Delirio scandinavo

atlante

Forse più scemi di loro sono solo quei giornalisti ormai consacrati alla rozzezza che parlano di scelta coraggiosa invece che delirante. Quindi Stoccolma e Helsinki hanno fatto solo fatto un passo verso e la perdita di sovranità e la possibile rovina. Grazie a due modestissime bancarie

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Misteri

E così, come nessun giornalista ha chiesto cosa ne pensassero i musicanti ucraini che il Primo Maggio sono venuti a celebrarlo a Roma, nessun giornalista, nessun analista, nessun vip geopolitico che affollano di questi tempi gli studi televisivi, ha avuto niente da obiettare allo stupefacente monologo di Zelensky per le vie di Kyev in cui celebrando in solitaria la ricorrenza del 9 maggio, tra l’altro afferma: “In futuro a questa sacra data che celebra la vittoria degli ucraini sui nazisti ne sarà affiancata un’altra, quella della vittoria sui barbari russi”. Nessuno a rammentare che negli scorsi 7 anni, a partire dalla promulgazione della legge dei divieti del 2015, la gran parte dei monumenti dedicati alla vittoria nella seconda guerra mondiale, sono stati abbattuti e in molti casi sostituiti da monumenti a Bandera. Nessuno a rilevare che nella ricorrenza del 9 maggio, da 8 anni, fin dal 2014, ci sono scontri di piazza tra filorussi e nazionalisti ucraini, con pestaggi e arresti dei russofoni-russofili.
Se a queste cose si aggiunge i fatto che, palesemente, nel 2014 in Ucraina c’è stato un golpe sostenuto dagli americani ben orchestrato dalla Nuland (quella del “si fotta l’Europa”) che, dopo il golpe, l’Ucraina che era sulla soglia della bancarotta ha ricevuto un’iniezione di milioni di dollari, è stata “attenzionata”, tanto per usare un eufemismo, dalle lobby che ruotano attorno al figlio di Biden, governata da emissari di oligarchi della peggior specie, infiltrata dalla NATO, dagli inglesi indipendentemente dalla NATO e, per finire, si è ritrovata con un comico come presidente che non per ridere ne ha fatte di ogni colore, fino al punto di far dimettere i vertici della magistratura che intendevano arginare la sua deriva da satrapo, se si tiene conto di tutto questo risulta veramente difficile capire come larghe fette della sinistra radicale si siano ritrovate partigiane per l’Ucraina.

estratto da https://www.ariannaeditrice.it/articoli/13525

Odessa

L’esercito russo ha distrutto il terminal logistico di Odessa ripieno di armi straniere.
Rapporto serale del Ministero della Difesa russo sulla situazione nella zona
delle operazioni speciali.

Il Ministero della Difesa russo: missili a lungo raggio ad alta precisione aviotrasportati russi hanno disabilitato un terminal logistico in un aeroporto militare vicino a Odessa, dove era immagazzinato un grande lotto di armi straniere ricevute dagli Stati Uniti e dai paesi europei.

Missili ad alta precisione lanciati dall’aria delle forze aerospaziali russe hanno colpito 22 strutture militari in Ucraina. Compresi due posti di comando e osservazione del battaglione e un posto di comando della brigata, 11 punti di forza, nonché luoghi di concentrazione della manodopera e dell’equipaggiamento militare delle forze armate ucraine. Le perdite dei nazionalisti ammontavano a 200 persone e più di 30 veicoli e veicoli blindati.

Tre magazzini di armi, equipaggiamento militare e munizioni sono stati distrutti nei distretti di Ilyichevka e Kramatorsk. Vicino all’insediamento di Novaya Dmitrovka, un sistema missilistico antiaereo Buk-M1 e tre stazioni radar sono stati distrutti a seguito dell’attacco.

Sistemi antiaerei russi

► I sistemi di difesa aerea russi nelle aree di Izyum e Kherson hanno distrutto tre velivoli senza pilota ucraini, tra cui un Bayraktar TB-2 sopra l’insediamento di Lozovaya, nella regione di Kharkiv.

Truppe missilistiche e artiglieria hanno completato 102 missioni di fuoco durante il giorno. Distrutte: 6 posti di comando, 84 roccaforti e aree di accumulo di manodopera e equipaggiamento militare, oltre a 10 batterie di artiglieria.

In totale, dall’inizio dell’operazione militare speciale, sono stati distrutti: 141 aerei, 110 elicotteri, 541 velivoli senza pilota, 264 sistemi missilistici antiaerei, 2.479 carri armati e altri veicoli corazzati da combattimento, 278 lanciarazzi multipli, 1.081 pezzi di artiglieria da campo e un mortaio, oltre a 2321 unità di veicoli militari speciali.

