Draghi va avanti

Il governo Draghi prosegue nel suo percorso per traghettare l’Italia verso il nuovo ordine globalista ed imporre le sue ricette economiche .
Il banchiere è stato scelto come il personaggio più adatto per realizzare il programma grazie al suo prestigio ed alla sua capacità manageriale. Un fiduciario a pieno titolo delle elite finanziarie che metterà a punto tutte le fasi di tale programma.

La pandemia è stato il pretesto per mettere in atto il piano per la ristrutturazione del sistema economico e dell’ordine sociale, quello a cui mirano le elite di potere globaliste.

Lo status di emergenza continua è perfettamente funzionale a realizzare quel sistema di sorveglianza che gradualmente deve sostituire le libertà ed i diritti garantiti dalla Costituzione e dalle leggi. Con l’imposizione obbligatoria del green pass hano fatto un grande passo in avanti e ne seguiranno altri per il controllo delle persone.
La seconda fase prevista é la svendita di quanto rimane del patrimonio nazionale e la distruzione dell’economia reale e questa si realizzerà con l’imposizione di una nuova emergenza, quella della green economy , che prevede la decrescita, le tasse sulle energie fossili, su diesel benzina, gas, ecc.. Un enorme business finanziato dalle grandi centrali finanziarie speculative a scapito della produzione reale.
L’Italia sarà campo aperto per le multinazionali e per le grandi banche e dovranno fallire o essere acqusite tutte o quasi le piccole e medie aziende della filiera economica nazionale, con un piano parallelo di tassazione del risparmio e delle proprietà immobiliari.
Questo piano è troppo importante per trovare intralcio da parte delle proteste di qualche minoranza rumorosa e ostinata come quella dei portuali di Trieste. Non si può tollerare e per questo stanno entrando in azione le consuete tattiche per disarticolare e neutralizzare le proteste che rischiano di contagiare le tante piazze delle città italiane. Hanno usato il bastone a Trieste ed adesso inizieranno ad offrire la “carota” a chi si rassegna e si adegua, Stiamo preparati.

La protesta a Trieste


Il governo vuole assolutamente evitare che il contagio delle proteste si estenda e per questo prepara i suoi congegni anche a costo di provocare incidenti e repressione brutale dei manifestanti che sono considerati dal coro dei media asserviti come pericolosi ed irresponsabili.
A breve si vedranno gli sviluppi, basta attendere
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Luciano Lago in https://www.controinformazione.info/le-proteste-non-fermano-lagenda-del-governo-draghi-e-dei-suoi-sodali/

Resilienza

La storia è nota. I vertici anglosassoni consegnano ai politici e tecnici italiani una lista di ordini non negoziabili da eseguire con precisione e velocemente. Nessuno ha mai indagato veramente sull’immensa entità del pizzo incassato dalla classe dominante italiana ha incassato per questo compito servile. Nessuno. Silenzio totale e tombale! Solamente qualche isolato strillo nel deserto, ma mai una indagine organica e completa dai partiti o dai canali prevalenti di informazione! La demarcazione del 2 giugno 1992 è un falso ad usum delphini. Il processo di liquefazione del sistema Italia viene da molto più lontano. Ad esempio, possiamo indicare il referendum monarchia-repubblica: un test elettorale molto manipolato per ordine degli alti comandi delle forze di occupazione alleate, Inghilterra in testa. Ma la ricerca storica seria, e ancora e purtroppo in minoranza rispetto alla vulgata prevalente, accomodante e soporifera, evidenzia che il mancato decollo del nostro Paese risale almeno a due secoli prima, per mano anglo-francese. Lentamente, sta uscendo fuori che l’Italia è stata creata a tavolino il 17 marzo 1861, per essere lanciata come diversivo contro gli Imperi centrali 54 anni dopo, causando la morte di centinaia di migliaia di ragazzi bruciati come carne da macello, a mani nude contro le linee nemiche di fronte alle mitragliatrici austro-ungariche. A questo genocidio si aggiunse la falciatura attuata con ossessive e continue decimazioni eseguite nelle trincee dai carabinieri su ordine di Cadorna, la cui stupida ferocia e crudeltà è stata pari solo al gen. Cialdini!

