Cadice insorge

Qualche giorno fa la Corte Suprema dei Paesi Baschi ha vietato il certificato di vaccinazione perché esso viola il diritto fondamentale alla libertà di riunione, alla libertà di movimento o persino alla libertà di espressione ed è per giunta del tutto incongruo vista l’alta percentuale di vaccinati. Ma c’è anche un’altra Spagna che si ribella dal basso e che sembra stia per innescare una vera e propria lotta di classe: nell’immagine sopra il post si vede una manifestazione per le strade del quartiere operaio di Cadice , Río de San Pedro: per otto giorni, da martedì 16 novembre 2021, migliaia di lavoratori metalmeccanici nella provincia meridionale spagnola hanno iniziato uno sciopero a tempo indeterminato chiedendo aumenti salariali in linea con l’aumento del tasso di inflazione del paese. Ma non sono solo i metalmeccanici: gli scioperi di solidarietà si diffondono in tutta la provincia di Cadice e anche le rappresentanze studentesche si sono unite allo sciopero che ha un amplissimo sostegno nella regione con il più alto tasso di disoccupazione in Spagna ( 23% ) e oltre il 40% di disoccupazione giovanile. I sindacati riferiscono che il 98% dei lavoratori è in sciopero poiché la rabbia è diffusa in tutta la regione.

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Trattato del Quirinale

Fonte: Italicum

Il prossimo giovedì verrà siglato a Roma il cosiddetto “Trattato del Quirinale”. Macron e Draghi, alla presenza di Mattarella, firmeranno un misterioso documento sui cui contenuti nulla è dato di sapere. Perfino i membri del Parlamento sono stati tenuti all’oscuro. Ufficialmente si tratta di coordinamento in materia di politica europea ed estera, di sicurezza e di difesa, di politica migratoria, di economia, di scuola, ricerca, cultura e cooperazione transfrontaliera. L’assenza di informazioni ha fatto sorgere il sospetto che possa trattarsi della riedizione di quegli accordi bilaterali di Caen, del 2015, con il quale il Governo Renzi aveva tentato di cedere alla Francia acque territoriali dei mari di Sardegna, Toscana e Liguria che il Parlamento fortunatamente non ratificò.
Allo stato attuale, con l’insediamento del governo Draghi, di un governo di unità nazionale eurocrartico che governa con maggioranze bulgare, sarebbe assai difficile che un parlamento, ormai espropriato delle sue funzioni istituzionali, si possa opporre alla ratifica di un trattato con la Francia. Si aggiunga inoltre che sussiste tra Draghi e Macron una evidente affinità sia ideologica che politica.  
Ora, sembra che gli amici dei francesi, molto numerosi tra i nostri politici – basti scorrere l’elenco dei decorati con la Legion D’Onore, in maggioranza del PD – siano tornati alla carica ed anche per le forti pressioni di Mattarella, ora si sia giunti alla vigilia della firma. Il deputato della Lega, Claudio Borghi, così come la Meloni, denunciano l’estromissione del Parlamento riguardo il contenuto del documento, mentre, il politologo Carlo Pelanda, sulla base delle indiscrezioni trapelate, paventa come questa firma sancirebbe “un’auto-annessione alla Francia, industriale e strategica.

https://www.ariannaeditrice.it/articoli/il-misterioso-trattato-del-quirinale

Gibilterra

Questo di Gibilterra è l’esempio diciamo quasi scientifico e sperimentale del fatto che la vaccinazione fa aumentare, non diminuire i contagi. È il paese più vaccinato al mondo, dove non ci sono “no vax” ed è il paese con forse il tasso di contagi più alto al mondo.

Sia i morti e casi di disabilità e danni che si accumulano post vaccinazione che l’evidenza dell’aumento dei contagi dove si vaccina di più dimostra che bisogna fermare quanto prima la vaccinazione indiscriminata di intere popolazioni.