Fonte: https://rusvesna.su/news/

Traduzione: Sergei Leonov

di

Francesca Romana Fantetti

24 marzo 2022

Al voto in Italia per evitare la guerra

Fermate Mario Draghi, la più grande delusione di tutti i tempi. Togliete Draghi dall’Esecutivo: tra dita puntate contro i non vaccinati e impoverimento economico-sociale da lui causato, adesso pure la guerra! Peraltro, gli italiani non lo hanno mai né votato né tantomeno eletto e sta causando danni inimmaginabili, tanto quanto irrecuperabili. Andiamo a votare: cambiando facce, muterà anche la posizione disgraziata del nostro Paese.

Che errore nefasto ha fatto Sergio Mattarella, impedendo agli italiani di votare e imponendo loro un non eletto sbagliato come Draghi. Visto che disastri quando non si rispettano le regole democratiche? Si torni molto velocemente a votare. Solo così salveremo la pace nel nostro Paese ancora prima della democrazia. Salviamo la nostra pace in Italia. L’Italia deve rimanere fuori dal conflitto Russia/Ucraina, che si risolverà solo in assenza di nostri interventi. Cambiare Draghi e votare, per avere un nuovo Parlamento e un nuovo Governo.

https://opinione.it/politica/2022/03/24/francesca-romana-fantetti_italia-guerra-draghi-elezioni

L’Eurasia finalmente!

Le ragioni dell’accelerazione le ha spiegate il ministro degli esteri russo Sergey Lavrov al vertice diplomatico di Antalya tenutosi giovedì scorso: “La soluzione sarà non dipendere più dai nostri partner occidentali, siano essi governi o aziende che agiscono come strumenti dell’aggressione politica occidentale contro la Russia invece di perseguire gli interessi delle loro attività. Faremo in modo di non trovarci mai più in una situazione simile e che né qualche zio Sam né nessun altro possano prendere decisioni volte a distruggere la nostra economia. Troveremo un modo per eliminare questa dipendenza. Avremmo dovuto farlo molto tempo fa”.

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Russia ultima speranza

google map

Capisco che molti siano stati sorpresi dal post di ieri sugli sviluppi della vicenda ucraina nel quale dicevo che un’evacuazione della popolazione civile del Donbass verso la madre Russia, costituisce una vittoria per Mosca: è difficile credere che le immagini dell’abbandono, peraltro censurate dall’informazione occidentale, possano essere collegate a una mossa vincente, eppure è evidente che si tratta di una vittoria strategica. Intanto non c’è stata l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia che Washington ha fatto di tutto per provocare in maniera da mandare a monte qualsiasi rapporto tra gli europei e Mosca; sono anzi gli Ucraini che a questo punto devono invadere il Donbass rendendo pienamente legittima una reazione russa anche a distanza. Inoltre l’evacuazione dei civili rende più efficace la resistenza da parte delle milizie secessioniste contro l’esercito esercito ucraino. Non è un caso che immediatamente dopo l’annuncio dell’evacuazione ci sia stata l’esplosione lungo un gasdotto vicino Lugansk, prodotto a quanto sembra da proiettili di artiglieria ucraina: l’evento era probabilmente era già stato pianificato come operazione di falsa bandiera, ma adesso viene utilizzato per confondere le acque e permettere a Biden, niente più di un anziano confuso e abusato, di dire che Putin ha intenzione di invadere, quando invece sono gli ucraini ad attaccare. Non è un caso che giornali e siti americani abbiano dato per prima la notizia dell’esplosione ( che probabilmente si attendevano) rispetto a quella dell’evacuazione.

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Altro che Ucraina

Per chi ancora non l’avesse compreso siamo nel pieno di una guerra di nervi che non riguarda affatto l’Ucraina, ma l’Europa: Washington sta sfruttando Kiev o meglio il cadavere di un Paese che ha letteralmente distrutto per fare guerra noi.  La crisi è stata creata ad arte dall’amministrane Usa evocando il fantasma di una invasione russa dell’Ucraina che non è mai stata nelle intenzioni di Mosca, ma che in questo momento serve a non far a non far partire il gasdotto Nord Stream 2 e dunque a porre le basi per  una rinuncia definitiva al gar russo perché è possibile in ogni momento attivare la narrazione di una nuova crisi.  In questo senso le sanzioni che vengono minacciate  contro Mosca se osasse penetrare in Ucraina per difendere le popolazioni del Donbass, sono in realtà sanzioni contro di noi e prefigurano un futuro di inarrestabile impoverimento e declino. Perché una cosa è certa: la Russia non avrà molta difficoltà a vendere ad altri il proprio gas.

