Solo un pallino

Uno dei motivi principali (oltre alla generale debolezza politica ed economica dell’Italia) è che il Paese – che, come la Germania, è stata una delle nazioni perdenti della Seconda Guerra Mondiale – si è ormai saldamente consolidato attraverso la sua adesione all’UE e soprattutto nella NATO è coinvolta la sfera di influenza occidentale e quindi in ultima analisi USA-americana. E questo in misura maggiore rispetto ai suoi due rivali nel Mediterraneo, vale a dire Turchia e Francia, usciti dalla seconda guerra mondiale come la nazione vittoriosa. Lo si vede già dal fatto che il comando della 6a flotta statunitense è a Napoli. Il loro campo di applicazione si estende ben oltre il Mediterraneo.

L’importanza strategico-militare dell’Italia per gli Usa rischia inoltre di restringere il margine di manovra del Paese per un più forte collegamento al progetto cinese della “Nuova Via della Seta”. L’idea di espandere i porti marittimi italiani in teste di ponte logistiche e quindi porte della Cina verso l’Europa rischia di incontrare il dispiacere americano.

In questo contesto, è probabile che il margine di manovra geopolitico dell’Italia aumenti di nuovo solo quando gli assi del potere si sposteranno in tutto il mondo. La domanda chiave qui sarebbe se gli Stati Uniti decideranno di rinunciare al loro impero – in definitiva molto costoso – e consentire un ordine mondiale multipolare. Donald Trump sembrava perseguire questo obiettivo, almeno verbalmente, annunciando più volte di voler ritirare l’esercito americano da paesi come l’Afghanistan o la Siria. Tuttavia, non è stato in grado di prevalere. E il giuramento di Joe Biden come 46 ° Presidente degli Stati Uniti ora suggerisce che gli Stati Uniti amplieranno di nuovo il loro impegno in Medio Oriente e sfideranno la Russia lì e nell’Europa orientale in misura maggiore. Per l’Italia questo significa che i legami transatlantici saranno ulteriormente rafforzati e che le opzioni di politica estera dell’Italia saranno ulteriormente ridotte. Il neo eletto primo ministro italiano Mario Draghi non dovrebbe intralciarlo.

estratto da https://www.maurizioblondet.it/italia-non-puo-utilizzare-la-sua-piu-grande-risorsa-geopolitica/

2 thoughts on “Solo un pallino

  1. Quindi vi furono i collaborazionisti – volenti o nolenti – del nuovo futuro regime che si stava costituendo, quello degli alleati e dei partigiani, quelli del petrodollaro e di Bretton Woods, quello della CECA in chiave pro Rothschilds per spartirsi le miniere della Ruhr “cogestite” a vantaggio di questi privati, quelli della futura Europa dell’austerity e dell’euro, moneta debito peggiorativa rispetto alle monete sovrane nazionali.
    https://nicolettaforcheri.wordpress.com/2021/02/10/un-po-di-verita-sulla-nostra-storia/

  2. Facile indovinare quali saranno i consigli della McKinsey al Governo Italiano: privatizzare quanto rimane delle aziende pubbliche italiane e liquidare una buona parte del patrimonio pubblico per ripianare il debito con possibilità di essere loro stessi, la McKinsey, a fare da intermediari con i gruppi finanziari interessati ad acquisire le aziende italiane ed i beni in vendita. Un ottimo business per tutti. In parallelo il consiglio sarà quello di aprire i servizi pubblici, dalla sanità alla scuola, Università, reti elettriche, telefonia e trasporti ai grandi gruppi anglo USA pronti ad investire in Italia.
    https://www.controinformazione.info/mario-draghi-il-liquidatore-della-sovranita-italiana/

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