Si sa, le precisazioni storiche non fanno comodo a nessuno. Si preferisce dominare con un pensiero schematico montato con slogan brevi e facilmente assorbibili. È quello che accade da decenni in tutto il mondo, e il nostro Paese non fa eccezione. Lo vediamo nella rappresentazione rovesciata delle priorità delle linee di governo attuali: immigrazione e accoglienza senza regole – con enormi proventi in favore di Ong e colossi dell’accoglienza guidati dai parenti di politici, dirigenti di società e altri, politiche di genere; censura buonista che si abbatte su ogni contenuto culturale del passato oltre che del presente; vaccinismo ossessivo e, a seguire, il climatismo come armi terroristiche, con il preciso intento di frantumare lo stato sociale, le tutele e i diritti acquisiti. Tutta questa macelleria sociale viene attuata in nome di una emergenza continua che è una contraddizione in termini, ormai inculcata massicciamente. L’emergenza totalitaria ininterrotta nasce con il famoso titolo del Sole 24 Ore “Fate presto” del 10 novembre 2011; titolo riportato rapidamente e servilmente da molti altri periodici del tempo.

Mentre il Paese continua ad essere il terreno di sperimentazione di aggiornate forme di guerra ibrida a bassa intensità, abbiamo oggi l’apertura della mostra Inferno al Quirinale, dove spicca la ferale simbologia della porta dell’inferno di A. Rodin. Il Quirinale dovrebbe essere il luogo simbolo dell’unità nazionale e non della sua distruzione! Sempre oggi, parte la caccia persecutoria ai reprobi non vaccinati con irrogazione di sanzioni severissime come il taglio dello stipendio e i mancati versamenti dei contributi, violando in un colpo solo almeno una decina di normative del diritto italiano, costituzionale e del lavoro. La copertura dell’ottanta percento non basta. Deve essere del 130 per cento, compresi, prossimamente, i nascituri in gestazione, poi, forse, gli animali domestici e così via.

Tutto questo in nome di uno stato di emergenza codificato dalla emissione infinita di decreti legge e non più dai contestatissimi provvedimenti amministrativi dpcm emessi a raffica da Badoglio 2.0. Se la situazione attuale continua sotto questi auspici, avremo la imposizione di decreti-legge continuamente rinnovati ogni sei mesi, con un parlamento e con le istituzioni di controllo giuridiche, economiche, finanziarie, della sicurezza nazionale totalmente paralizzati da ricatti reciproci dei responsabili ai vertici, notoriamente cooptati con criteri totalmente avulsi dai loro meriti professionali.

Si va avanti con gli slogan, con il terrorismo mediatico, con le dimostrazioni di piazza un giorno prima delle votazioni amministrative, benedette dal tempestivo e velocissimo parere di alcuni costituzionalisti che affermano che le ridette manifestazioni non violano il silenzio elettorale.

Satanismo, demolizione pianificata del diritto, dello stato sociale, delle tutele, della filiera economica; promozione dell’immigrazionismo senza regole; genderismo a marce forzate nei canali televisivi (film, spettacoli e spazi pubblicitari in televisione con reclutamento scientificamente distribuito fra normali, gender e non bianchi) sono le priorità di una compagine governativa minoritaria e staccata dal Paese reale ma saldamente sostenuta da poteri esterni europei e atlantici; con vaccinismo ossessivo e terroristico; con la conduzione dell’ennesimo capo del governo non eletto che, con espressa sua affermazione, risponde esclusivamente agli ordini esecutivi elencati nel testo del Pnrr (Piano nazionale di Ripresa e Resilienza), come egli stesso ha dichiarato senza mezzi termini, con attenzione a quanto dice nel filmato registrato sul canale Youtube al punto 0,12.

Buona resilienza a tutti!

http://www.opinione.it/economia/2021/10/15/manlio-lo-presti_alitalia-mps-sole24-ore-banche-assicurazioni-demolizione-sistema-italia/

La terza via

L’avvento del covid democratico ha spazzato via Trump: lui sarebbe stato rieletto nonostante la guerra mondiale permanente contro di lui, per i grandi risultati conseguiti nel rilancio dell’economia, l’occupazione, l’assenza di guerra, i buoni successi internazionali. Ma il covid, e la sua spavalderia nell’affrontarlo, anzi la sua arroganza, come l’ha chiamata il suo precursore italiano Berlusconi, lo hanno sconfitto. È passato il messaggio che ha identificato negli States la catastrofe della pandemia con la sua leadership. E gli americani per chiudere col covid hanno chiuso con lui.

Ma resta un gigantesco interrogativo che sovrasta come una nuvola sospesa sul mondo: ma con Trump è stato sconfitto e debellato il sovranismo, è finita l’era dei sovranismi? Sconfitto può darsi, debellato troppo presto per dirlo. Anche perché Trump è stato solo un veicolo del populismo sovranista, un collettore, ma non è stato né l’inventore né il titolare unico della sua formula politica. Perché si tratta di un fenomeno mondiale con radici profonde e reali, insorto contemporaneamente in diversi paesi, fiorito in Europa, e già imbrigliato alle ultime elezioni europee, ma non per questo debellato.