L’obiettivo a breve termine per Washington  è quello di salvare l’industria del fracking statunitense costringendo l’Europa a comprare gas americano, assai più costoso di quello russo e che per giunta necessita di enormi strutture di degassificazione e  di navi cisterna altrettanto grandi: insomma un assoluto delirio che unisce ad alti costi dell’energia anche l’adozione delle tecniche di estrazione più letali per l’ambiente come il fracking e l’emissione di enormi quantità di Co2 per il trasporto e il trattamento per non parlare della la stessa realizzazione e gestione delle strutture necessarie. Già questo ci dovrebbe far comprendere che le elite di comando globale e continentale ci stanno prendendo per il naso con le loro sceneggiate para ecologiche sulla Co2 che alla fine è soltanto una narrazione priva di un senso concreto, ma volta ad un maggior controllo della popolazione.  Questo scenario infatti non si è creato per caso, ma è stato lucidamente perseguito da Bruxelles che ha voluto rinunciare ai contratti a lungo termine e a basso costo costo offerti dalla Russia, i quali mettevano al riparo dalle ampie fluttuazioni di prezzo, per rivolgersi al mercato spot e subire perciò il rialzo  rialzo stellare dei prezzi. Così per esempio accade  che importatori che hanno ancora contratti pluriennali per il gas russo lo importano a 300 dollari e lo rivendono a 1000:  questa speculazione ricade interamente sulle spalle dei cittadini europei.

La rinuncia ai contratti a lungo termine russi, non è stato un errore della Commissione europea, ma una scelta deliberata  fatta ben sapendo che ciò avrebbe creato gravi problemi di carenza e di costi ai cittadini: ma firmare contratti ventennali e trentennali con la Russia avrebbe significato tenere aperto un rapporto che Washington vuole troncare di netto e sempre più in modo paranoico da quando se la deve vedere con la Cina. Sebbene questo non sia un tema che compare spesso nelle divulgazioni storiche di basso livello dalle quali siamo circondati, un’altra delle ossessioni dell’anglosfera ormai da un secolo e mezzo è stato quello di impedire a qualsiasi costo  che la Germania e successivamente l’Europa si collegassero alla Russia formando un insieme decisamente più potente dell’impero marittimo. Fatto sta che quella ossessione è ancora presente, anche se è rimasta nascosta durante la guerra fredda e come vediamo è ancora qui che morde i nostri conti correnti con le zanne delle troppe cose che non abbiamo voluto vedere e che ostinatamente non vogliamo vedere nemmeno adesso. Washington tuona contro la Russia, ma in realtà sta facendo la guerra all’Europa e ne sta cancellando il futuro, separandola dal resto del continente che è il fulcro del mondo, anzi la sta ucrainizzando, contando sul fatto che i poteri che hanno portato ai rialzi energetici sono del tutto slegati dalla necessità del consenso e del resto del tutto alieni a qualsiasi fedeltà che non sia quella all’oligarchia.

riportato integralmente da https://ilsimplicissimus2.com/2022/02/15/altro-che-ucraina-gli-usa-fanno-guerra-alleuropa/

La marcia su Ottawa

“È l’evento del decennio che i media mainstream  –  ovviamente  -. si sforzano di minimizzare. Justin Trudeau  ha  ottenuto ciò che nessuno prima era riuscito a fare: unire i camionisti canadesi in un grande movimento nazionale. E anche oltre : i loro colleghi transfrontalieri  (statunitensi)  si uniscono al Freedom Convoy, il “Convoi de la Liberté”. Il loro motto: “Riprendetevi le libertà a cui non avreste mai dovuto rinunciare”. I camionisti si scontrano con il potere centrale di Ottawa, capitale del Canada, che impone loro restrizioni deliranti, .Più di 100.000 di loro (il numero delle iscrizioni sarebbe in crescita esponenziale ) si sarebbero auto-mobilitati per entrare nella capitale e bloccarla da sabato 29 gennaio, a tempo indeterminato.

Chi organizza il convoglio

I media hanno fatto una scelta: demonizzare i camionisti  come No-Vax. Non  sarebbe difficile però conoscere le legittime motivazioni di chi sta dietro a questa mostruosa manifestazione. Basta ascoltare Tamara Lich, la nativa americana della tribù “mate” (Alberta) il cui accorato appello ha raccolto 4,5 milioni di dollari in meno di 10 giorni tramite la piattaforma GoFundMe. Un altro gruppo, canadese, fa parte di Maverick, movimento patriottico che qualche anno fa sosteneva l’indipendenza di diverse province e l’attaccamento all’America di Trump.  Un serio rischio di carenza?