Paolo Becchi e Giovanni Zibordi

FONTE: https://www.nicolaporro.it/caso-gibilterra-tutti-vaccinati-ma-natale-in-lockdown/10,296

Guerra fredda

Dopo lo scatenamento del covid e il senso di impunità e di onnipotenza che la capacità di creare pressoché dal nulla una pandemia ha generato nelle elite occidentali, la follia più totale sembra essersi impadronita della governance europea  e in particolare di quella tedesca che sta cercando con incredibile pervicacia la distruzione del Paese: nonostante le riserve di gas siano al 75 per cento della quantità ottimale, Berlino sta facendo di tutto per evitare che il gar russo fluisca attraverso il North Stream 2, mentre l’informazione sta diffondendo l’idea che la carenza dipenda da Mosca e da Putin che negano il gas esercitando l’ormai collaudata disponibilità alla menzogna totale, messa a punto durante la pandemia. E’ assurdo, ma quante cose sono capaci di credere i nostri concittadini, quanti asini vedono volare tutti i giorni sopra le loro teste? Pensate che dopo anni e anni di costruzione e di contratti la Germania o meglio la Bundesnetz agentur,( si scrive tutto attaccato, ma io comincio a seguire le indicazioni della commissione tedesca sulla lingua che ha deciso di limitare l’unione di più parole) ovvero il regolatore delle reti energetiche tedesche, ha scoperto all’improvviso che la società svizzera Nord Stream 2 AG incaricata di gestire il “traffico” del gas non soddisfaceva le condizioni per essere un “operatore indipendente” e poteva essere certificata solo se era “organizzata in una forma giuridica secondo il diritto tedesco”. Questo significa che la società svizzera dovrà aprire una filiale in Germania, significa mesi di trattative, significa che prima dell’inverno 2022 nemmeno un metro cubo di gas passerà per il nuovo impianto.

Tutto questo ha come pretesto la vicenda dei rifugiati al confine tra Bielorussia e Polonia, siriani, afgani e irakeni che prima dovevano essere accolti a tutti i costi (anche se poi si pagava la Turchia per tenerli in campo di concentramento) mentre adesso che tutte quelle guerre sono perse nessuno li vuole più, ha come attore principale il partito dei verdi che coniuga la metafisica climatica con l’odio verso la Russia e come motore la cieca scommessa neoliberista dell’UE di acquistare a breve termine sul mercato spot, rinunciando ai  sicuri contratti a lungo termine delle società energetiche russe. Insomma un coacervo di azioni totalmente prive di ragionevolezza: è la Germania ad avere bisogno della Russia e non viceversa. Il gas che  Gazprom non venderà al nord Europa sarà venduto all’est e sud dell’Europa tramite Turk Stream, e soprattutto a clienti asiatici, che non ricattano e pagano molto meglio degli europei. A questo si devono aggiungere i 200 miliardi di euro di multe che Gazprom dovrà riscuotere dal consorzio europeo che ha chiesto la costruzione del gasdotto che si cerca a tutti costi di non usare. Così adesso la Germania  in barba alle favole delle varie Cop deve fare andare al massimo le centrali a carbone, ovvero quelle più sporche. Ma senza ovviamente poter coprire il fabbisogno reale di energia mentre ci vorranno anni prima che sia possibile porre rimedio attraverso il gas liquefatto che  tuttavia avrà costi di gran lunga superiori: l’intero settore industriale tedesco è in forte pericolo e subirà in ogni caso forti contraccolpi. E dire che la Russia e in termini minori la Cina e l’Iran si sono assicurati le enormi riserve scoperte nel mar Caspio, un giacimento  da 48 miliardi di barili di petrolio e 9 triliardi di metri cubi di gas che costituiranno una rendita sicura per vent’anni . Se per caso si vuole colpire la Russia con tali politiche, forse si dovrebbero ricoverare in appositi manicomi i responsabili di tutto questo.

