Grinpaz e altre miserie

La comunicazione in mano a gruppi globalisti ha da tempo un solo intento: operare per non perdere l’egemonia economico-finanziaria-culturale del mondo o del cosiddetto Occidente. L’atlantismo ne è il braccio militare. Si tratta di un progetto che ha quale prima arma proprio la comunicazione. Anche questa è una banalità. Ma non per tutti.
Negli ultimi due anni abbiamo fatto un’esperienza concentrata dell’azione della comunicazione e dei suoi devastanti effetti nei confronti del pensiero critico. Ci cono numerosi campioni per rappresentarne gli effetti. Uno di questi riguarda le categorie che la vulgata considera le più intelligenti: Giornalisti e il loro Ordine, Medici e il loro Ordine, Farmacisti e il loro Ordine, Magistrati e la loro Associazione, Politici e i loro Partiti. Se ci fosse l’Ordine dei Cantanti, farebbe parte del qui presente elenco, anche se non tutti li considerano al pari degli individui che riempiono le categorie segnalate. Nel senso che li considerano di più di quanto non accada nei confronti di un problema politico-sociale. Il Festival di Sanremo è più seguito della finale di Champions e dell’elezione (ahi!) del Presidente della perduta Repubblica italiana.
Tutto un insieme di ubbidienti, inconsapevoli scientisti e apologeti dell’Istituzione in quanto tale, qualunque cosa sputi fuori, che ha remato contro, fino alla criminalizzazione, chiunque ponesse domande e esprimesse dubbi sulla politica imposta a colpi di decreti legge e a suon di parlamento esautorato.
Il bombardamento a tappeto, quotidiano, prolungato, ininterrotto nei confronti di tutti, le scomuniche nei confronti degli eretici professionali che oltre che pensare, osservare e dubitare altro reato non commettevano se non rispettare quanto giurato a Ippocrate, alla Corte costituzionale e sottoscritto con codici deontologici.
Due anni siffatti hanno avuto un epilogo in forma varia. Ne prendiamo due tra i più. La spaccatura sociale e ciò che di misero economico e culturale ne consegue. Un particolare ringraziamento andrebbe a molti per tale importante risultato. Ma, anche qui, prendiamo a campione Draghi e Mattarella che senza esitazione (accettabile) ma anche senza ammenda (inammissibile) hanno affermato menzogne sul vaccino, sulla sua efficacia, sulla sua protezione dalla morte, sulla recuperata libertà che implicava.
Il secondo aspetto è che ancora una cospicua percentuale di connazionali crede che il grinpaz abbia ragioni sanitarie. Mortificante. Oltre ai due altolocati citati si uniscono agli squadristi democratici Mentana, Formigli, Gruber, Brindisi, Severgnini, Fontana e molti altri. Ogni italiano è in grado di compilare lunghi elenchi.
Così, il grinpaz, mascherato da elemento sanitario, è entrato nelle abitudini. Aspetto tutt’altro che secondario, soprattutto in vista della logica egemonica occidentale e del cosiddetto capitalismo della sorveglianza.

Sennò come dichiarare serenamente (Josep Borrell Ue, Boris Johnson Uk, Jens Stoltenberg Nato, Kamala Harris, Usa) che la Russia sta scatenando, in Europa, la più grande guerra dopo la seconda guerra mondiale senza che neanche un farabutto tra gli squadristi democratici alzi la manina per ricordare che in Serbia la Nato e l’Italia hanno bombardato Belgrado per una questione di politica loro interna e hanno ucciso 2500 civili, di cui 89 bambini, oltre ai 12500 feriti. Perché nessuno ricorda l’unilaterale dichiarazione di indipendenza del Kosovo sotto l’ala dalla Nato?
La detenzione della comunicazione in poche mani e della medesima cricca rende impossibile una democrazia popolare. Tuttavia, il nefasto progetto ordoliberista non potrà essere considerato attestato come realtà ordinaria di riferimento finché l’attuale generazione della società civile non sarà perita o annullata. Se, per allora, qualcosa dovesse andare per loro storto, si aprirà forse la condizione per giocare la carta spirituale la sola che i perdenti di oggi hanno in mano. È una carta spirituale, che punta tutto su una nuova nascita. L’opzione per una vita non più a punti.