IL punto è che si tratta del paese da cui è  uscita la famosa “lettera dal Canada”, che delinea il Progetto di Grand Reset com esproprio generale della proprietà  privata  immobiliare.  I camionisti di là sanno che fa parte del progetto  preparare  una carenza deliberata di cibo e beni di consumo, per mettere la  popolazione in ginocchio e forzare un Great Reset. Il covid servirebbe da pretesto per una forma di “credito sociale ambientalista” globale. Per altri, coloro che hanno scelto di credere ai media mainstream, è l’assenteismo dovuto all’omicron che spiega gli scaffali quasi vuoti nei supermercati di tutto il Nord America.

Le file gigantesche di camion che convergono sulla capitale del Canada paralizzeranno il Paese e chiuderanno il rubinetto del petrolio nella più pura tradizione dei movimenti sociali nordamericani. Nel Nuovo Mondo non si può fare una frittata senza rompere le uova: i camionisti  canadesi lo sanno, dal momento che il trasporto su strada porta 1 miliardo di dollari al giorno per il loro Paese. Niente li fermerà adesso,  nemmeno il tentativo del governo  di sospendere  la loro  raccolta-fondi GoFundMe  Sono le decine di migliaia che si preparano a fare una  “carezza da orso” (secondo la colorita espressione del Quebec) nella capitale amministrativa del Canada. Al giornalista non troppo pigro basterebbe ascoltare una o due dirette Facebook per capire che i camionisti riuniti poi hanno intenzione di fare lo stesso nelle rispettive province, poiché in Canada ogni provincia è autonoma. Questo “blocco” dei trasporti, gli organizzatori vorrebbero   estenderlo  negli Stati Uniti, dove il regime in essere non ha più legittimità per parte della popolazione. È per risvegliare le coscienze addormentate da un insabbiamento dei media che i camionisti impediti di lavorare vogliono procedere: da metà gennaio è stato loro imposto un isolamento di 14 giorni se non sono vaccinati. Secondo le autorità, 26.000 camionisti canadesi (il 15% della forza lavoro totale) rifiuterebbero l’ingiunzione di vaccinazione. Secondo gli stessi conducenti, queste cifre potrebbero  essere da 2 a 3 volte superiori. E negli USA il tasso di vaccinati sarebbe ancora più basso. E sono le restrizioni che stanno facendo salire i prezzi di frutta e verdura.  Dai media sono accusati di sedizione,  li bollano come Gilet Gialli canadesi … Sono, tuttavia, i più rispettosi della legge. Preoccupati per il futuro dei loro figli, hanno sofferto in silenzio nel 2020. E’ stato lanciato il programma “Adotta un camionista”: i residenti di Ottawa che lo desiderano possono accogliere un camionista nella loro casa e offrirgli un letto, una doccia … Benzina e cibo saranno forniti dalla raccolta-fondi  che ha continuato a gonfiarsi di ora in ora, finché non è stato censurato da un potere assediato. Il rischio per il governo è grosso ,  perché il movimento camionisti avrebbe  l’approvazione, si vocifera, di parte dell’esercito e della polizia, ulcerate anche loro dai “mandati vaccinali”. L’operazione, che partirà la sera del 28 gennaio,   si spera   verrà  emulata in altri paesi e avviare una generalizzata. I media non te ne parleranno, oppure con un pregiudizio negativo. “Noi dell’agenzia cristiana  Cruciforme saremo lì a coprire questo stallo e questa lotta per la Libertà con la L maiuscola. Quella di vivere una vita degna di questo nome lontana dalle follie di pochi miliardari allucinati che sognano solo un domani distopico”

uno tsunami inimmaginabile che cresce ora per ora, quello che sta montando contro uno dei paesi più fanatici e oltranzisti nelle discriminazioni, nelle restrizioni e negli obblighi, tanto da oltrepassare i confini della disumanità.
Tanto che il Primo Ministro sembra essere fuggito, con una scusa ridicola, dalla capitale.
In direzione Ottawa stanno dirigendosi per l’arrivo il 29 gennaio, oltre agli autotrasporti canadesi:
– oltre 15,000 camion dalla California
– oltre 10,000 camion dal Michigan
– oltre 5,000 dall’Ohio
– oltre 7,000 dall’Illinois
– oltre 10,000 dal Texas
– oltre 5,000 da New York
– oltre 5,000 da Washington
– oltre 5,000 dalla Florida
Tutti oltre 62 mila truckers che accalcano le frontiere senza certificazione e che non consegneranno le merci.
Il Canada rischia in pochi giorni di non avere più scorte alimentari e di combustibili.
Una prova di forza che nessun governo del mondo potrebbe sopportare.

