intercetta da una distanza di diverse migliaia di chilometri.

Oggi l’Iran dispone anche dei propri mezzi di difesa aerea e radar, che consentono a quest’ultimo di monitorare con successo la situazione aerea sia sul territorio del paese che sul territorio degli stati vicini, tuttavia la Repubblica islamica è un partner strategico chiave della Russia nella regione, e quindi, se l’Iran è interessato all’assistenza militare russa, allora potrà contare su di questa. I moderni radar russi oltre l’orizzonte sono in grado di tracciare la situazione sul confine settentrionale e su parte del confine occidentale dell’Iran, che, dati i precedenti suggerimenti che l’Iran potrebbe essere attaccato dal vicino Azerbaigian, consentirà alla Repubblica islamica di ridurre al minimo la probabilità di un attacco.

Nota: L’alleanza fra Iran e Russia risulta sempre più stretta e la cooperazione fra i due paesi si è sviluppata non solo nel settore militare ma anche nelle forniture energetiche ed industriali. Inoltre la Russia approfitta dell’esperienza del paese persiano che da 42 anni è sottoposto alle sanzioni occidentali.

Fonte: Avia Pro

traduzione e nota: Luciano Lago

Smembrare la Russia

Le relazioni di Washington con la Russia sono sempre state controverse, ma questo è dovuto soprattutto alle ambizioni geostrategiche di Washington piuttosto che a qualche comportamento dirompente da parte di Mosca. L’unico crimine della Russia è di occupare un territorio in una parte del mondo che gli Stati Uniti vogliono controllare a tutti i costi. Quando Hillary Clinton aveva annunciato per la prima volta l’intenzione degli Stati Uniti di “fare perno sull’Asia,” la maggior parte delle persone aveva pensato che fosse uno schema ragionevole per spostare le risorse dal Medio Oriente all’Asia al fine di aumentare la partecipazione degli Stati Uniti nel mercato in più rapida crescita del mondo. All’epoca non si rendevano conto che i politici intendevano spingere la Russia in una sanguinosa guerra terrestre con Ucraina per “indebolire” la Russia in modo che Washington potesse diffondere le sue basi militari attraverso la massa eurasiatica senza incontrare opposizioni. E nessuno prevedeva fino a che punto Washington si sarebbe spinta per provocare, isolare e demonizzare la Russia con il preciso scopo di rimuovere i suoi leader politici e dividere il Paese in diversi staterelli. Ecco cosa aveva detto Hillary nel 2011:

“Sfruttare la crescita e il dinamismo dell’Asia è fondamentale per gli interessi economici e strategici americani... I mercati aperti in Asia offrono agli Stati Uniti opportunità senza precedenti di investimento, commercio e accesso a tecnologie all’avanguardia… Le aziende americane (devono) attingere alla vasta e crescente base dei consumatori dell’Asia…

La regione genera già più della metà della produzione mondiale e quasi la metà del commercio globale…. stiamo cercando opportunità per fare ancora più affari in Asia… e le nostre opportunità di investimento nei mercati dinamici dell’Asia.”(“America’s Pacific Century”, Segretario di Stato Hillary Clinton”, Foreign Policy Magazine, 2011)

Una lettura attenta del discorso della Clinton insieme ad una revisione della Dottrina Wolfowitz aiuterà anche il lettore più ottuso a trarre alcune ovvie conclusioni sull’attuale conflitto in Ucraina, conflitto che non ha quasi nulla a che fare con la cosiddetta “aggressione russa,” ma che riguarda il piano di Washington di proiettare potere in tutta l’Asia, controllare le enormi riserve di petrolio e gas della Russia, circondare la Cina con basi militari e stabilire il dominio americano nell’epicentro del mercato più prospero di questo secolo. Ecco di nuovo Putin:

“Per liberarsi dall’ultima rete di sfide, devono smantellare la Russia, così come gli altri Stati che scelgono un percorso di sviluppo sovrano, a tutti i costi, per poter depredare ulteriormente la ricchezza di altre nazioni e usarla per tappare i propri buchi. Se ciò non dovesse accadere, non posso escludere che cercheranno di innescare un collasso dell’intero sistema, e dargli la colpa di tutto, o, Dio non voglia, decidere di utilizzare la vecchia formula della crescita economica attraverso la guerra.

Fonte: unz.com
Link: https://www.unz.com/mwhitney/washingtons-plan-to-breakup-russia/
27.10.2022
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Niente da offrire

In netto contrasto con i doppi funzionari statunitensi/occidentali – di cui non ci si può mai fidare – il leader mondiale preminente, Vladimir Putin, dice ciò che intende, intende ciò che dice, è un uomo di parola e molto tempo fa ha dimostrato la sua affidabilità.

Se la comunità mondiale delle nazioni avesse una leadership come Putin, la pace, l’equità e la giustizia regnerebbero sovrane sulle continue guerre USA/Occidente sull’umanità e sul governo, da parte e per i pochi privilegiati, a spese di tutti gli altri.

Durante il suo discorso di giovedì, di 42 minuti al Valdai Discussion Club a Mosca — seguito da una sessione di domande e risposte di tre ore senza note predisposte, teleprompter o altri aiuti — Vladimir Putin ha affrontato la questione di “Un mondo post-egemonico: giustizia e Sicurezza per tutti”.

Decine di rappresentanti di 47 nazioni erano presenti per ascoltare le sue osservazioni.

Un nuovo ordine mondiale multilaterale sta sostituendo il momento unipolare dell’Occidente dominato dagli Stati Uniti, ha sottolineato Putin.

E non si può tornare a come erano le cose durante la maggior parte del periodo successivo alla seconda guerra mondiale.

