Massa Finalese celebra i suoi 1200 anni di storia

Massa Finalese celebra i suoi 1200 anni di storia con una manifestazione che si svolgerà sabato 19 e domenica 20 novembre 2011.
L’evento è promosso dal Comune di Finale in collaborazione con i Volontari Quartiere Carrobio, Ciclistica Massese, Avis, Croce Blu, Gruppo Scout, Mani Tese, Delfino, Vespa Club, Mercatino Hobbistica, Artinsieme, Athena, La Cinquedea, I Connestabili, Cantacucco, l’Associazione Ordine delle Cerchie.

Sabato 19 Novembre Teatro “G.Verdi”
alle ore 21.00 ci sarà l’incontro con Gian Paolo Borghi sul tema: Tradizioni e religiosità popolare nelle campagne modenesi.

Domenica 20 Novembre dalle ore 10.00 alle ore 19.00 FESTA IN PIAZZA
Ore 10.00      – Addestramento ai bambini e duelli dei soldati, a cura de “La Cinquedea”
– Esercitazioni di artiglieria estense, a cura de “I Connestabili”
– Giochi con premi a sorpresa e fattoria dei Frati contadini, a cura del Gruppo Scout e Mani Tese
Ore 13.00  – Maccheronata
Ore 14.00  – Giochi di altri tempi per bimbi e adulti, a cura dell’Associazione “Ordine delle Cerchie”
Ore 14.00  – Convivio delle Muse con recita e distribuzione di poesie e vendita di Indulgenze da parte di Fra Cesarino a cura di Artinsieme
Ore 15.00  – Massa in video dall’811 ai giorni nostri, a cura di IvonneVeratti
Ore 16.30  – Teatro G Verdi Lezione-concerto “Pierino e il Lupo” per i bimbi della Scuola Elementare, a cura della Filarmonica Cittadina “G.Andreoli” e “Quelli della Roncole 2”
Ore 18.00 – Chiesa Parrocchiale S. Messa in canto con il Coro “Città di Mirandola”

Degustazione e vendita di specialità gastronomiche del territorio, a cura dei Commercianti di Massa Finalese e delle Associazioni di Volontariato: Frittelle, piadine, gnocchi fritti, gnocco farcito e balson. Nel pomeriggio porchetta, carne ai ferri, pizza, tisane calde, caciuff, caldarroste e vin brulé.
Mostra pomologica con varieta di mele antiche e prodotti derivati, a cura del Vivaio Antico Podere di Tino Sorino, Fondo Bordina di Benedetto Bonomi e Azienda Agricola Giuseppe Tusini. Al pom campanin, la mela della nonna a cura dell’ITAS “Calvi”
Apertura straordinaria dei negozi a Massa Finalese

Massa Finalese è la maggior frazione del Comune di Finale Emilia. Le sue origini sono antichissime; infatti già in epoca romana sul suo territorio erano presenti diverse ville rurali le cui tracce sono testimoniate da numerosi reperti archeologici, attualmente esposti nel Museo Civico di Finale. La prima fonte documentaria che cita il toponimo “Massa” viene fatta risalire da alcuni autori all’anno 811. Sede di un castello (come testimonia un documento del 1032), probabilmente localizzato nella zona detta del “motto”, Massa conobbe in epoca medioevale un periodo di grande prosperità che accrebbe vistosamente il numero dei suoi abitanti, ma nel 1345 la storia mutò improvvisamente il suo corso. I Massesi, a quell’epoca in guerra contro i Pico della Mirandola, subirono la completa distruzione del castello e dell’abitato ad opera di Paolo Pico. Il castello non fu mai più ricostruito e il borgo si spopolò. Nei secoli successivi l’abitato di Massa riprese vita attorno all’antica Pieve, ma non riuscì mai a raggiungere una propria autonomia amministrativa. Con lo sviluppo di Finale, Massa ne divenne col tempo una frazione, ma dopo la seconda guerra mondiale abbandonò la sua vocazione di centro agricolo sviluppandosi rapidamente grazie ad alcuni insediamenti industriali per la lavorazione delle carni e per la produzione di zucchero. Il centro della cittadina si presenta oggi come tanti altri paesi della Bassa modenese, ma la sua periferia vanta alcune ville che testimoniano il soggiorno di una ricca classe di proprietari terrieri.

Lucca photo fest

Lucca, sedi varie
Dal 19 novembre all’ 11 dicembre 2011

LUCCA PHOTO FEST, dal 19 novembre all’11 dicembre.
Tema della settima edizione: SGUARDI D’ORIENTE

Settima edizione, dal 19 novembre all’11 dicembre, del LPF LUCCA PHOTO FEST, festival internazionale dedicato alla fotografia e video arte, uno degli eventi di maggior prestigio in Europa.
Tema di questa settima edizione è SGUARDI D’ORIENTE, con un denso programma che si sviluppa in base ad un assunto e lungo due direttrici.
Non esiste l’Oriente, ma infinite declinazioni di esso. E le due direttrici, sono in realtà, due punti di vista: quello dei fotografi occidentali e quello dei fotografi nativi.

Il LPF, si propone, infatti, di aprire uno spiraglio su un universo complesso, seducente, a tratti magico, e ricco di stridenti contrasti, attraverso un vasto programma: oltre 20 mostre, alcune in anteprima assoluta, e più di 70 eventi collaterali tra workshop, lecture e conferenze di grandi autori, proiezioni esclusive, presentazione di libri, incontri al Photocafè e lettura dei portfolio, tutti ambientati in sedi inconsuete ed affascinanti nel centro storico di Lucca che, in questo periodo dell’anno, si trasforma nel salotto della fotografia italiana.

Il Festival è realizzato dall’Associazione Toscana Arti Fotografiche e dal Comune di Lucca, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, ed è sostenuto dalla Provincia di Lucca, dalla Camera di Commercio di Lucca, dalla Fondazione Banca del Monte di Lucca.
Partner del festival: Nikon, Canson e Roberto Del Carlo.

Ospite d’Onore del LPF 2011 è il fotografo giapponese Kenro Izu che, il 26 novembre al Teatro del Giglio, riceverà il LUCCA PHOTO Award.

Premio Nikon Taf per la fotografia italiana 2011: Francesco Iodice.