Il problema è che i disagi, le proteste, le aspettative che hanno generato il sovranismo sono rimaste tutte in piedi. Si può parlare di interpreti inadeguati, a cominciare da Trump. Si può parlare d’insufficiente capacità di affrontare la realtà e le sue articolazioni, o meglio – in tanti casi – di una grande capacità di raccogliere voti ma senza altrettanta perizia poi nel governare e tradurle in una visione compiuta. Ma si deve soprattutto parlare dell’enorme difficoltà di governare avendo contro l’establishment, la macchina mediatica e giudiziaria, le oligarchie finanziarie e intellettuali, le agenzie d’influenza come la Chiesa di Bergoglio.

Ciònonostante la sconfitta di Trump non è la fine del sovranismo, ma indica la sua necessità di ridefinirsi e ridisegnarsi. Trump aveva fatto una scelta precisa e vistosa: non si era posto come leader globale del sovranismo ma come il presidente degli Stati Uniti che intendeva pensare prima di tutto al suo Paese, non al mondo, tutelarlo dagli attacchi e proteggerlo sul piano economico e commerciale. Di conseguenza la sua influenza sugli altri paesi è stata pressoché inesistente; mai Trump ha preteso di dar vita a un’Internazionale sovranista, ma si è posto in concorrenza commerciale e in antagonismo con la Cina, con l’Asia, con l’Europa. La sua parola d’ordine è stata “dazi”, non certo divulgare il sovranismo. Trump ha opposto il protezionismo alla globalizzazione.

Di conseguenza la sua sconfitta non fa saltare nessuna filiera, nessuna internazionale sovranista. Durante i suoi quattro anni, Trump non ha nemmeno tentato di affrontare la battaglia culturale contro il politically correct sul piano globale; non ha contrapposto un modo di pensare e di vedere alternativo a quello dominante. Si è limitato, ed è già tanto, a difendere l’America reale di sempre, sul piano pratico e giuridico. L’unico tentativo vagamente abbozzato è stato quello di Steve Bannon, ed è stato presto sconfessato da Trump.

Marcello Veneziani

https://www.ariannaeditrice.it/articoli/il-covid-democratico-batte-il-sovranismo

Fronte Greco

“Coloro che insistono con la retorica propagandistica sui cosiddetti poveri rifugiati, mentre [in realtà] sono orde di fanatici e jihadisti che insultano e minacciano la Grecia e i greci di fronte al nostro confine chiamandoli crociati, allora questi propagandisti o sono agenti della Turchia, o si arricchiscono grazie all’affare dei migranti, il che equivale alla stessa cosa”, dice l’Internet greco, e inoltre, la polizia e l’esercito usano le loro armi già in dotazione la sera del 2 marzo, davanti a una folla di fanatici deliranti e minacciosi sul nostro confine. Allo stesso tempo, da parte della mafia oscurantista dell’Onu, si dichiara che “la Grecia non ha il diritto, come ha appena deciso, di sospendere completamente e per un mese qualsiasi richiesta di asilo” (stampa del 2 marzo).
Il Paese si sta svegliando e, per dirla senza mezzi termini, sta conducendo una guerra di fatto contro l’invasione della Turchia islamica totalitaria e i suoi complici globalizzanti o geopolitici. Tra i pochi migranti intercettati al confine ci sono anche i turchi, secondo i rapporti disponibili, e inoltre l’esercito turco usa i droni per guidare il lancio di granate chimiche su poliziotti e soldati greci, [riportano] i media greci.
Sotto il velo di oltre quarant’anni di propaganda, la guerra. Mondialisti, immigrati e altri propagatori del virus della decostruzione dei popoli, delle nazioni e delle culture, in particolare in Europa, hanno già bevuto il loro siero di latte, il siero che le vacche sacre della finanza nichilista alla Soros producono e poi distribuiscono felicemente. Questo velo si sta strappando in questo momento sotto la pressione della realtà schiacciante: le nostre società sono già entrate in guerra, salvo che le pseudo-élite avranno fatto di tutto per chiudere gli occhi, le coscienze e la riflessione tra i popoli.

Panagiotis Grigoriou

TRADUZIONE per http://www.comedonchisciotte. org A CURA DI FRANZ-CVM

estratto da https://www.ariannaeditrice.it/articoli/minaccia-asimmetrica