Lorenzo Merlo

estratto da https://www.ariannaeditrice.it/articoli/vita-a-punti-maschera-e-scopo-del-terrore-e-del-grinpaz

Valute di riserva

L’Iran è saldamente legato al petro-yuan. L’Iran ora può contare su una flotta di superpetroliere, opportunamente assicurate, per esportare il proprio petrolio. Il calcolo iraniano è che la guerra economica di Washington stimolerà i prezzi del petrolio più alti. Quindi, anche se le esportazioni dell’Iran sono destinate a soffrire, il reddito energetico potrebbe non essere influenzato. Protetti da tutte queste drammatiche eruzioni, troviamo alcuni dati sorprendenti. L’Iran e la Russia possono sedere su un sorprendente valore di 45 trilioni di dollari in riserve di petrolio e gas. Il fracking americano è in gran parte un mito. L’Arabia Saudita potrebbe avere al massimo 20 anni di riserve petrolifere rimaste. Si tratta di energia – sempre. I soliti sospetti difficilmente si siederanno e si rilasseranno mentre la Russia infinitamente demonizzata, proprio come la Norvegia, costruisce una solida classe media attraverso le entrate petrolifere e gli enormi surplus delle partite correnti. Le campane d’allarme stanno per suonare, secondo le parole di “Putin ha ripreso l’OPEC”. In effetti, fu Putin a convincere Mohammad bin Salman (MBS) a combattere insieme l’offensiva degli scisti statunitensi . L’enigma dell’OPEC-plus-Iran è tutt’altro che risolto. Solo una cosa è certa; il futuro parla di guerre di risorse brutali e nascoste. Fonte: Asia Times Traduzione: Luciano Lago

pubblicato la prima volta su terzapaginaweb.com nel 2018

Fino all’ultimo ucraino

di Karine Bechet-Golovko

La guerra in Ucraina sta prendendo una piega: la costituzione di battaglioni, non più neonazisti, ma puramente criminali. È il caso della città di Kharkov, presa in ostaggio da comuni criminali di Kiev – nel senso letterale del termine. L’Occidente ha bisogno di una guerra sporca.

Kiev non può vincere la guerra in modo pulito, per quanto una guerra possa essere pulita, quindi l’Ucraina ha accettato di combattere contro il suo stesso popolo, anche contro il suo esercito regolare, troppo indebolito dalla Russia e in gran parte disarmato. In ogni caso, l’Ucraina non ha scelta, deve lanciare fino all’ultimo ucraino in questa lotta all’ultimo sangue per l’onore, in ogni caso l’esistenza, del mondo atlantista. È il prezzo da pagare.
Questo è l’unico modo in cui l’Ucraina interessa al mondo occidentale.

Apprendiamo così dal Ministero della Difesa russo che a Kharkov si stanno formando tre nuovi battaglioni: “Slabojanchina”, “Kharkivtchina-1” e “Kharkivtchina-2”. Questi battaglioni sono composti da ex criminali, condannati per reati gravi e molto gravi, e che hanno scontato la loro pena nelle carceri locali.

Questi battaglioni hanno lo scopo di impedire la partenza di civili dalla città di Kharkov , in altre parole devono tenere in ostaggio la popolazione ucraina. E poiché i militari ucraini hanno l’idea giusta o sbagliata, a seconda del punto di vista, di arrendersi all’esercito russo, questi battaglioni criminali devono anche monitorare l’esercito e avere l’ordine di distruggere sezioni dell’esercito regolare ucraino, se questi non si mostrano obbedienti in battaglia o se tentano di arrendersi.

Il vicesegretario generale della NATO ha giustamente affermato che la prima fase del conflitto sarebbe presto finita e che la seconda fase sarebbe stata molto più sanguinosa. Il consigliere di Zelensky, Arestovitch, aveva dichiarato anche che, se l’esercito ucraino avesse presto esaurito i mezzi, ciò non avrebbe posto fine alla guerra, ma si sarebbe impegnato in tutte le strade del paese.

Tutti stanno preparando una guerra sporca. E contro questa guerra, la Russia non può vincere stando a distanza, facendo pochi colpi precisi. Se non assicura una presenza sul territorio che vuole smilitarizzare, rischia un Afghanistan ai suoi confini.

Karine Bechet-Golovko

Fonte: Russiepolitics

Traduzione: Gerard Trousson

In trappola!

Al momento, quanto resta del reggimento AZOV dell’esercito ucraino (il vero reggimento nazista) è trincerato nella vasta area industriale di Azovstal a Mariupol, in Ucraina. Il gruppo, che conta 20 persone – consiglieri militari americani e britannici, nonché diversi consiglieri della SBU (polizia segreta) ucraini – è trincerato, insieme ai combattenti Azov.

Sebbene siano state offerte loro diverse possibilità di evacuare Mariupol, hanno scelto di rimanere. Oggi è troppo tardi per evacuarli perché le forze russe stanno bombardando quest’area per denazificarla.