Premio per il fotogiornalismo 2011 :VII Photo Agency

In anticipazione, alcune mostre di fotografia e video-arte del LPF 2011:

FOTOGRAFIA 2011

“Passage through Asia” un’ampia retrospettiva di fotografie che ripercorre l’infinto, appassionato viaggio di Kenro Izu nei luoghi sacri del continente, iniziato nel 1979, in cui la fotografia “non è mera forma d’arte, bensì una ricerca costante nella propria vita, per trovare il significato più recondito dell’esistenza stessa”. La mostra è curata da Enrico Stefanelli.

“VII Looks at East”. La VII Photo Agency, una delle più importanti agenzie di fotogiornalismo del mondo, compie 10 anni, per celebrare l’anniversario ha ideato e coprodotto con il LUCCA PHOTO FEST la mostra “VII Looks at East”, in anteprima assoluta, che esplora il continente Asia attraverso la selezione delle migliori fotografie di questi dieci anni realizzate da tutti i fotografi dell’agenzia. La mostra è curata da Stephen Mayes (Managing Director VII Photo Agency) e Enrico Stefanelli (direttore artistico LPF)

“Tokyo”. Francesco Jodice, in fotografie di grande formato e intenso impatto emozionale, coglie l’intima essenza di questa città, “…immenso organismo socio-urbano nel quale il paesaggio urbano e quello umano concorrono ad un obiettivo comune: la crescita ad ogni costo”.

“Polaroid”. Una selezione di riprese in polaroid di Nobuyoshi Araki, con alcune inedite. La mostra è realizzata in collaborazione con la galleria Cà di Frà, Milano.

“Li Wei: Photography”. La mostra, il cui editing è stato curato direttamente dall’autore, presenta una selezione di alcune delle sue fotografie più famose, dagli inizi del 2000 fino alle ultime realizzate quest’anno.

“The glorious life. Wang Qingsong photography 1999 – 2010”. Una retrospettiva delle fotografie più celebri di Wang Qingsong, da “Follow Me” a “Romantique”, da “Requesting Buddha” al trittico “Incarnation”.Il geniale autore cinese ha selezionato per il Festival le immagini che meglio rappresentano la sua visione fantasiosa e dissacratoria della Cina contemporanea.

“Here? Or there?” la mostra che fu definita la più affascinante della Biennale di Shanghai del 2002, realizzata dalla coppia cinese Lin Tian Miao e Wang Gongxin. In un gioco simbolico che vuole sovvertire i canoni della normalità, le immagini rappresentano scene in bianco e nero emblematiche di Pechino: l’architettura antica, gli hutong (tipici vicoli), gli edifici rasi al suolo e le nuove costruzioni, i palazzi di regime e il paesaggio naturale. Sfondi sconcertanti su cui si stagliano eterei personaggi vestiti con costumi creati esplorando texture e materiali inusuali come il vinile e i capelli.

“The travelling cinemas of India”, reportage realizzato dal fotografo indiano Amit Madheshiya, con il quale ha vinto il World Press Photo 2011 nella categoria “Arts and Entertainment”. Per circa sessant’anni, le compagnie di cinema itinerante hanno allietato le fiere religiose del Jatras nelle zone rurali del Maharashtra, nell’India occidentale. Oggi, nonostante l’accanita competizione della dilagante TV via cavo e dei video lettori, il cinema itinerante rifiuta di arrendersi senza aver combattuto per la propria sopravvivenza. La mostra è curata da Renata Ferri.

“Girls from Mekong Delta”. Fotografie della coreana Oh Soon Hwa, poetiche e delicate, ambientate a Tan Loc, una piccola isola del Delta del Mekong dove la più grande ambizione delle giovani è sposare uno straniero.

“World Press Photo”, Consueto l’appuntamento con la mostra del prestigioso concorso di fotogiornalismo di cui Lucca è tappa fissa in Italia.

VIDEO ARTE 2011

“Onward, onward, onward!” (Avanti, Avanti, Avanti!) e “Rainbow” (Arcobaleno) sono le due video installazioni dell’artista cinese Jang Zhi, che affronta vari aspetti della società contemporanea del suo Paese: il consumismo, la solitudine, la frenesia. Nel video “Onward, onward, onward!”, realizzato con tre attori professionisti, impersonano rispettivamente i tre Presidenti della Repubblica Popolare Cinese: Mao Zedong, Deng Ziaoping e Jiang Zemin che si inseguono in un movimento infinito per esprime fede nel progresso. In “Rainbow” il tema della luce e dell’arcobaleno sono metafore del desiderio consumistico da raggiungere e del tutto illusorio.
La mostra è realizzata in collaborazione con la galleria Primo Marella, Milano-Beijing.

“Dusting”, “Gaze”, “Forming among writing”, “Word Fishing”. Quattro video installazioni interattive dell’artista di Taiwan Hsin-Chien Huang che rivisita le forme tradizionali d’arte come la fotografia, la narrativa, la musica e la video arte, producendo presentazioni composite realizzate grazie ai nuovi media, in cui lo spettatore interagisce direttamente con l’opera d’arte.