Quest’ordine non c’è più, Putin osserva:

I funzionari “(A) aggressivi, neocoloniali” negli Stati Uniti e in Occidente sono nemici mortali della pace mondiale, dell’equità, della giustizia e della stragrande maggioranza delle persone ovunque.

L’Occidente dominato dagli Stati Uniti “non ha nulla da offrire al mondo se non la conservazione del suo dominio” – nient’altro che il flagello dell’”egemonia”.

Forze statunitensi in Polonia

Ci troviamo su una frontiera storica”, ha sottolineato Putin, aggiungendo:

Ci attende probabilmente il decennio più pericoloso, imprevedibile e, allo stesso tempo, importante dalla fine della seconda guerra mondiale”.

L’umanità è minacciata dall’obiettivo geopolitico “pericoloso, sanguinario e sporco” dell’Occidente dominato dagli Stati Uniti di egemonizzare la comunità mondiale delle nazioni con la forza bruta e ogni sporco trucco immaginabile.

Nessuno può “stare fuori”.

“Chi semina vento raccoglierà tempesta”.

“La crisi (made-in-the-USA) ha assunto una portata davvero globale”.

“Colpisce tutti, altrimenti non dovremmo farci illusioni”.

Nel 1978, Alexander Solzhenitsyn disse che “l’Occidente ha una cecità derivante dal suo senso di superiorità”.

Citando lui, Putin ha sottolineato che “(a)quasi mezzo secolo dopo, la cecità di cui (lui) ha parlato… è diventata semplicemente abbrutita, specialmente dopo l’emergere (dopo la seconda guerra mondiale) del cosiddetto mondo unipolare”.

Operando secondo il suo “ordine basato su regole” – in flagrante violazione del diritto internazionale e della propria stessa legge costituzionale – l’impero delle menzogne ​​e delle guerre eterne contro nemici inventati richiede la sottomissione della comunità mondiale ai suoi scopi diabolici.

Obbedisci o ti distruggiamo è la politica ufficiale di Hegemon USA.

Così è “cancellazione della cultura”.

In modo simile a come la Germania nazista ha bruciato i libri, gli Stati Uniti e l’Occidente hanno bandito tutto ciò che è russo (incluso Dostojevski, Ciajkovskij, Checov ed altri).

I loro regimi di governo cercano di eliminare “il potenziale creativo (e) lo sviluppo di altre civiltà”, ha spiegato Putin.

La dissoluzione della Russia sovietica nel 1991 è stata all’origine della crescente crisi odierna.

Ha “distrutto l’equilibrio delle forze politiche”.

“L’Occidente (collettivo) si è sentito vincitore e ha proclamato un ordine mondiale unipolare in cui solo la sua volontà, la sua cultura, i suoi interessi avevano il diritto di esistere”.

Nel perseguimento dei loro scopi diabolici, (i regimi statunitensi/occidentali) provocano e intensificano un conflitto dopo l’altro.

Conducono guerre preventive perpetue con mezzi caldi e/o altri contro nemici inventati.

In particolare sono in corso su ciò che riguarda Russia e Ucraina, nonché Cina e Taiwan.

“Le provocazioni statunitensi (includono) la destabilizzazione (dei) mercati alimentari ed energetici mondiali”, ha affermato Putin, aggiungendo:

La sedicente “infallibilità” americana/occidentale è un’illusione “molto pericolosa”.

“La presunzione delle elite (dei loro regimi al potere) è fuori scala”.

E questo test di realtà di Putin, ha proseguito dicendo:

“Americanofobia, anglofobia, francofobia, germanofobia sono forme di razzismo, proprio come la russofobia e l’antisemitismo o qualsiasi manifestazione di xenofobia”.

La comunità mondiale delle nazioni è a un bivio: «o continuare ad accumulare il peso dei problemi che inevitabilmente ci schiacceranno tutti, o cercare di trovare soluzioni… che potrebbero non essere ideali, ma che funzionano e che sono in grado di rendere il nostro mondo più stabile e più sicuro”.

Dopo la fine della Guerra Fredda, il messaggio della Russia “andiamo d’accordo” all’Occidente dominato dagli Stati Uniti è stato ignorato.

Sul probabile complotto di Kiev fabbricato negli Stati Uniti per far esplodere una bomba sporca pensando falsamente alla Russia, Putin ha accolto con favore un’indagine sulle capacità nucleari di Kiev “il più rapidamente possibile”, aggiungendo:

“Sappiamo (nel regime controllato dagli Stati Uniti è) che fa tutto il possibile per nascondere le tracce dei (suoi) preparativi”.

In netto contrasto con la spinta all’egemonia degli Stati Uniti praticamente con ogni sporco trucco del manuale, la Russia dà la priorità alla pace mondiale, alla stabilità e alle relazioni di cooperazione con le altre nazioni, secondo lo stato di diritto.

L’Occidente dominato dagli Stati Uniti è un nemico mortale della gente comune ovunque.

La Russia è il loro alleato, Putin dice:

“Il futuro ordine mondiale si sta formando davanti ai nostri occhi”.

“E in questo ordine mondiale, dobbiamo ascoltare tutti, tenere conto di ogni punto di vista, ogni nazione, società, cultura, ogni sistema di visioni del mondo, idee e credenze religiose, senza imporre una sola verità a nessuno, e solo su questo base, comprendendo la nostra responsabilità per il destino dei nostri popoli e del pianeta, per costruire una sinfonia della civiltà umana”.

Se l’Occidente collettivo abbracciasse la visione di cui sopra, immagina come sarebbero le cose diverse invece del triste stato delle cose di oggi.

Immagina un mondo sicuro e adatto in cui vivere invece del contrario a causa del puro male che infesta l’Occidente collettivo e della riluttanza dei loro regimi al potere di cambiare.

Fonte: Stephen Lendman

Traduzione: Luciano Lago