Russia ultima speranza

google map

Capisco che molti siano stati sorpresi dal post di ieri sugli sviluppi della vicenda ucraina nel quale dicevo che un’evacuazione della popolazione civile del Donbass verso la madre Russia, costituisce una vittoria per Mosca: è difficile credere che le immagini dell’abbandono, peraltro censurate dall’informazione occidentale, possano essere collegate a una mossa vincente, eppure è evidente che si tratta di una vittoria strategica. Intanto non c’è stata l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia che Washington ha fatto di tutto per provocare in maniera da mandare a monte qualsiasi rapporto tra gli europei e Mosca; sono anzi gli Ucraini che a questo punto devono invadere il Donbass rendendo pienamente legittima una reazione russa anche a distanza. Inoltre l’evacuazione dei civili rende più efficace la resistenza da parte delle milizie secessioniste contro l’esercito esercito ucraino. Non è un caso che immediatamente dopo l’annuncio dell’evacuazione ci sia stata l’esplosione lungo un gasdotto vicino Lugansk, prodotto a quanto sembra da proiettili di artiglieria ucraina: l’evento era probabilmente era già stato pianificato come operazione di falsa bandiera, ma adesso viene utilizzato per confondere le acque e permettere a Biden, niente più di un anziano confuso e abusato, di dire che Putin ha intenzione di invadere, quando invece sono gli ucraini ad attaccare. Non è un caso che giornali e siti americani abbiano dato per prima la notizia dell’esplosione ( che probabilmente si attendevano) rispetto a quella dell’evacuazione.

leggi tutto su https://ilsimplicissimus2.com/2022/02/19/la-russia-e-lultima-speranza-delleuropa/

3 thoughts on “Russia ultima speranza

  1. Divisi sulla tattica, spaccati sulla strategia. Stridono non poco le roboanti minacce alla Russia del «fronte unito» di Usa, Nato e Ue con la babele di posizioni emerse nella seconda sessione della Conferenza sulla Sicurezza di Monaco.
    Il giorno di Kamala Harris, vicepresidente degli Usa decisa a riprendersi i riflettori internazionali dopo le frizioni interne con Joe Biden e in vista delle elezioni di midterm. «Se la Russia attaccherà l’Ucraina la Nato si allargherà ad Est» minaccia la numero due di Washington, insieme alla solita valanga di sanzioni contro Mosca e al ricorso dell’articolo 5 dell’Alleanza atlantica «erroneamente depotenziato da Trump».
    Sebastiano Canetta in Il Manifesto

  2. Invece le differenze non solo ci sono ma sono siderali. A cominciare dal nuovo asse Berlino- Roma avviato dalla clamorosa dichiarazione del presidente Mario Draghi: la richiesta italiana di non includere l’energia tra i settori passibili di embargo ha fatto impallidire Bruxelles e arrabbiare gli Usa. Facendo il paio con il cancelliere Olaf Scholz che, per l’ennesima volta, ieri ha garantito: «l’espansione della Nato non è in agenda né oggi né in futuro».
    Ibidem

  3. STRAUSSIANI Come spiega Meyssan,

    ..

    Sono personaggi, tutti ebrei, assolutamente non rappresentativi né degli ebrei statunitensi né delle comunità ebraiche nel mondo. Sono stati formati dal filosofo tedesco Leo Strauss, rifugiatosi, all’avvento al potere dei nazisti, negli Stati Uniti, ove divenne professore di filosofia all’università di Chicago. Molte testimonianze attestano che Strauss plasmava un ristretto gruppo di fidati allievi attraverso l’insegnamento orale, segreto, di cui perciò non esistono tracce scritte. Spiegava loro che il solo modo per gli ebrei di sottrarsi a un nuovo genocidio è costituire una propria dittatura. Chiamava gli allievi opliti (i soldati di Sparta) e li spediva a disturbare le lezioni dei rivali. Da ultimo insegnava loro la discrezione ed elogiava la «nobile menzogna». Strauss è morto nel 1973, ma la comunità studentesca si è perpetuata.

    Mezzo secolo fa, nel 1972, gli Straussiani iniziarono a formare un gruppo politico. Tutti facevano parte della squadra del senatore Democratico Henry “Scoop” Jackson, in particolare Elliott Abrams, Richard Perle e Paul Wolfowitz (j). Lavoravano a stretto contatto con un gruppo di giornalisti trozkisti, anche loro ebrei, che pubblicavano la rivista Commentary.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.