Fotovoltaico e pastificio

E’ necessario fare alcune riflessioni sulla decisione di adibire 2,5 ettari del fondo Zanluca all’installazione di un impianto solare fotovoltaico per la produzione di energia, attraverso la concessione del diritto di superficie ad un privato. La politica della Regione Emilia Romagna è quella di favorire la collocazione di questo tipo di impianti sui tetti, sui terreni dismessi ed in ogni caso in modo da non consumare nuovo territorio e salvaguardare il terreno agricolo destinato a produzione di derrate alimentari. Vi è stata anche una zonizzazione cartografica nella quale sono stabilite le limitazioni territoriali per la collocazione di questi impianti. Quindi un’indicazione precisa che favorisce gli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili ed allo stesso tempo salvaguarda la vocazione alla produzione agricola di qualità del nostro territorio. Tornando a Burana, non è sbagliato collocare un impianto fotovoltaico per la produzione di energia in una piccola porzione del fondo Zanluca. Siamo dentro al limite massimo del 10% della superficie totale del terreno stabilito dalla Regione. Vari Comuni hanno già seguito questa strada e altri lo faranno. Sarebbe, però, importante pensare che, oltre a distogliere terreno agricolo dalla produzione di derrate alimentari per utilizzarlo per la produzione di energia, nel nostro territorio comunale vi sono molti edifici pubblici i cui tetti possono essere utilizzati per impianti fotovoltaici. Siccome anche questo è già stato fatto, con ottimi risultati, da altri enti locali e, al contrario di quanto ha affermato l’assessore Vincenzi, vi sono ditte che ogni giorno sono alla ricerca continua di spazi per collocarvi i loro impianti, perché non si è pensato di fare anche questo? Non è vero che nessuna ditta è disponibile a collocare impianti sui tetti. Tutt’altro. Perché, quindi, non utilizzare in questo modo i tetti degli immobili presso lo IAL, o quelli delle scuole, dell’ex liceo, la prossima sede dei vigili del fuoco e di altri edifici comunali? Si potrebbe utilizzare in questo modo anche la discarica esaurita di Via Cavo Napoleonico, la cui manutenzione post mortem rappresenta un costo importante per la nostra collettività e che, impiegata in questo modo per produrre energia, invece potrebbe essere una risorsa importante. Alcuni edifici comunali hanno ancora il tetto in eternit. Quale migliore occasione per sostituire il tetto e a farne uno nuovo con annesso impianto fotovoltaico? Sto facendo proposte reali che spero questa amministrazione prenda in considerazione. E’ importante lavorare per produrre energia da fonti rinnovabili ma sono convinto che dovremmo arrivare a farlo salvaguardando il più possibile le nostre produzioni agricole rivolte all’alimentazione umana e animale. Ecco perché sarebbe importante che le centrali a biogas utilizzassero gli scarti delle produzioni agricole e i liquami e non il mais o il sorgo e che fossero gestite davvero da aziende agricole e non da industrie camuffate e che per gli impianti solari fotovoltaici si utilizzassero sempre più i tetti esistenti, i parcheggi e le aree dismesse e il meno possibile il terreno agricolo destinato alla produzione di derrate alimentari.

Giovanni Nardini

Consigliere Comunale PD Bondeno

L'uovo del serpente

L’articolo di Franco Berardi Bifo, pubblicato su Micromega, si sta ormai diffondendo in rete e, come ha notato qualcuno su facebook la prima parte è una lucida analisi del presente e, come tale, la riportiamo:

In piazza del Quirinale la sera del 12 novembre una folla grida a perdifiato: “Galera galera”. E’ il popolo italiano, che vuoi farci. Feroce con i tiranni che paiono scivolare giù dal piedistallo, dopo averli adorati quando erano trionfanti. Ma questa volta il branco non è solo feroce, è anche stupido.

Credono che Berlusconi esca di scena, ma la verità è che stiamo assistendo al capolavoro finale di Berlusconi, che lui lo sappia o no, che lui abbia o meno l’energia e l’intelligenza per portare fino alla conclusione la sua avventura anarco-autoritaria. Se il povero vecchio mammasantissima non reggesse all’emozione e al cardiopalma ci sarà qualcuno che prenderà il suo posto, più giovane e più freddo, per condurre in tragedia quella che finora a ieri è stata una farsa costosa e pericolosa. Ricapitoliamo i fatti, per dissipare la nebbia auto-consolatoria scalfariana.

La Banca Centrale Europea ha mandato una lettera-diktat, anzi più d’una. Con l’arroganza del proprietario che esige obbedienza assoluta dai sudditi, chiede di rinunciare ai diritti sindacali, impone un rinvio dell’età pensionabile, esige la privatizzazione dei beni pubblici. Obbedienza assoluta all’indiscutibile forza dei numeri.

Berlusconi ha ricevuto la lettera della Banca Centrale Europea e ne ha fatto il suo programma. Ma avendo altro cui pensare, si è presto reso conto di non aver la forza per applicarlo. Ha quindi passato la mano allo zelante Napolitano e agli storditi faccendieri del centrosinistra. Hanno convocato un consulente della Goldman Sachs, un ragioniere della classe finanziaria di nome Mario Monti e l’hanno fatto santo. Suo compito è applicare il programma di Berlusconi con ferocia bocconiana.

Può darsi che il vanesio cavaliere non si renda conto ancora a pieno del suo trionfo, ma Bossi l’ha capito subito: Opposizione è bello. Ci rifacciamo la verginità e guidiamo il popolo contro la plutocrazia. E la voce della verità, l’innocente Scilipoti ha già cominciato ad attaccare la congiura giudeo-massonica. Scilipoti non usa queste parole difficili, ma il suo intervento alla Camera del 12 novembre è tutt’altro che stupido: mentre il governo Monti si affannerà a eseguire il programma che noi gli abbiamo lasciato in eredità, noi scateniamo la furia populista del nazionalismo antieuropeo. L’esercito di mafia, l’esercito razzista del nord, l’esercito dell’evasione fiscale e dell’abusivismo edilizio si preparano a dissotterrare l’ascia di guerra, che hanno seppellito negli ultimi quindici anni per la semplice ragione che avevano nelle mani le leve del governo.

Mentre i probi esattori fiscali della Goldman Sachs taglieggiano e privatizzano la società italiana, Berlusconi e Bossi si ripresenteranno alla testa di un’armata populista antieuropea.

E’ l’uovo del serpente, quello che stanno covando i probi consulenti della Goldman Sachs.

Nel 1992 il padronato italiano usò la crisi finanziaria e il crollo della prima Repubblica come occasione per attaccare l’organizzazione operaia e per imporre un modello di rappresentanza politica maggioritaria che favorisse la governabilità, cioè riducesse la democrazia e accelerasse i processi di privatizzazione e razionalizzazione capitalista. Una banda di onesti cretini si impadronì della scena per un po’ (chi si ricorda più di Mario Segni?).

Da quella fase di moralizzazione e razionalizzazione è venuto fuori Berlusconi.

Bravi, ottimo risultato. Negli anni ’80 Veltroni aveva detto di lui che era un uomo di sinistra.

Dopo la crisi del governo Berlusconi del 1994, quando era al governo e avrebbe dovuto colpire il monopolio di mafia della comunicazione, il centro-sinistra si accordò con lui per “non toccare le sue televisioni”, cioè per accettare con un accordo mafioso il regime di illegalità in cui Mediaset era nato e cresciuto (come rivela una successiva dichiarazione di Violante alla Camera).