E’ in questo assurdo contesto che sta maturando una decisiva svolta geopolitica: l’indirizzamento delle risorse naturali russe inclusi petrolio e gas naturale, verso la Cina, come parte di un partenariato strategico Russia-Cina. Mosca non ha alcun bisogno di scambi con l’UE, poiché la Cina è molto più avanti dell’Europa nelle tecnologie più avanzate e qualsiasi futuro negoziato con qualsiasi governo tedesco non potrà che partire da questa realtà. Ma il caso del Nord Stream 2 aggiunge ulteriori livelli all’imbarazzante pasticcio dell’UE in quanto riguarda il benessere delle popolazioni che già vivono all’interno della sgangherata Fortezza Europa: queste folli decisioni preannunciano scarsità di gas, aumento delle bollette e di tutte le risorse vitali comprese quelle alimentari. E di certo la gente non può mangiarsi le stupide e infantili chiacchiere giornalistiche sulla cattiva Russia, questa fanghiglia informativa non è davvero più commestibile  Gli unici cattivi e per giunta imbecilli si ritrovano tra Berlino e Bruxelles. 

integrale da https://ilsimplicissimus2.com/2021/11/19/bruxelles-berlino-il-folle-asse-del-freddo/

Alto tradimento

E sono proprio loro a usare la Carta come foglia di fico a coprire le loro vergogne, le 500 e più condizione cui sottostare per ricevere il prestito del racket, il prolungarsi indefinito dello stato di eccezione, le tessere di iscrizione coatta al totalitarismo che si fregia di un antifascismo che accoglie benevolmente gli utili idioti nel governo e le profittevoli teste rasate portatrici d’acqua del regime, le censure di qualsiasi autorevole voce critica e la discriminazione e criminalizzazione dei cittadini dissenzienti, la soggezione totale all’egemonia che dopo aver riscritto il passato e la storia, ne riproduce i più osceni misfatti.

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Non possiederai più nulla

Fiat-Chrysler, Ford, europei ed orientali vari hanno così stretto i cosiddetti “accordi di pooling”, tutti assieme in nome dell’immatricolazione sostenibile, che passa attraverso la fine della proprietà privata del mezzo di trasporto. Non verrebbero toccate le auto private precedenti, perché nel novero delle vecchie immatricolazioni (quelle che prevedono la proprietà privata dei veicoli) ci sarebbero le grandi collezioni d’auto e moto d’epoca, che al pari delle opere d’arte vengono compravendute da importanti case d’asta (Bonhams, Sotheby’s, Christie’s…)

Oggettivamente, secondo la European Automobile Manufacturers Association: nel biennio Covid le nuove immatricolazioni di autovetture si sono contratte di oltre il 30 per cento, e la crescita del 2021 è ininfluente. Gli analisti prevedono nuovi cali non tanto per la pandemia, quanto per l’ormai radicata nei cittadini non propensione all’acquisto d’auto nuove. Alcuni produttori come Fiat-Chrysler (Fca) e Ford hanno riconosciuto che faranno fatica sia nelle vendite delle auto tradizionali che nel tagliare le emissioni prodotte da vetture a combustione interna.

Qui entra in gioco l’ex italiana Fiat, che ha mediato un accordo con la statunitense Tesla (specialista dell’auto elettrica): l’accordo verrebbe migliorato ed implementato proprio sul fronte del mercato italiano, ed in forza del decreto che abolirà la proprietà dei cittadini sulle nuove immatricolazioni, favorendo il “car sharing elettrico”. Grazie all’intermediazione Fiat, anche la Honda è entrata nel pool operativo capitanato da Tesla. L’Honda ha registrato nell’ultimo biennio cifre di vendita deludenti proprio sui modelli elettrici: ergo un accordo con Tesla, e una futura obbligatorietà dei cittadini al car sharing, si rivelerebbero strade aziendalmente salvifiche. Gli analisti americani di borsa dicono che l’obbligo del “car sharing” sul nuovo ed il controllo dell’elettrico da parte di Tesla coprirebbero le esigenze di tutte le case automobilistiche che si dovessero piegare all’accordo. Quest’ultimo gode del placet dei potenti della Terra, che hanno affidato a Elon Musk la facoltà di gestire gli accordi con i colossi automobilistici per la produzione di veicoli ad emissioni zero. Proprio Musk avrebbe condizionato Honda circa la politica di dismissione degli impegni in “Formula 1”. Quest’ultima sta rivelandosi una politica sportiva rovinosa anche per i tantissimi italiani addetti ai lavori: basti pensare ai grandi circuiti d’auto e moto di Monza, Imola, Magione, Misano, Vallelunga.

