Alla canna del gas

La città dell’Aia, sede del governo olandese, ha chiesto di poter derogare dalle sanzioni e continuare ad acquistare gas russo da Gazprom perché non è riuscita per il momento a trovare altri fornitori e ha avvisato la cittadinanza che se anche nuovi venditori verranno individuati i prezzi subiranno un aumento molto forte: probabilmente non c’è esempio migliore del vicolo cieco in cui si è andata a cacciare l’Europa che mentre vede salire vertiginosamente la bolletta energetica che mette in grave pericolo la sua industria, oltre che le famiglie, deve assistere al fatto che la Russia non è stata affatto piegata e oggi esporta il 38 per cento in più di prodotti energetici. Che Mosca non avrebbe avuto grandi difficoltà a trovare contratti sostitutivi per i propri prodotti energetici era abbastanza prevedibile conferendo perciò alle sanzioni uno stigma di inutilità visibilissimo, ma pochi avevano immaginato che la sola aspettativa di un’Europa fuori dai giochi e dunque di una maggiore disponibilità ha fatto scatenare molte economie asiatiche che comprano a qualsiasi prezzo. E questo già prefigura a cosa andremo incontro nel prossimo futuro, così come prefigura una totale marginalità del continente.

One thought on “Alla canna del gas

  1. UNA MODESTA PROPOSTA
    Potremmo inviare a Mosca Mattarella con il seguente messaggio:
    “Memori del comune retaggio cristiano, anche noi in Italia siamo consapevoli del profondo significato del pentimento.
    Ci dichiariamo perciò pentiti di esserci buttati in un conflitto che non ci riguardava, dopo averlo ignorato per otto anni, solo per compiacere gli alleati americani. Cesseremo perciò con efficacia immediata ogni ulteriore invio di armi ed aiuti, dichiarando la nostra duratura neutralità.
    Ci dichiariamo altersì pentiti per l’immonda campagna di persecuzione etnica scatenata nei confronti dei russi in quanto russi, in contrasto con la decenza e con i tradizionali sentimenti di amicizia diffusi nel popolo italiano verso quello russo. Ci ripromettiamo di porre rinnovate basi per rapporti di cooperazione, scambio culturale e fratellanza.
    A titolo di omaggio collaterale permetteteci di farvi dono dell’ex ministro Di Maio, dotato di pollice opponibile, già addestrato, che, potrebbe essere in grado di mescere le bevande al ministro Lavrov, stupendo i commensali.
    Se a questo punto potessimo accedere alle condizioni contrattuali per le forniture di gas riservate ad un paese neutrale come l’India vi saremmo eternamente grati. (Per un piccolo sconto vi mandiamo anche Calenda.)”
    Et voilà, così, semplice semplice, potremmo risolvere la crisi energetica e ripulire un po’ della peggiore classe dirigente della storia repubblicana. (Augurandoci che le elezioni facciano il resto.)
    Andrea Zhok in
    https://www.ariannaeditrice.it/articoli/per-risolvere-l-emergenza-energetica

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