Adesso si parla di crisi della Seconda Repubblica: è l’occasione per distruggere quel che resta della democrazia e soprattutto per sottomettere compiutamente la società all’azione predatoria della finanza.”

l’intero articolo segue al link http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2011/11/14/franco-bifo-berardi-la-caduta-di-b-e-luovo-del-serpente-di-goldman-sachs/

annotiamo che “L’uovo del serpente” è un film di Bergman del 1977 e deriva da un’espressione biblica del libro di Isaia

Da Quarto a Quarto

– Brevi cenni sui Mille di Giorgio Mastrorocco

Fra i 1089 partiti da Quarto e censiti nel terzo e ultimo elenco, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 12 novembre 1878, 443 erano lombardi, 160 veneti, 157 liguri, 80 toscani; 91 erano originari del Regno delle Due Sicilie, solo 30 i piemontesi ma ben 35 i volontari trentini e friulani. Gli analfabeti erano 48, il 4,5% del totale, rispetto alla media nazionale stimata allora al 78%. Fra i mestieri abbiamo 34 falegnami, 24 calzolai, 22 fornai e panettieri, 9 sarti, 14 barbieri e 14 osti: gli operai e artigiani erano complessivamente 283; gli “intellettuali” ovvero studenti, laureati e impiegati erano 253; militari e marinai erano 203. Dieci gli arruolati di religione ebraica. Sette i figli di nessuno. Quanto all’età, il più giovane, Bepin Marchetti, veniva da Treviso e aveva 11 anni; il più vecchio, Tommaso Parodi, genovese, era un ortolano di 69 anni. Dei circa 180 bergamaschi, il gruppo più numeroso, il 73%, aveva meno di 22 anni. L’11 novembre 1860 Cavour firma il decreto di scioglimento dell’Esercito Meridionale. Qualche giorno prima, il 6 novembre, dodicimila uomini in camicia rossa restano schierati tutto il giorno nel piazzale della Reggia di Caserta in attesa di Vittorio Emanuele II, che li doveva passare in rassegna. Il re non si presenta, quell’attesa sarà inutile. Inizia per i Mille e per tutti gli altri volontari un lungo e, nella maggior parte dei casi, amaro dopoguerra. Nel febbraio del 1861 viene imposto il divieto di indossare la camicia rossa; agli ufficiali garibaldini viene negato il diritto al saluto da parte della truppa regolare. A parte i 78 che morirono durante la spedizione, tra i volontari qualcuno ebbe fortuna: 37 entrarono in Parlamento, alcuni divennero importanti uomini di governo (Benedetto Cairoli, Francesco Crispi, Giovanni Nicotera, Agostino Depretis), 15 fecero carriera nel Regio Esercito e divennero generali. Alcuni divennero importanti imprenditori: Giuseppe Orlando costruttore navale dell’Ansaldo, il trentino Ergisto Bezzi trasforma i prati di Porta Ticinese, a Milano, in un modernissimo e redditizio distretto del sughero. Luigi Pianciani sarà due volte sindaco di Roma e la doterà nel 1873 del suo primo piano regolatore. Eugenio Torelli Viollier fu cofondatore nel 1876 e direttore, fino al 1898, del Corriere della Sera. Ma per tutti gli altri sarà durissima. Otto muoiono quasi subito di tubercolosi, 16 saranno i suicidi, 24 finiranno in manicomio – quattro nell’Istituto di Quarto, proprio da dove erano partiti. A decine emigreranno verso le Americhe e l’Argentina in particolare, con alterna fortuna: uno di essi, il trevisano Augusto Povoleri, si butta dalla nave durante la traversata e muore annegato. Bixio muore di colera a Sumatra. Meritano un cenno i bergamaschi che nel ’63 seguirono Francesco Nullo in Polonia a combattere contro i cosacchi dello zar: Nullo e Marchetti muoiono subito, una decina di altri finiranno in Siberia, a scontare anni terribili di prigionia, mentre le mogli continueranno per anni a chiedere pietà allo zar, in vacanza a Nizza. Piazza Garibaldi crediti non contrattuali 10 Il grossetano Giuseppe Bandi, il più simpatico e irriverente fra i memorialisti garibaldini muore nel 1894 pugnalato a morte da un anarchico. Il carrettiere bergamasco Pietro Artifoni, abilissimo con la carabina, finirà i suoi giorni a Seriate sparando ai gatti, di cui era goloso.

CERCHIO ITALIANO di Giorgio Mastrorocco*

La fotografia ingiallita del piroscafo Conte Biancamano è stata scattata nell’estate del 1930: sul ponte, in mezzo a cento connazionali, riconosco mia mamma Lina e la nonna. Stanno tornando in Italia dal Rhode Island, dove la famiglia era emigrata dopo la Grande Guerra, trovando lavoro in un calzaturificio; la crisi seguita al ’29 li ha ributtati tutti verso il Vecchio Continente. Dopo averla osservata distrattamente per tanti anni sul muro di casa dei miei, adesso quella foto mi fa compagnia accanto allo scrittoio. La piccola Lina aveva otto anni, troverà una nuova casa in Dalmazia, a Zara, grazie alla politica di rimpatrio del regime. A Zara diventa maestra ma poi scoppia un’altra guerra e il suo primo marito, ufficiale medico dell’Armir, scampato alla ritirata dalla Russia, finisce sotto le bombe angloamericane mentre lavora all’ospedale di Trento. Siamo nel ’43, a Zara non si può più stare, gli italiani vengono sfollati ma anche il nonno non ce la fa e resta sotto le macerie del rifugio, un’altra bomba inglese. Ciò che resta della famiglia si ritrova in Italia, sono gli anni più difficili. Mia madre subito dopo la guerra inizia a insegnare nelle scuole elementari di Afragola, più tardi conoscerà il mio babbo, da poco laureato in legge. Lui è di Vieste, il paese nel Gargano da dove, nel 1919, erano partiti i genitori di lei verso l’America: ha appena vinto il concorso per entrare nella Pubblica Sicurezza, è diventato Commissario. All’inizio degli anni ’50 risalgono la penisola: tappa a Roma, dove nasce il primo figlio, poi a Pavia dove ne mettono al mondo altri tre fra il ’55 e il ’58. A me tocca il ‘55, un numero che m’è sempre piaciuto. All’inizio degli anni ’60 ci trasferiamo a Bergamo, dove siamo cresciuti e abbiamo messo altre, provvisorie, radici. Fatti bene i conti, ci possiamo considerare il frutto di almeno cinque ondate migratorie. Perciò, quando Davide mi ha chiesto di aiutarlo a immaginare, scrivere e fare con lui il viaggio di Piazza Garibaldi, dopo il disorientamento iniziale (il cinema non è il mio mestiere…), ho accettato con entusiasmo: il film ci offriva l’occasione di chiudere storie che qualcuno aveva iniziato per noi tanto tempo fa… Prendete il Liceo Classico “Paolo Sarpi” di Bergamo, per esempio. E’ dove io e Davide ci siamo conosciuti da ginnasiali negli anni ‘70, ma è anche la scuola da cui partirono decine di studenti per raggiungere Garibaldi a Quarto. Oppure è successo che quando i sopralluoghi e altre ricerche mi hanno portato a Pavia, la città dei fratelli Cairoli, ho scoperto che la mia casa d’infanzia era a pochi passi da quella in cui abita da sempre Mino Milani, storico e biografo di Garibaldi, ma anche autore delle avventure a fumetti più belle per noi piccoli di allora…. In questi ultimi tre anni, sprofondato nelle memorie garibaldine e spesso in compagnia dei discendenti dei Mille, ho avuto la fortuna di rifare quell’epico viaggio per due volte e di prendermi qualche pausa dal mestiere bellissimo e faticoso che faccio da trent’anni, insegnante di storia e letteratura italiana. Si potesse fare un altro giro, lo rifarei. Si potesse ricominciare daccapo, mi ci ributterei.

