La marcia su Ottawa

“È l’evento del decennio che i media mainstream  –  ovviamente  -. si sforzano di minimizzare. Justin Trudeau  ha  ottenuto ciò che nessuno prima era riuscito a fare: unire i camionisti canadesi in un grande movimento nazionale. E anche oltre : i loro colleghi transfrontalieri  (statunitensi)  si uniscono al Freedom Convoy, il “Convoi de la Liberté”. Il loro motto: “Riprendetevi le libertà a cui non avreste mai dovuto rinunciare”. I camionisti si scontrano con il potere centrale di Ottawa, capitale del Canada, che impone loro restrizioni deliranti, .Più di 100.000 di loro (il numero delle iscrizioni sarebbe in crescita esponenziale ) si sarebbero auto-mobilitati per entrare nella capitale e bloccarla da sabato 29 gennaio, a tempo indeterminato.

Chi organizza il convoglio

I media hanno fatto una scelta: demonizzare i camionisti  come No-Vax. Non  sarebbe difficile però conoscere le legittime motivazioni di chi sta dietro a questa mostruosa manifestazione. Basta ascoltare Tamara Lich, la nativa americana della tribù “mate” (Alberta) il cui accorato appello ha raccolto 4,5 milioni di dollari in meno di 10 giorni tramite la piattaforma GoFundMe. Un altro gruppo, canadese, fa parte di Maverick, movimento patriottico che qualche anno fa sosteneva l’indipendenza di diverse province e l’attaccamento all’America di Trump.  Un serio rischio di carenza?

IL punto è che si tratta del paese da cui è  uscita la famosa “lettera dal Canada”, che delinea il Progetto di Grand Reset com esproprio generale della proprietà  privata  immobiliare.  I camionisti di là sanno che fa parte del progetto  preparare  una carenza deliberata di cibo e beni di consumo, per mettere la  popolazione in ginocchio e forzare un Great Reset. Il covid servirebbe da pretesto per una forma di “credito sociale ambientalista” globale. Per altri, coloro che hanno scelto di credere ai media mainstream, è l’assenteismo dovuto all’omicron che spiega gli scaffali quasi vuoti nei supermercati di tutto il Nord America.

Le file gigantesche di camion che convergono sulla capitale del Canada paralizzeranno il Paese e chiuderanno il rubinetto del petrolio nella più pura tradizione dei movimenti sociali nordamericani. Nel Nuovo Mondo non si può fare una frittata senza rompere le uova: i camionisti  canadesi lo sanno, dal momento che il trasporto su strada porta 1 miliardo di dollari al giorno per il loro Paese. Niente li fermerà adesso,  nemmeno il tentativo del governo  di sospendere  la loro  raccolta-fondi GoFundMe  Sono le decine di migliaia che si preparano a fare una  “carezza da orso” (secondo la colorita espressione del Quebec) nella capitale amministrativa del Canada. Al giornalista non troppo pigro basterebbe ascoltare una o due dirette Facebook per capire che i camionisti riuniti poi hanno intenzione di fare lo stesso nelle rispettive province, poiché in Canada ogni provincia è autonoma. Questo “blocco” dei trasporti, gli organizzatori vorrebbero   estenderlo  negli Stati Uniti, dove il regime in essere non ha più legittimità per parte della popolazione. È per risvegliare le coscienze addormentate da un insabbiamento dei media che i camionisti impediti di lavorare vogliono procedere: da metà gennaio è stato loro imposto un isolamento di 14 giorni se non sono vaccinati. Secondo le autorità, 26.000 camionisti canadesi (il 15% della forza lavoro totale) rifiuterebbero l’ingiunzione di vaccinazione. Secondo gli stessi conducenti, queste cifre potrebbero  essere da 2 a 3 volte superiori. E negli USA il tasso di vaccinati sarebbe ancora più basso. E sono le restrizioni che stanno facendo salire i prezzi di frutta e verdura.  Dai media sono accusati di sedizione,  li bollano come Gilet Gialli canadesi … Sono, tuttavia, i più rispettosi della legge. Preoccupati per il futuro dei loro figli, hanno sofferto in silenzio nel 2020. E’ stato lanciato il programma “Adotta un camionista”: i residenti di Ottawa che lo desiderano possono accogliere un camionista nella loro casa e offrirgli un letto, una doccia … Benzina e cibo saranno forniti dalla raccolta-fondi  che ha continuato a gonfiarsi di ora in ora, finché non è stato censurato da un potere assediato. Il rischio per il governo è grosso ,  perché il movimento camionisti avrebbe  l’approvazione, si vocifera, di parte dell’esercito e della polizia, ulcerate anche loro dai “mandati vaccinali”. L’operazione, che partirà la sera del 28 gennaio,   si spera   verrà  emulata in altri paesi e avviare una generalizzata. I media non te ne parleranno, oppure con un pregiudizio negativo. “Noi dell’agenzia cristiana  Cruciforme saremo lì a coprire questo stallo e questa lotta per la Libertà con la L maiuscola. Quella di vivere una vita degna di questo nome lontana dalle follie di pochi miliardari allucinati che sognano solo un domani distopico”

