Eurasia sotto attacco

le potenze “talassocratiche”, Gran Bretagna prima, Usa in
seguito, hanno sempre cercato di impedire il prevalere di una qualsivoglia
potenza continentale in Europa, al fine di mantenere il proprio predominio
geopolitico ed economico sull’Occidente prima, e sul mondo intero in seguito.
Nello specifico, gli Usa nell’ ordine mondiale bipolare, venutosi a costituire
nell’immediato dopoguerra, hanno potuto consolidare le proprie posizioni ed il
proprio modello socio-economico, (quello liberal capitalista), a discapito di un
sempre piu& obsoleto e sclerotizzato modello sovietico. La stessa caduta del Muro
di Berlino, sembrava aver spalancato le porte a quella che, Francis Fukuyama
avrebbe definito “la fine della Storia”, ovverosia l’uniformazione dell’intero orbe
terracqueo al modello liberista capitanato dagli Usa che avrebbe , pertanto,
determinato la fine di qualunque competizione geopolitica o geostrategica che
dir si voglia.
Invece, l’emergere di nuove realta& come la Cina, nel ruolo di “competitors” nei
riguardi degli Usa , accompagnati dalla rinascita del ruolo di potenza
continentale della Russia, ora non piu& sospinta da una stantia ideologia
bolscevica ma, piuttosto da uno spirito che ci riporta con la memoria ad autori
slavofilicome Nicolaj Sergeevic= Trubeckoj (1890-1938) e Lev GumileCv (1912-
1992). Fautori questi ultimi, di un acceso eurasismo, proprio in
contrapposizione allo smaccato atlantismo di quei gruppi di potere finanziario,
strettamente legati alla potenza talassocratica Usa. E pretesto migliore non
poteva venire se non dall’annosa questione ucraina e dal suo passaggio, da una
politica estera di neutralita& ad un riposizionamento smaccatamente filo
globalista, espresso dal desiderio di fare il proprio ingresso nella Nato.
Il che, avrebbe significato una forma di minaccia e di condizionamento
geostrategico, da potersi esercitare in qualsiasi momento, nei confronti della
Federazione Russa, verso la quale e& da sempre esistito da parte del mondo
“occidentale” un atteggiamento di snobistica demonizzazione. Quello che
dovrebbe essere un rapporto di proficuo partenariato tra est ed ovest
dell’Eurasia, quella che poteva trasformarsi un a importante area di influenza
sulle scelte di geopolitiche ed economiche a livello globale, e& stata, invece,
trasformata in un’area di frizione e scontro tra due realta& che, da questo scontro,
usciranno solamente piu& indebolite.
Il tutto, a vantaggio della potenza Usa e dei centri di potere finanziario ad essi
collegati. L’intera vicenda e& poi condita da una quanto mai faziosa ed
unidirezionale narrazione, che vede nell’Ucraina l’unica, innocente, vittima
sacrificale, dimenticando che, dal 2014 in poi, anno del colpo di mano filo
occidentale a Kiev, le regioni russofone del Donbass e del Donetsk sono state
sottoposte da parte del regime ucraino, ad un vero e proprio genocidio, con tanto
di bombardamenti al fosforo ed altre consimili amenita&, che si stima abbiano
portato a ben 18.000 morti tra la popolazione civile di quelle zone.
Ora, chiarito il quadro, l’intervento militare russo assume ben altra valenza,
rispetto a quella offertaci dai media embedded. Non di aggressione, bensì& di un
quanto mai disperato tentativo di uscire dall’accerchiamento Nato, si tratta.
Tant’e& che, una delle precondizioni poste da Putin all’esecutivo ucraino, era
proprio quella della neutralita&. Precondizione che, nelle ultime ore, sembra esser
stata accettata dalla Presidenza Zelenski, nel nome di una mossa dalla forte
carica mediatica e propagandistica ed anche, molto probabilmente, visto
l’elevato costo in termini di distruzioni e vittime che, la resistenza alle truppe
russe sta comportando.
Il disegno globalista va facendosi sempre piu& palese, in tutti i suoi risvolti. Lo
stato di emergenza globale sanitaria prima, ora quello per gli eventi bellici
ucraini, fanno parte di un unico disegno volto a comprimere ed intimidire le
opinioni pubbliche occidentali, al fine di aver le mani slegate, per infliggere il
colpo finale all’ultimo ostacolo rimasto, al progetto di dominio su scala globale
di Lor Signori: la Federazione Russa. In tutto questo, forte permane lo sconcerto,
di fronte alla miopia ed alla malafede di una classe politica imbelle che, priva di
qualsiasi forma di legittimazione popolare e totalmente asservita ad interessi
ben lontani da quelli della gente, sta portando avanti una vera e propria tabella
di marcia “contra salus populi”.
A questo punto, di fronte ad aumenti di prezzi, inflazione, crisi economiche e
conseguente generale immiserimento, a fare la differenza, sara& l’esasperazione
popolare. Quali che siano, le modalita& e quali i tempi perche4 questo avvenga, e&
difficile dirlo, ma stiamo gia& sulla strada giusta. Il malcontento e la coscienza di
quanto sta accadendo, sono oggi, più che mai, presentibili a livello epidermico,
tra la gente. Quella gente della quale, Lor Signori, si sono dimenticati ed alla
quale dovranno, prima o poi, pagare un prezzo salato.

Umberto Bianchi in https://www.ariannaeditrice.it/articoli/eurasia-sotto-attacco

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