* Sceneggiatore di Piazza Garibaldi, un film di Davide Ferrario

Esploratori perduti

» Lunedì 14 novembre ore 17 – INVITO ALLA LETTURA
Gianluca Lodi e Monica Cavicchi – A FAR SFOIADA VERDE (Edizioni TLA 2011)
A FAR SFOIADA VERDE (Edizioni TLA 2011)Raccolta di ricette da un manoscritto rinascimentale e dalle intuizioni di Cesare Menini
Ne parlano con gli Autori Massimo Masotti, Florio Chinelli, Orazio D’Alessio
Nel 1962, in occasione del XXIII convegno della Società Italiana di Anatomia, la Biblioteca Ariostea esponeva opere preziose tra le quali un manoscritto riscoperto nel 1954 dall’emerito medico e studioso Cesare Menini. Dalle sue ricerche il testo – sotto forma di ricettario medico-alchemico e culinario, raccolta di semplici rimedi utili nella soluzione di faccende quotidiane – risultava essere in gran parte opera di Michele Savonarola, medico della corte estense ai tempi di Niccolò III e Lionello.
Con il patrocinio di Comune e Provincia di Ferrara e Ente Palio

» Martedì 15 novembre ore 17 – INVITO ALLA LETTURA
Renato De Rita – NONOSTANTE TUTTO… UNA ROSA SBOCCIA (Edizioni Este Edition 2011)
NONOSTANTE TUTTO… UNA ROSA SBOCCIANe parla con l’Autore Riccardo Roversi
Il dottor Renato De Rita, medico e psicoterapeuta, ci porta ad analizzare varie sintomatologie psico-fisiche non già come malfunzionamenti del corpo da eliminare, allopatici elementi di disturbo, bensì come messaggi dell’anima in grado di indicarci strade nuove da percorrere, quali elementi da integrare nella trama del personale, universale, mito a cui apparteniamo. La lettura di questo testo aiuta a comprendere come “curarsi”, ricercare il benessere, possa divenire l’occasione per ritornare a cogliere la bellezza offerta dalla natura e riuscire a guardare il mondo con gli occhi di un bambino. Ma “accettare il bambino può essere minaccioso per l’adulto che apprezza l’informazione più dello stupore, l’intrattenimento più del gioco, l’intelligenza più dell’ignoranza”. Occorre una buona dose di sana “follia” per poter ricercare la bellezza della vita e per poter osservare che “nonostante tutto… una rosa sboccia”. (dalla prefazione di Maria Rita Parsi)

» Mercoledì 16 novembre ore 17 – SAGGIO STORICO-SCIENTIFICO
Stefano Mazzotti – ESPLORATORI PERDUTI. STORIE DIMENTICATE DI NATURALISTI ITALIANI DI FINE OTTOCENTO (Codice Edizioni, 2011)
SAGGIO STORICO-SCIENTIFICODialoga con l’autore Fausto Pesarini, direttore del Museo di Storia Naturale di Ferrara
Esotismo, spirito d’avventura, sete di conoscenza e atmosfere che ricordano i romanzi di Emilio Salgari. A cavallo tra Ottocento e Novecento, in piena epoca coloniale, le zone più selvagge e inesplorate dei cinque continenti (Corno d’Africa, Borneo, Lapponia, Amazzonia, Alaska e Siberia) vennero attraversate da coraggiosi scienziati italiani che dedicarono la loro vita allo studio della biodiversità della Terra. Personaggi che oltre ad aver vissuto vite straordinarie hanno dato un contributo fondamentale allo sviluppo delle discipline scientifiche allora emergenti. Esploratori perduti e ora, grazie a questo libro, ritrovati al piacere della lettura insieme alle loro speranze, ai loro entusiasmi e alle loro passioni.
A cura del Museo di Storia Naturale di Ferrara

» Giovedì 17 novembre ore 17 – CARNET DI VIAGGIO
Alberto Lunghini – TERRA MARIS. PARCO DEL DELTA DEL PO (Este Edition edizioni 2011)
TERRA MARIS. PARCO DEL DELTA DEL PONe parlano con l’Autore Luca Scardino e Roberto Roversi
Un delizioso carnet di viaggio all’interno del Parco del Delta del Po. Autore è un giovane ferrarese con esperienze in diversi ambiti creativi, dal fumetto al restauro alla ceramica, e che nel 2009 ha esposto a La Biennale du Carnet de voyages de Clermont-Ferrand in Francia. Unendo l’amore per la pittura alla passione per i viaggi, l’artista in questo taccuino dipinge con mano sapiente una quarantina di tavole ad acquerello raffiguranti il territorio costiero dal punto più estremo del faro di Gorino sino alle saline di Cervia. Quest’opera – che sarà possibile consultare e ammirare durante l’incontro – vuole essere “uno sguardo che indugia su luoghi meno conosciuti ma capaci di creare forti emozioni”.