Durante la notte, l’Ucraina ha inviato due elicotteri militari a Mariupol per cercare di salvare le persone, consiglieri miltari ed agenti dei servizi di intelligence di Stati Uniti, Regno Unito e della polizia segreta Ucraina, tutti intrappolati. Questi due elicotteri sono atterrati senza incidenti, ma quando sono decollati sono stati abbattuti.

Uno di questi elicotteri aveva a bordo 17 persone, 15 delle quali sono morte quando l’elicottero è stato colpito e si è schiantato al suolo. I due sopravvissuti sono stati fatti prigionieri dalle forze russe.

Il secondo elicottero è stato colpito a diversi chilometri dalla costa di Mariupol ed è caduto nel Mar d’Azov. Le scialuppe di salvataggio sono state inviate, ma non è ancora noto se qualcosa o qualcuno sia stato trovato in acqua.

Uno degli elicotteri Mi-8 è stato abbattuto da… un missile americano STINGER. Un missile antiaereo STINGER lanciato dall’uomo fornito all’Ucraina dagli Stati Uniti e successivamente catturato alle forze ucraine dalle forze russe.

Di più !
Secondo fonti segrete, i corpi di due agenti dei servizi segreti francesi, che sarebbero stati accreditati dalla Dgse, sarebbero stati recuperati nell’elicottero precipitato.

Se fosse vero, questo spiegherebbe i disperati tentativi del presidente francese Macron di far evacuare Mariupol dai francesi la scorsa settimana! Le richieste di Macron a Putin sono state respinte. Se gli agenti dell’intelligence francese sono stati imbarcati con le truppe naziste dell’AZOV, allora questo è un enorme problema di pubbliche relazioni per la Francia e per la NATO.

Elicottero abbattuto

Parere editoriale di Hal Turner

Ad un certo punto, la presenza di “consiglieri” militari stranieri e “agenti” dell’intelligence straniera trasformerà questo conflitto Ucraina-Russia in un conflitto NATO-Russia. Una volta varcata ufficialmente quella soglia (e spetta alla Russia decidere), la guerra sarà alle porte.

La presenza di un gruppo di militari americani e britannici in prima linea non solo confermerebbe il grado di coinvolgimento dei paesi NATO nel conflitto di Azov, ma anche il fatto che l’Ucraina è uno stato fantoccio americano utilizzato per condurre una guerra per procura contro la Russia.

Fonte:

https://halturnerradioshow.com/index.php/en/news-page/world/american-and-uk-military-advisors-plus-france-intel-operatives-holed-up-with-azov-nazis-in-mariupol-now-trapped-by-russian-forces

Traduzione: Gerard Trousson

https://www.controinformazione.info/intrappolati-consiglieri-militari-americani-e-britannici-oltre-ad-agenti-segreti-francesi-con-i-nazisti-da-azov-a-mariupol-ora-intrappolati-dalle-forze-russe/

Discorso dal nuovo mondo

In effetti, cosa sta succedendo, cosa è già successo? Abbiamo fornito ai consumatori europei le nostre risorse, in questo caso il gas, e loro l’hanno ricevuto, ci hanno pagato in euro, che poi sono stati congelati. A questo proposito, ci sono tutte le ragioni per ritenere che abbiamo fornito parte del gas fornito all’Europa praticamente a titolo gratuitoQuesto, ovviamente, non può continuare. Inoltre, in caso di ulteriori forniture di gas e del loro pagamento secondo lo schema tradizionale, possono essere bloccate anche nuove entrate finanziarie in euro o dollari. Un tale sviluppo della situazione è del tutto prevedibile, soprattutto perché alcuni politici in occidente ne parlano pubblicamente. Inoltre, è in questo senso che si esprimono  i capi di governo dei paesi dell’UE. I rischi dell’attuale stato di cose sono, ovviamente, per noi inaccettabili.

E se si guarda alla questione nel suo insieme, il trasferimento dei pagamenti per la fornitura di gas russo ai rubli russi è un passo importante verso il rafforzamento della nostra sovranità finanziaria ed economica. Continueremo a muoverci in questa direzione in modo coerente e sistematico nell’ambito del piano a lungo termine, per aumentare la quota di transazioni nel commercio estero nella valuta nazionale e nelle valute di quei paesi che agiscono come partner affidabili. A proposito, probabilmente avrete sentito dire che molti fornitori tradizionali di risorse energetiche nel mercato mondiale parlano anche di diversificare le valute di regolamento.