uno tsunami inimmaginabile che cresce ora per ora, quello che sta montando contro uno dei paesi più fanatici e oltranzisti nelle discriminazioni, nelle restrizioni e negli obblighi, tanto da oltrepassare i confini della disumanità.
Tanto che il Primo Ministro sembra essere fuggito, con una scusa ridicola, dalla capitale.
In direzione Ottawa stanno dirigendosi per l’arrivo il 29 gennaio, oltre agli autotrasporti canadesi:
– oltre 15,000 camion dalla California
– oltre 10,000 camion dal Michigan
– oltre 5,000 dall’Ohio
– oltre 7,000 dall’Illinois
– oltre 10,000 dal Texas
– oltre 5,000 da New York
– oltre 5,000 da Washington
– oltre 5,000 dalla Florida
Tutti oltre 62 mila truckers che accalcano le frontiere senza certificazione e che non consegneranno le merci.
Il Canada rischia in pochi giorni di non avere più scorte alimentari e di combustibili.
Una prova di forza che nessun governo del mondo potrebbe sopportare.

Messaggio di sostegno da un’agente di polizia di Ottawa

La poliziotta si dichiara onorata di essere nella città che accoglierà il convoglio. Afferma che tutti i suoi colleghi sostengono la lotta dei camionisti “che stanno combattendo per le nostre libertà”. La sua gerarchia ha appena aperto un’indagine per molestarla..

Supporting the truckers from one radio band to another 💙 #FreedomConvoy2022 pic.twitter.com/u6IzZSipTG

— EA (@erinhoward0118) January 24, 2022

il Primo Ministro Trudeau, quello che Klaus Schwab del World economic forum si è vantato di aver selezionato,
ora sembra preoccupato della marcia dei camionisti sulla capitale contro l’obbligo vaccinale https://t.co/FiCqhN4CYS

— cobraf.com GZibordi (@CGzibordi) January 27, 2022

In Quebec i clienti dei negozi devono ora mostrare la prova della VACClNAZlONE. Alimentari e farmaci sono esenti, ma i non VACClNATl devono essere accompagnati da un guardiano per assicurarsi che non acquistino altri prodotti. pic.twitter.com/OyBWousdiK

— Chance 🤺 il Giardiniere 🍊 (@ChanceGardiner) January 27, 2022

L’articolo La “marcia su Ottawa” di 100.000 camionisti; vogliono liberare il Canada dal Grand Reset proviene da Blondet & Friends.

3 thoughts on “La marcia su Ottawa

  1. I camionisti sono in armi per i mandati dei vaccini iniziati il ​​15 gennaio e che hanno richiesto ai camionisti non vaccinati che tornavano in Canada di essere testati e messi in quarantena per una settimana. Gli Stati Uniti hanno adottato una politica simile il 22 gennaio. Questi due mandati hanno immediatamente tolto dalla strada il 20% dei 160.000 camionisti transfrontalieri americani e canadesi a causa della non conformità in entrambi i paesi.

    Giovedì, il movimento ha attirato l’uomo più ricco del mondo, Elon Musk, che ha twittato di sostenere i camionisti – con i suoi 71,8 milioni di follower.

    Ecco l’aggiornamento completo di uno degli organizzatori del Freedom Rally, che ha affermato che il primo lotto di oltre 6,8 milioni di CAD è stato rilasciato.

  2. In Canada con il primo ministro sempre in fuga anche gli agricoltori si sono uniti ai camionisti che bloccano il confine tra il Paese e gli Usa principalmente tra lo stato di Alberta e il Montana. E per unirsi alla protesta contro gli obblighi vaccinali hanno sfondato le barricate della polizia. Ma in realtà è accaduto molto di più: i carri attrezzi chiamati dalla polizia per sgomberare i semirimorchi che bloccano le strade si sono uniti alla protesta a dimostrazione del malessere che percorre il Paese e che una volta esploso è molto difficile da domare, perché il materiale infiammabile è stata accumulato in due anni di mistificazioni e di attese palingeniche sempre deluse, di una menzogna che ormai rotola su stessa. La prova del nove che questa atmosfera incandescente non è un fuoco di paglia viene anche da Ottawa sempre presidiata da migliaia di camion e costellata da manifestazioni di sostegno ai camionisti e in favore di un ritorno alle libertà civili. Anche qui le società di carri attrezzi chiamate dal sindaco a sgomberare le strade si sono tirate indietro e hanno detto di non potere farlo a causa del covid. Adesso il pretesto con cui il potere ha abolito le libertà della gente si rivolge contro gli stessi spacciatori di pandemia.
    https://ilsimplicissimus2.com/2022/02/03/in-canada-la-rivolta-si-estende-agli-agricoltori/

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