» Venerdì 18 novembre ore 16 – INAUGURAZIONE MOSTRA – IL PRESENTE E REMOTO 2011
FANFULLA E LE BRIGANTESSE. Microstorie sulla Unità e disunità degli Italiani – Mostra a cura di Roberto Roda
INAUGURAZIONE MOSTRA – IL PRESENTE E REMOTO 2011Interverranno il vice sindaco Massimo Maisto, il dirigente del Settore Giovanni Lenzerini e il dirigente del Servizio Enrico Spinelli
La mostra allestita in Sala Ariosto sarà visitabile dal 18/11/2011 al 5/01/2012
I documenti popolari minori, le fotografie, i francobolli, le canzonette, le illustrazioni ci raccontano un paese ove nei confronti dell’unità nazionale hanno albergato sentimenti contraddittori, dove simboli ed eroi dell’unità nazionale finiscono assoggettati alle logiche dei campanili e ove, per contro, i campanili possono dar voce ad un sentimento nazionale veritiero. Spulciando fra i documenti conservati negli archivi del Centro Etnografico Ferrarese, emergono tante microstorie interessanti. Il titolo della mostra rimanda metaforicamente alle vicende di un noto canto popolare e goliardico. Ma in mostra ci stanno pure le immagini delle brigantesse, quelle vere ammazzate e oltraggiate dall’esercito del nuovo regno e quelle false, impersonate da graziose modelle, che la neo nata fotografia, già consapevole che la verità ottica è una chimera, utilizzò con successo a fini commerciali. L’iniziativa partecipa alle celebrazioni per il 150° dell’Unita d’Italia.
Al termine della inaugurazione Roberto Roda terrà la conversazione FANFULLA E LE BRIGANTESE del ciclo “Il Presente Remoto”.

» Da Lunedì 7 a sabato 12 novembre – SETTIMANA UNESCO- ACQUA IN ARIOSTEA
MOSTRA – L’ACQUA, ORO BLU DEL XX SECOLO
A come AcquaEsposizione di libri prodotti dal Servizio Biblioteche e Archivi in collaborazione con Este Multimedia Sas, delle Scuole Elementari di Ferrara che aderirono ai progetti didattici “Acqua21” nell’anno scolastico 2001/2002.
IL VIAGGIO DI UNA GOCCIA
Esposizione bibliografica sul tema dell’acqua attraverso le scienze, le arti, le poesie e le storie dei libri della Sezione Ragazzi della Biblioteca Ariostea

Atrio della Biblioteca Ariostea tutti i giorni ore 9-19 e il sabato ore 9-13. per visite guidate per scuole
tel. 0532.418220 – a.poli@comune.fe.it

A cura di Angela Poli e Centro Idea del Comune di Ferrara

Dal 6 ottobre al 15 dicembre – ARCHIVIO STORICO COMUNALE

STORIA DELLA SCUOLAPercorsi di alfabetizzazione tra il Polesine e Ferrara dall’Ottocento ad oggi
RICERCHE D’ARCHIVIO ED ESPERIENZE FORMATIVE
MOSTRA di documenti d’archivio
A cura di Chiara Beatrice Vicentini, David Vicentini, Mirna Bonazza, Corinna Mezzetti, Beatrice Morsiani

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» AVVISO Chiusura di Sala Verde
Informiamo gli utenti che per l’intervento di manutenzione all’impianto di riscaldamento, da oggi la Sala Verde al piano terra della Biblioteca Ariostea non sarà agibile. Non sarà quindi possibile consultare o prendere a prestito libri che vi si trovano collocati (Generalità, Filosofia, Religione, Società, Linguaggio, Scienze e Tecnologia).
Nel ringraziare per la collaborazione, ci scusiamo sin da ora per il disagio.

Ferrara 10 novembre 2011
Il Dirigente del Servizio Biblioteche e Archivi
dott. Enrico Spinelli

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Il catalogo ( aggiornato settimanalmente ) delle attività culturali è consultabile online al seguente indirizzo:Calendario Attività culturali

Per informazioni sulla programmazione contattare Fausto Natali – f.natali@comune.fe.it

Mario Giacomelli

Artistocratic rivela a Parigi e a Milano le fotografie, perlopiù inedite, dell’Archivio Mario Giacomelli di Sassoferrato. E 24 Ore Cultura le racconta in un nuovo libro monografico.

Artistocratic, la galleria online di fotografia d’arte, presenta una serie di opere fotografiche, in gran parte inedite, provenienti dall’Archivio Mario Giacomelli di Sassoferrato di cui è rappresentante esclusivo. Fotofever a Parigi e Step09 a Milano sono le due tappe di novembre scelte da Artistocratic per rivelare al pubblico dei collezionisti e degli appassionati un Giacomelli intimo e visionario.

Le opere esposte sono pubblicate nel nuovo il libro edito da 24 Ore Cultura “Mario Giacomelli – Sotto la pelle del reale” a cura di Katiuscia Biondi (nipote di Mario Giacomelli e direttrice dell’Archivio di Sassoferrato), Marina Itolli e Catia Zucchetti (CZ Fotografia), con l’introduzione di Achille Bonito Oliva.

“Abbiamo l’onore di proporre con una nuova luce i lavori che appartengono alla maturità artistica di Giacomelli e per la maggior parte inediti” spiega Tommaso Stefani, fondatore di Artistocratic. “La frase dell’artista Sotto la pelle del reale è il comune denominatore delle opere che abbiamo scelto di esporre e rivela la grande contemporaneità della ricerca di Mario Giacomelli.”

Ricerca, come spiega Achille Bonito Oliva, che vede Giacomelli affrontare i linguaggi dell’arte contemporanea quali la performance, la land art e l’astrattismo informale. “Sotto la pelle del reale”, aggiunge Katiuscia Biondi, “è una frase che sottolinea una concezione dell’arte intrinsecamente unita alla vita, una fotografia-performance che tratta il paesaggio come un corpo umano da indagare per accedere alla dimensione più intima e non stereotipata, dove ritrovare anche se stesso”.