Per gruppi come Jaguar-Land Rover si parla già d’estinzione dei dinosauri. Il know-how sull’energia elettrica in mano ad Elon Musk dovrebbe spingere verso il produttore unico mondiale di veicoli, tutti uguali ed in affitto. Musk ha anche anticipato che il “car sharing” sarà riservato ai cittadini in grado di pagare in moneta elettronica. Un futuro che per i più prevedrà non proprietà di auto e moto, soprattutto rimarrà a piedi chi sprovvisto di moneta elettronica

L'Opinione delle Libertà
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Forum economico eurasiatico

Prende il via nella città italiana di Verona il 14° Forum Economico Eurasiatico, che riunisce politici, uomini d’affari e personaggi pubblici di tutta Europa e Asia.

I partecipanti all’evento offline di due giorni dovrebbero discutere un’ampia gamma di temi riguardanti l’economia e la finanza, la sanità, l’ambiente, l’energia e le innovazioni tecnologiche. L’agenda del forum è rappresentata dal tema: “L’Eurasia nel suo cammino verso un nuovo ordine geopolitico, sociale ed economico: transizione verso una nuova economia incentrata sull’uomo”.

Il forum si apre con la sessione “Cambiamenti strutturali nell’economia e futuro dell’energia”. La prima giornata del programma è dedicata alla transizione energetica, all’economia circolare e alla green economy.

La seconda giornata prevede discussioni sull’impatto della pandemia sui settori bancario e finanziario, sull’innovazione tecnologica e sulla transizione digitale, nonché sul ruolo dell’industria farmaceutica nell’economia moderna e dibattiti sul superamento del modello neoliberista.

“Per due giorni a Verona personaggi di grande autorità internazionale discuteranno di come Oriente e Occidente possano collaborare per superare l’attuale situazione geopolitica ed economica”, ha affermato il presidente dell’Associazione Conoscere Eurasia e presidente di Banca Intesa, Antonio Fallico

XIV FORUM ECONOMICO EURASIATICO DI VERONA

Panopticon

Panopticon o panottico è un carcere ideale progettato nel 1791 dal filosofo e giurista Jeremy Bentham.

Quando usci il saggio in cui Foucault esprimeva queste idee, ovvero nel 1975, non esistevano le nuove tecnologie, né la rete internet, né i cellulari che in effetti possono sostituire facilmente e con molti vantaggi il panopticon fisico di Bentham perché i detenuti scelgono da soli la cella pensando di essere liberi, ma  metteva in luce che il modello epidemico – sanitario era all’origine dell’idea di controllo sociale e individuale, presente come un verme nella mela  nella prospettiva liberal capitalistica. fin dall’inizio. Dunque ciò che stiamo vivendo oggi è la realizzazione di qualcosa che ha sempre incubato nel cuore del capitalismo, ma che adesso, ha la possibilità concreta di dispiegarsi. E infatti la pandemia è soltanto un pretesto per cambiare la società in una sorta di gigantesco panopticon: i salti mortali, le assurde menzogne e le stupidaggini che vengono dette e fatte per tenere in piedi il teatrino di una pandemia che di fatto non esiste, colpendo meno dell’influenza,  mostrano chiaramente che il fine è radicalmente diverso dalla tutela della salute. E anzi è assolutamente antitetico perché continuare a focalizzare tutti i sistemi della sanità per fronteggiare una narrazione significa soltanto non curare più le malattie vere o comunque curarle male. Qualcuno comincia ad accorgersene e comunque la chiave della cella non è stata ancora del tutto girata, siamo ancora in tempo ad evadere e frantumare per sempre una classe dirigente marcia fino al midollo.