Messaggio di sostegno da un’agente di polizia di Ottawa

La poliziotta si dichiara onorata di essere nella città che accoglierà il convoglio. Afferma che tutti i suoi colleghi sostengono la lotta dei camionisti “che stanno combattendo per le nostre libertà”. La sua gerarchia ha appena aperto un’indagine per molestarla..

Supporting the truckers from one radio band to another 💙 #FreedomConvoy2022 pic.twitter.com/u6IzZSipTG

— EA (@erinhoward0118) January 24, 2022

il Primo Ministro Trudeau, quello che Klaus Schwab del World economic forum si è vantato di aver selezionato,
ora sembra preoccupato della marcia dei camionisti sulla capitale contro l’obbligo vaccinale https://t.co/FiCqhN4CYS

— cobraf.com GZibordi (@CGzibordi) January 27, 2022

In Quebec i clienti dei negozi devono ora mostrare la prova della VACClNAZlONE. Alimentari e farmaci sono esenti, ma i non VACClNATl devono essere accompagnati da un guardiano per assicurarsi che non acquistino altri prodotti. pic.twitter.com/OyBWousdiK

— Chance 🤺 il Giardiniere 🍊 (@ChanceGardiner) January 27, 2022

L’articolo La “marcia su Ottawa” di 100.000 camionisti; vogliono liberare il Canada dal Grand Reset proviene da Blondet & Friends.

Gasdotto vitale

“Il lancio di Nord Stream 2 in sé non è critico. È importante quando e come verrà messo in funzione. Se questo processo rallenta per un anno, un anno e mezzo, due, con l’attuale balzo dei prezzi del gas, l’economia europea comincerà a sgretolarsi. Ovviamente non raggiungerà lo stato dell’Ucraina, ma nemmeno l’Europa è l’Ucraina. Le persone lì sono abituate a vivere in modo diverso e l’impatto su di loro sarà terribile. In definitiva, saranno costretti a giocare con gli europei, che hanno bisogno del sostegno politico ed economico degli Usa»-spiega l’esperto.

Borrel (UE) con Blinken, segretario USA

La Russia reindirizzerà le esportazioni di gas verso l’Asia se i problemi continuano con il lancio dell’SP-2. I problemi apparentemente non possono essere evitati in relazione al desiderio dell’establishment americano di tenere letteralmente l’Europa e la Germania, in particolare, in ostaggio della geopolitica americana.

“Le decisioni possono essere prese fino a un certo punto, poi la finestra di opportunità si chiude. E dopo un po’, sarà troppo tardi perché la Germania lo riprenda. Pertanto, è importante che gli Stati Uniti non “accendano” il Nord Stream 2, ma ne rallentino il lancio per qualche tempo, in modo che le possibilità della Germania di giocare contro gli americani si esauriscano. Poi il boccone lo “inghiotteranno” anche freddo, anche caldo, anche crudo”, riassume Ishchenko.
Il processo negoziale di Ginevra ha rivelato ormai una divisione nell’Occidente collettivo. La maggior parte delle gravi questioni relative al mondo occidentale sono state precedentemente decise dagli stessi rappresentanti degli Stati Uniti con la piena fiducia dell’Unione Europea. La situazione attuale dimostra la perdita di influenza di Washington e la volontà delle potenze europee di passare dalla supervisione statunitense al controllo indipendente. Da questo la necessità per Washington di provocare una crisi che fornisca il pretesto per far rientrare all’ordine l’Europa.

A rimorchio

“Uno dei motivi principali per cui l’industria farmaceutica è così potente, insieme a molte altre, è la sua stretta relazione con la FDA e altri regolatori di Washington” ha detto Sanders dopo aver domandato a Califf  “Come si può difendere il popolo americano quando si è così strettamente coinvolti con l’industria farmaceutica?” Il senatore ho poi esposto il suo pensiero ai membri della commissione: “Abbiamo bisogno di una leadership nella FDA che sia finalmente pronta respingere l’avidità dell’industria farmaceutica… Negli ultimi 20 anni le aziende farmaceutiche non solo hanno speso oltre 4,5 miliardi di dollari in attività di lobbying e centinaia di milioni di dollari in contributi alle campagne, ma hanno anche creato una porta girevole tra la FDA e l’industria

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