La prima opportunità per ammirare le opere di Mario Giacomelli è Fotofever, la nuova fiera interamente dedicata alla fotografia che si svolgerà dal 10 al 13 novembre nel cuore di Parigi a due passi dal Grand Palais. L‘Espace Pierre Cardin trasformato per l’occasione in “Tempio della Fotografia” dallo scenografo Stéphane Plassier ospiterà 35 gallerie internazionali e proporrà il meglio della fotografia e arte digitale contemporanea. Artistocratic affiancherà al maestro Mario Giacomelli (1925-2000), una selezione di fotografia contemporanea italiana con le nuove opere su New York di Davide Bramante, il progetto su Palermo di Nicola Cicognani e le atmosfere rinascimentali di Alessandro Vicario.

Il secondo appuntamento è per Step 09, the new art fair, giunta alla sua terza edizione, che si svolgerà a Milano dal 25 al 27 novembre presso il Museo Nazionale della Tecnologia e della Scienza Leonardo da Vinci. Sotto gli affreschi della Sala del Cenacolo, Artistocratic sarà presente con 2 progetti. Il primo spazio sarà interamente dedicato alle opere di Mario Giacomelli creando così una piccola personale dell’artista marchigiano. Il secondo stand presenterà un’anteprima di un progetto di Artistocratic a cura di Manuela Valentini sulla “memoria delle cose” con fotografie di Nicola Cicognani, Roberto Toja, Alessandro Vicario e Nicola Vinci.

L’appuntamento milanese di Step 09 sarà l’occasione anche per presentare il libro fresco di stampa “Mario Giacomelli – Sotto la pelle del reale” edito da 24 Ore Cultura. Katiuscia Biondi racconterà, da nipote di Giacomelli, la sua testimonianza sulle esperienze di vita dell’artista e illustrerà il libro nella veste di curatrice. Il libro spiega il metodo di lavoro del grande fotografo ed evidenzia i segni e i simboli che costituiscono il suo personale e inconfondibile linguaggio visivo.

Rintracciare questi elementi attraverso la presentazione degli inediti significa poter sorprendere ancora di fronte all’opera di uno dei fotografi più famosi al mondo. Si potrà comprendere la complessità e il fascino di un metodo che mostra il faticoso lavoro auto-analitico di un artista che usa la fotografia come strumento per cercare un suo posto nel mondo e intende l’arte come azione, strettamente legata alla vita. Tra le varie serie proposte si segnalano: Motivo suggerito dal taglio dell’albero (1957-1969), Le mie Marche (1970-1980), Metamorfosi della Terra (1955-1980), Poesie in cerca d’autore (1970-2000) e Bando (1997-1999).

Un primato ferroviario italiano

I normali elettrotreni Breda, già da circa un anno in servizio sulla linea Napoli-Roma-Boìogna, in vista dell’estensione del loro impiego regolare sui tratti Bologna-Milano. Bologna-Ancona e Roma-Pisa, sono stati oggetto in questi giorni di speciali prove da parte dei tecnici delle ferrovie. Si è esaminata la possibilità di aumentare ancora la già altissima velocità del fulmineo convoglio che. come è noto, alcuni mesi or sono ha stabilito il primato internazionale di velocità superando i 200 chilometri orari. Queste prove volgono ora a conclusione e mentre è già stato annunciato che il 28 Ottobre avverrà l’inaugurazione ufficiale degli elettrotreni sulle tre linee anzidette, le Ferrovie comunicano che col 20 corrente si inizierà l’impiego regolare dei convogli elettrici sul tratto Bologna-Milano. Un eccezionale viaggio di prova è stato compiuto dall’elettrotreno Breda sul percorso Roma-Napoli il 27 luglio scorso. Sul convoglio, partito da Roma alle 11,15 avevano preso posto S. E. Benni Ministro delle Comunicazioni, il sottosegretario Jannelli, il direttore generale delle Ferrovie ing. Velani, e un folto gruppo di alti funzionari del Ministero delle Comunicazioni e di giornalisti italiani e stranieri. Erano presenti altresì a rappresentare la Breda, il direttore centrale comm. ing. Arnaldo Salamini e il cav. ing. Giuseppe Dal Monte capo dell’ufficio tecnico dell’officina costruttrice degli elettrotreni. Il percorso, di 214 chilometri, è stato compiuto in un’ora e venticinque minuti. Il tratto Roma-Formia di centoventotto chilometri, in 50 primi e in realtà in soli quarantacinque. perché cinque minuti si perdettero in rallentamenti all’uscita dalla stazione di Roma per i grandiosi lavori di rinnovamento in corso. La velocità media è stata quindi di 165 chilo-metri orari. Benché le curve vengano percorse a più di centocìnquanta chilometri all’ora e su certi tratti rettilinei si superino i 180 orari nulla dà un’esatta sensazione della elevata velocità del convoglio. Gli ampi cristalli delle finestre sono fissi e l’aria che circola nel vagone è opportunamente condizionata a mezzo di speciali impianti situati negli spazi sottostanti alle carrozze. La sospensione ulteriormente perfezionata e migliorata dotando anche i carrelli di ammortizzatori idraulici e dando maggior peso alle vetture, si può considerare perfetta!. Le soffici poltrone assorbono poi completamente ogni residua vibrazione o scossa. Il risultato prefisso di ottenere l’aumento della velocità senza diminuire le comodità offerte ai viaggiatori e mantenendo intatte le garanzie di sicurezza nella marcia è stato perfettamente raggiunto grazie alla pronta, appassionata collaborazione dei tecnici della Breda. realizzatori di questo perfetto mezzo meccanico, vanto dell’Industria italiana. Gli elettrotreni aerodinamici Breda, che come abbiamo detto circolano ormai da più di un anno su linee di grande comunicazione della nostra rete ferroviaria, senza il più piccolo inconveniente, sono unità composte di tre carrozze intercomunicanti che poggiano su quattro carrelli a due assi i due carrelli di mezzo in corrispondenza ai perni di collegamento dei tre elementi) venendo così in effetto a costituire come una sola carrozza articolata della lunghezza totale di 62 metri e mezzo con una massima larghezza di m. 2.92. e del peso a carico completo di circa 117 tonnellate. In questi convogli, il rapporto tra il peso del materiale rotabile e quello delle persone trasportate è di circa una tonnellata per persona, mentre nei treni ordinar! è di due tonnellate e mezza. Questa notevolissima economia di peso è stata realizzata grazie a speciali procedimenti costruttivi tra i quali importantissimo l’impiego delle saldature elettriche nella giunzione dei vari elementi costituenti la complessa struttura dell’elettrotreno. L’apparato motore del treno comprende sei motori a corrente continua a 3000 Volta della potenza di 200 CV. ciascuno. I due carrelli alle estremità ne hanno due per ciascuno mentre un motore è montato sui due carrelli intermedi. Le due cabine di guida poste alle estremità del treno consentono entrambe la manovra e sono all’uopo collegate con un impianto telefonico. I posti di guida sono anche dotati del dispositivo di sicurezza per il conducente unico già in uso sui locomotori elettrici delle nostre Ferrovie. Questo dispositivo speciale assicura l’arresto automatico del convoglio anche se si verificasse il caso che il conducente fosse colpito da improvviso malore. Tenuto conto dell’alta velocità raggiungibile dagli elettrotreni al sistema frenante vennero dedicati speciali studi e particolari cure: ad esso è stato applicato il distributore « Breda » recentemente adottato in Italia dalle Ferrovie dello Stato, per tutto il materiale rotabile, per le sue constatate eccellenti caratteristiche di funzionamento, prontezza e gradualità della frenatura e sfrenatura non raggiunta da alcun altro tipo finora costruito.