Draghi va avanti

Il governo Draghi prosegue nel suo percorso per traghettare l’Italia verso il nuovo ordine globalista ed imporre le sue ricette economiche .
Il banchiere è stato scelto come il personaggio più adatto per realizzare il programma grazie al suo prestigio ed alla sua capacità manageriale. Un fiduciario a pieno titolo delle elite finanziarie che metterà a punto tutte le fasi di tale programma.

La pandemia è stato il pretesto per mettere in atto il piano per la ristrutturazione del sistema economico e dell’ordine sociale, quello a cui mirano le elite di potere globaliste.

Lo status di emergenza continua è perfettamente funzionale a realizzare quel sistema di sorveglianza che gradualmente deve sostituire le libertà ed i diritti garantiti dalla Costituzione e dalle leggi. Con l’imposizione obbligatoria del green pass hano fatto un grande passo in avanti e ne seguiranno altri per il controllo delle persone.
La seconda fase prevista é la svendita di quanto rimane del patrimonio nazionale e la distruzione dell’economia reale e questa si realizzerà con l’imposizione di una nuova emergenza, quella della green economy , che prevede la decrescita, le tasse sulle energie fossili, su diesel benzina, gas, ecc.. Un enorme business finanziato dalle grandi centrali finanziarie speculative a scapito della produzione reale.
L’Italia sarà campo aperto per le multinazionali e per le grandi banche e dovranno fallire o essere acqusite tutte o quasi le piccole e medie aziende della filiera economica nazionale, con un piano parallelo di tassazione del risparmio e delle proprietà immobiliari.
Questo piano è troppo importante per trovare intralcio da parte delle proteste di qualche minoranza rumorosa e ostinata come quella dei portuali di Trieste. Non si può tollerare e per questo stanno entrando in azione le consuete tattiche per disarticolare e neutralizzare le proteste che rischiano di contagiare le tante piazze delle città italiane. Hanno usato il bastone a Trieste ed adesso inizieranno ad offrire la “carota” a chi si rassegna e si adegua, Stiamo preparati.

La protesta a Trieste


Il governo vuole assolutamente evitare che il contagio delle proteste si estenda e per questo prepara i suoi congegni anche a costo di provocare incidenti e repressione brutale dei manifestanti che sono considerati dal coro dei media asserviti come pericolosi ed irresponsabili.
A breve si vedranno gli sviluppi, basta attendere
.

Luciano Lago in https://www.controinformazione.info/le-proteste-non-fermano-lagenda-del-governo-draghi-e-dei-suoi-sodali/

Resilienza

La storia è nota. I vertici anglosassoni consegnano ai politici e tecnici italiani una lista di ordini non negoziabili da eseguire con precisione e velocemente. Nessuno ha mai indagato veramente sull’immensa entità del pizzo incassato dalla classe dominante italiana ha incassato per questo compito servile. Nessuno. Silenzio totale e tombale! Solamente qualche isolato strillo nel deserto, ma mai una indagine organica e completa dai partiti o dai canali prevalenti di informazione! La demarcazione del 2 giugno 1992 è un falso ad usum delphini. Il processo di liquefazione del sistema Italia viene da molto più lontano. Ad esempio, possiamo indicare il referendum monarchia-repubblica: un test elettorale molto manipolato per ordine degli alti comandi delle forze di occupazione alleate, Inghilterra in testa. Ma la ricerca storica seria, e ancora e purtroppo in minoranza rispetto alla vulgata prevalente, accomodante e soporifera, evidenzia che il mancato decollo del nostro Paese risale almeno a due secoli prima, per mano anglo-francese. Lentamente, sta uscendo fuori che l’Italia è stata creata a tavolino il 17 marzo 1861, per essere lanciata come diversivo contro gli Imperi centrali 54 anni dopo, causando la morte di centinaia di migliaia di ragazzi bruciati come carne da macello, a mani nude contro le linee nemiche di fronte alle mitragliatrici austro-ungariche. A questo genocidio si aggiunse la falciatura attuata con ossessive e continue decimazioni eseguite nelle trincee dai carabinieri su ordine di Cadorna, la cui stupida ferocia e crudeltà è stata pari solo al gen. Cialdini!

