Tempi interessanti

di Pierluigi Fagan.

Due settimane fa, anticipavamo l’invidiabile posizione internazionale in cui si sarebbe venuta a trovare la Grecia di Syriza. Puntualmente, si è verificata l’apertura di Putin proprio ieri. Si fa fatica a trovare commenti che aiutino a capire le cose del nuovo mondo complesso, proprio perché pochissimi hanno capito che tipo di mondo è.
Il gioco è questo: Tsipras-Vaurofakis vanno davanti ai tedeschi ed i primi, come i secondi, mostrano le carte, carte molto distanti, inconciliabili.
Una torma di confusionari comincia a discettare sul default greco e/o sulla necessità di uscire dall’euro.
Ma più pragmaticamente, ecco che Putin vede un posticino pieno di isolotti appena fuori il Bosforo, all’entrata di quel Mediterraneo in cui tiene una piccola, precaria ed assediata base sulle coste siriane, vede che gli amici greci hanno un problemino di qualche spicciolo di miliardi di euro e si offre per una chiacchierata.
La Grecia è anche dirimpetta alla Turchia e la cosa per far passare condutture di gas sembra interessante. Interessante anche per i greci a cui farebbe assai piacere avere amici ortodossi con interessi comuni visto che l’Ellade storicamente risente della paranoia turca.
E non si son ancor fatti vivi i cinesi.
I cinesi hanno investito recentemente in Grecia, per farla diventare il terminale della loro famosa nuova Via della Seta che possa collegare il gigante asiatico con l’Europa. Pensate che i cinesi non siano disposti a risolvere il problemino di cassa greco per tener stabili le condizioni della propria strategia? Magari si potrebbe organizzare un prestito della neonata banca internazionale dei BRICS, pensate che colpo, i BRICS che salvano la madre di Europa.
Ma non finisce qui, perché certo che gli americani queste cose le sanno meglio di chi qui scrive e di chi qui legge. Pensate che gli americani si fanno fare un “sotto” da i russi e dai cinesi, lì nel cuore del Mediterraneo?
Insomma, con così tanti affettuosi amici, i greci possono starsene abbastanza tranquilli.
E i tedeschi? Queste cose i tedeschi non le sanno? Certo che le sanno. Come abbiamo già detto all’indomani delle ultime elezioni europee, occorrerà vedere fino a che punto Berlino abbaierà per salvare la faccia (anche i tedeschi hanno un elettorato a cui rispondere) seguendo però il movimento di risistemazione della struttura dell’euro (in cui comincia ad avere contro praticamente tutti, più gli americani) o terrà duro per giustificare la propria uscita dal sistema che, chi scrive, continua a considerare l’opzione finale più probabile.
Insomma, i giochi si fanno sempre più interessanti e fluidi ed una cosa è certa, nessuno mai più potrà controllare tutto, solo il tutto potrà auto-controllarsi connettendosi in reti di assetto variabile, ordinate da un certo numero di nodi. Un gioco, quello delle reti e dei nodi, che i greci, antico popolo di pescatori, potrebbero cominciare a giocare proprio qui, a due passi da noi. Tempi interessanti.

Fonte: https://pierluigifagan.wordpress.com/cronache-dellera-complessa/.

2 thoughts on “Tempi interessanti

  1. L’Europa, a sua volta, è completamente appiattita sulla politica americana: manda i suoi aerei a bombardare i propri amici (come è successo in Libia) e spedisce le sue “organizzazioni non governative” a sostenere i nemici di Assad. I frutti di questa politica sono sotto gli occhi di tutti. Di noi italiani in particolare: abbiamo visto in diretta tv il linciaggio di Gheddafi, consegnato ai mercenari qatarini; abbiamo visto il via libera agli scafisti per riprendere in grande stile l’invasione migratoria verso la Sicilia; e vediamo, proprio in questi giorni, la proclamazione di un Califfato da qualche parte in Libia, a poche braccia di mare dalle nostre coste.

    Nessun leader europeo – però – si arrischia, non dico a protestare, ma anche soltanto ad eccepire qualcosa. Neanche Angela Merkel, che evidentemente è capace di fare la voce grossa soltanto con la piccola Grecia. Sono tutti allineati e coperti, in adorazione della Grande Alleata, pronti a fare la guerra al cattivone Putin e a dare una pacca sulle spalle a quei mattacchioni del Califfato.

    Anche per la politica estera, dunque, questa pseudo-Europa è una semplice colonia degli Stati Uniti d’America. Esattamente come per la politica economica, con i risultati che tutti conosciamo.

    Fonte: “La Risacca”, Gennaio 2015
    http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=50356

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