Itinerario Bassaniano

Dal 12 al 20 novembre – via Mazzini, Ferrara
Le vetrine dei negozi ospiteranno una mostra di locandine e foto di scena tratte dai film Il giardino dei Finzi-Contini, Gli occhiali d’Oro, La lunga notte del ’43

La casa editrice 2G è nata nel 2001 pubblicando Una notte del ’43 di Giorgio Bassani e nel 2011 rende omaggio al grande scrittore con  L’eco di Micòl. Itinerario bassaniano di Monica Pavani, che si propone di “mappare” concretamente ed emotivamente la città, rileggendo cioè i luoghi più significativi della Ferrara odierna alla luce delle direttive contenute nei racconti e romanzi di Bassani. Il volume, disponibile anche in inglese (traduzione di Thomas Marshall), è arricchito da una mappa disegnata da Paola Rossi e dalle fotografie di Paolo Zappaterra.

L’opera di Bassani ha ispirato grandi registi nella realizzazione di film di cui esponiamo alcune immagini grazie alla collaborazione dell’Ass. Feedback e dei negozianti di via Mazzini.

13 novembre ore 15:00 – Partenza dal Mercatino del Libro, via Scienze, 12 – Ferrara
Ciclopasseggiata a cura di Alessandro Gulinati ispirata a L’eco di Micòl. Itinerario bassaniano.
Partecipa Monica Pavani autrice del libro.


Per info e costi ciclopasseggiata: A.Gulinati mob. 340-6494998  – Mercatino del Libro 0532 205804  – www.2geditrice.com

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Mercatino del Libro e del Fumetto
Via scienze, 12 Ferrara
Tel. 0532 205804
e-mail: mercatinolibrife@libero.it
http://www.myspace.com/mercatino_del_libro
http://www.facebook.com/mercatinodellibro

http://www.youtube.com/mercatinodellibro

Ferrara contemporanea

Art Fall ’11
Ferrara Contemporanea
presenta

Invernomuto
SIMONE
Wax, Relax – Boomeria – Negus


13 novembre 2011 – 11 dicembre 2011
Ferrara, Padiglione d’Arte Contemporanea
Corso Porta Mare 5, Ferrara

Inaugurazione 12 novembre, ore 18

Le Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara e Xing presentano ART FALL ‘11 Ferrara contemporanea.

Giunta alla sua quarta edizione, la manifestazione presenta Simone, la prima personale di Invernomuto in uno spazio istituzionale. La mostra rappresenta un momento importante in un percorso ormai ricco e stratificato. Proprio per questo motivo, Simone da una parte guarda verso la produzione degli ultimi anni del duo, dall’altra apre e anticipa nuovi sviluppi.

L’esposizione si dispiega sui due piani del Padiglione d’Arte Contemporanea e prevede la presentazione di tre opere inedite che danno vita ad un paesaggio audiovisivo e sinestesico che rappresenta al meglio la poetica e l’universo di Invernomuto.

L’intero piano terra è dedicato a Wax, Relax (2011, cera, dimensioni variabili, soundtrack di Hieroglyphic Being) che – allestita sotto forma di scultura nella mostra Terre Vulnerabili presso Hangar Bicocca nel 2011 – si configura al PAC come una nuova opera dinamica. Una grotta in cera bianca – una copia di una copia della grotta di Lourdes a Vernasca, il paese di provenienza di Invernomuto – viene investita da un fascio di luci, mentre nell’ambiente viene diffusa una colonna sonora. L’insieme dà vita ad un’improbabile attrazione paesana son et lumière, appositamente ricreata per gli spazi del Padiglione.

Boomeria è invece un film in 16mm (10’, 2011) proiettato al piano superiore del PAC e realizzato in California fra inverno e primavera del 2011. Progetto ideato da anni e finalmente girato sulle montagne di Santa Cruz, il film è una sorta di ritratto di un personaggio e del luogo a cui ha dato vita: il signor Boomer è un insegnante di chimica e di fisica che da più di quarant’anni vive a Boomeria – un castello di 100 m2 interamente autocostruito e dotato di labirinti, sotterraneo e di bizzarri sistemi di gestione, difesa e allarme elettrotecnici. Il film Boomeria – che potrebbe essere definito un documentario sperimentale borderline – continua una modalità linguistica di indagine su un luogo e sui suoi molteplici strati iniziata nel 2007 con il video Black Cross Bowl (2007).

Sempre al secondo piano l’opera inedita Negus (2011>12) si configura come la prima versione di un’installazione che anticipa un nuovo capitolo nella ricerca di Invernomuto. Negus riprende l’interesse per la reinterpretazione di schermi e di sistemi di diffusione delle immagini, in cui i confini fra scultura, installazione e dispositivo schermico cinematografico finiscono per dissolversi. Un’opera densa e stratificata che si spalanca su fatti storici, fantasmi culturali, scenari politici del passato, condensati in riti musicali e performativi di oscure tradizioni territoriali.

A completare la mostra è prevista, in occasione del finissage l’11 dicembre alle 18, una serata di proiezione del corpus di opere in video e pellicola realizzate dal 2007 da Invernomuto e sinora mai presentate insieme.

In occasione di Art Fall ’11 verrà realizzato un catalogo.

Guarda le immagini!