Si sa, le precisazioni storiche non fanno comodo a nessuno. Si preferisce dominare con un pensiero schematico montato con slogan brevi e facilmente assorbibili. È quello che accade da decenni in tutto il mondo, e il nostro Paese non fa eccezione. Lo vediamo nella rappresentazione rovesciata delle priorità delle linee di governo attuali: immigrazione e accoglienza senza regole – con enormi proventi in favore di Ong e colossi dell’accoglienza guidati dai parenti di politici, dirigenti di società e altri, politiche di genere; censura buonista che si abbatte su ogni contenuto culturale del passato oltre che del presente; vaccinismo ossessivo e, a seguire, il climatismo come armi terroristiche, con il preciso intento di frantumare lo stato sociale, le tutele e i diritti acquisiti. Tutta questa macelleria sociale viene attuata in nome di una emergenza continua che è una contraddizione in termini, ormai inculcata massicciamente. L’emergenza totalitaria ininterrotta nasce con il famoso titolo del Sole 24 Ore “Fate presto” del 10 novembre 2011; titolo riportato rapidamente e servilmente da molti altri periodici del tempo.

Mentre il Paese continua ad essere il terreno di sperimentazione di aggiornate forme di guerra ibrida a bassa intensità, abbiamo oggi l’apertura della mostra Inferno al Quirinale, dove spicca la ferale simbologia della porta dell’inferno di A. Rodin. Il Quirinale dovrebbe essere il luogo simbolo dell’unità nazionale e non della sua distruzione! Sempre oggi, parte la caccia persecutoria ai reprobi non vaccinati con irrogazione di sanzioni severissime come il taglio dello stipendio e i mancati versamenti dei contributi, violando in un colpo solo almeno una decina di normative del diritto italiano, costituzionale e del lavoro. La copertura dell’ottanta percento non basta. Deve essere del 130 per cento, compresi, prossimamente, i nascituri in gestazione, poi, forse, gli animali domestici e così via.

Tutto questo in nome di uno stato di emergenza codificato dalla emissione infinita di decreti legge e non più dai contestatissimi provvedimenti amministrativi dpcm emessi a raffica da Badoglio 2.0. Se la situazione attuale continua sotto questi auspici, avremo la imposizione di decreti-legge continuamente rinnovati ogni sei mesi, con un parlamento e con le istituzioni di controllo giuridiche, economiche, finanziarie, della sicurezza nazionale totalmente paralizzati da ricatti reciproci dei responsabili ai vertici, notoriamente cooptati con criteri totalmente avulsi dai loro meriti professionali.

Si va avanti con gli slogan, con il terrorismo mediatico, con le dimostrazioni di piazza un giorno prima delle votazioni amministrative, benedette dal tempestivo e velocissimo parere di alcuni costituzionalisti che affermano che le ridette manifestazioni non violano il silenzio elettorale.

Satanismo, demolizione pianificata del diritto, dello stato sociale, delle tutele, della filiera economica; promozione dell’immigrazionismo senza regole; genderismo a marce forzate nei canali televisivi (film, spettacoli e spazi pubblicitari in televisione con reclutamento scientificamente distribuito fra normali, gender e non bianchi) sono le priorità di una compagine governativa minoritaria e staccata dal Paese reale ma saldamente sostenuta da poteri esterni europei e atlantici; con vaccinismo ossessivo e terroristico; con la conduzione dell’ennesimo capo del governo non eletto che, con espressa sua affermazione, risponde esclusivamente agli ordini esecutivi elencati nel testo del Pnrr (Piano nazionale di Ripresa e Resilienza), come egli stesso ha dichiarato senza mezzi termini, con attenzione a quanto dice nel filmato registrato sul canale Youtube al punto 0,12.

Buona resilienza a tutti!

http://www.opinione.it/economia/2021/10/15/manlio-lo-presti_alitalia-mps-sole24-ore-banche-assicurazioni-demolizione-sistema-italia/