Povero Berlusconi!

Quando con vece assidua/ cadde, risorse e giacque/ di mille voci al sònito/ mista la sua non ha

Di solito non ci occupiamo del teatrino della politica italiana, se lo facciamo qui è più per ricordare Costanzo Preve, scomparso il 23 novembre, che per le note vicende mediatiche.

Purtroppo conosciamo anche gente insospettabile che ha creduto alla favola dell’antiberlusconismo; e adesso?

Continuerà tutto come prima? Si assesterà anche un bel colpo di finanza a Mediaset, per completare l’opera e far passare di mano anche le TV?

Il nuovo corso implicherà anche una sorta di repulisti, lungamente rinviato, di quanto resta della prima repubblica?

Ai posteri l’ardua sentenza

One thought on “Povero Berlusconi!

  1. Ma l’aspetto più incredibile e più inquietante, riguarda l’indifferenza verso gli attacchi realizzati e in procinto di realizzarsi nei confronti della Costituzione.

    Per quanto riguarda quelli già realizzati (Governo Monti), riassumiamo sommariamente:

    la modifica dell’Articolo 81 che impone allo Stato di non superare il 3% nel deficit di bilancio;
    la modifica degli Articoli 117 e 119 che sottrae autonomia di bilancio alle Regioni in nome de “l‘osservanza dei vincoli economici e finanziari derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea”;
    l’approvazione il 20 luglio 2012 del fiscal compact, ovvero un programma atto a portare il debito pubblico dal 120 al 60% rispetto al PIL nei prossimi vent’anni; come rilevato da molti commentatori, il rispetto di tale vincolo necessita un taglio di spesa pubblica che dovrà, per forza di cose, incentrarsi sul welfare state e questo significa, in prospettiva, la piena ineffettività – come minimo – degli Articoli 3 (rimozione degli ostacoli di ordine economico e sociale), 4 (diritto al lavoro), 32 (diritto alla salute), 34 (diritto all’istruzione), 35 (tutela del lavoro), 37 (tutela della donna lavoratrice e dei minori), 38 (diritto all’assistenza, alla previdenza e alla sicurezza sociali).

    Per quanto riguarda le modifiche in procinto di realizzarsi (Governo Letta), l’elenco sarebbe molto più esteso. Limitiamoci a ricordare:

    la modifica del Titolo II della Costituzione – relativa alla forma istituzionale dello Stato – con l’obiettivo di passare dalla repubblica parlamentare a quella presidenziale;
    la modifica dell’intero Titolo V – ovvero l’insieme degli Articoli riguardanti gli Enti Locali – al fine di deprivare questi ultimi d’ogni capacità di spesa, con tutto ciò che ne consegue in termini distruttivi rispetto a scuola, sanità e servizi sociali;
    last but not least, gli Articoli che disciplinano le politiche economiche e, su tutti, quell’Articolo 41 i cui principi di disciplinamento statale dell’economia ai fini del bene collettivo rappresentano – come ricordato più volte da Stefano D’Andrea – la perfetta antitesi del Trattato di Maastricht e, specificamente, dell’articolo 26 di quest’ultimo relativo alla circolazione incontrollata di capitali.

    Orbene, non saremmo arrivati a questo senza potenti e puntuali dispositivi ideologici che consentissero, per tutto questo tempo, di focalizzare l’attenzione altrove. Il principale di questi dispositivi è stato, come dicevo all’inizio, l’antiberlusconismo. Ovvero l’incapacità e la non volontà, da parte dell’opinione pubblica più o meno di sinistra, più o meno progressista, d’interpretare chi e che cosa sia, oggi, il sistema capitalista.
    estratto da http://www.appelloalpopolo.it/?p=9941

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