Lasciatemelo ripetere ancora una volta: la Russia ha a cuore la sua reputazione commerciale. Rispettiamo e continueremo a rispettare i nostri obblighi derivanti da tutti i contratti, compresi i contratti del gas, e continueremo a fornire gas nei volumi stabiliti, voglio sottolinearlo, e ai prezzi specificati nei contratti a lungo termine esistenti. Sottolineo che questi prezzi sono parecchie volte inferiori alle quotazioni attuali del mercato spot. Questo significa in poche parole? Significa energia, calore, luce nelle case degli europei, fertilizzanti per gli agricoltori europei e, alla fine, cibo a un prezzo accessibile. E significa infine competitività per le  imprese europee, quindi stipendi ai cittadini europei.

leggi tutto su https://ilsimplicissimus2.com/2022/04/01/putin-il-discorso-dal-nuovo-mondo/

Acciaio

Quindi la Repubblica popolare di Donetsk, forse parte della futura Novorossiya, e persino parte della Russia, avrà il controllo di molte capacità di produzione di acciaio per il mondo intero, permettendo a Russia e Cina di produrre i due terzi di tutto l’acciaio mondiale.  Una delle inevitabili conseguenze è che sarà in grado di supportare  un vero boom di costruzioni ferroviarie ad alta capacità in Russia, Cina e negli “stan” dell’Asia centrale. La costruzione di ferrovie sembra essere la modalità di connettività privilegiata per l’ambiziosa Belt and Road Initiative di Pechino. E, soprattutto, dell’International North South Transportation Corridor (INSTC) sempre più in sviluppo che vede i principali attori in Russia, Iran e India – che ora, dopo le sanzioni della NATO, sono in modalità di interconnessione avanzata, completi di meccanismi di ideazione per aggirare il dollaro nel loro commercio. L’Azerbaigian è un altro importante attore dell’INSTC, ancora più volatile perché privilegia i progetti di connettività della Turchia nel Caucaso e la cui sottomissione all’occidente è sempre in forse. La rete INSTC sarà progressivamente interconnessa anche con il Pakistan – e questo significa il China-Pakistan Economic Corridor (CPEC), un hub chiave della BRI, che si sta lentamente ma inesorabilmente espandendo in Afghanistan. La visita improvvisata del ministro degli Esteri Wang Yi a Kabul alla fine della scorsa settimana è stata per far avanzare l’incorporazione dell’Afghanistan alle Nuove Vie della Seta.

estratto da https://ilsimplicissimus2.com/2022/03/30/con-la-caduta-di-mariupol-leuropa-va-allinferno/

Eurasia sotto attacco

le potenze “talassocratiche”, Gran Bretagna prima, Usa in
seguito, hanno sempre cercato di impedire il prevalere di una qualsivoglia
potenza continentale in Europa, al fine di mantenere il proprio predominio
geopolitico ed economico sull’Occidente prima, e sul mondo intero in seguito.
Nello specifico, gli Usa nell’ ordine mondiale bipolare, venutosi a costituire
nell’immediato dopoguerra, hanno potuto consolidare le proprie posizioni ed il
proprio modello socio-economico, (quello liberal capitalista), a discapito di un
sempre piu& obsoleto e sclerotizzato modello sovietico. La stessa caduta del Muro
di Berlino, sembrava aver spalancato le porte a quella che, Francis Fukuyama
avrebbe definito “la fine della Storia”, ovverosia l’uniformazione dell’intero orbe
terracqueo al modello liberista capitanato dagli Usa che avrebbe , pertanto,
determinato la fine di qualunque competizione geopolitica o geostrategica che
dir si voglia.
Invece, l’emergere di nuove realta& come la Cina, nel ruolo di “competitors” nei
riguardi degli Usa , accompagnati dalla rinascita del ruolo di potenza
continentale della Russia, ora non piu& sospinta da una stantia ideologia
bolscevica ma, piuttosto da uno spirito che ci riporta con la memoria ad autori
slavofilicome Nicolaj Sergeevic= Trubeckoj (1890-1938) e Lev GumileCv (1912-
1992). Fautori questi ultimi, di un acceso eurasismo, proprio in
contrapposizione allo smaccato atlantismo di quei gruppi di potere finanziario,
strettamente legati alla potenza talassocratica Usa. E pretesto migliore non
poteva venire se non dall’annosa questione ucraina e dal suo passaggio, da una
politica estera di neutralita& ad un riposizionamento smaccatamente filo
globalista, espresso dal desiderio di fare il proprio ingresso nella Nato.
Il che, avrebbe significato una forma di minaccia e di condizionamento
geostrategico, da potersi esercitare in qualsiasi momento, nei confronti della
Federazione Russa, verso la quale e& da sempre esistito da parte del mondo
“occidentale” un atteggiamento di snobistica demonizzazione. Quello che
dovrebbe essere un rapporto di proficuo partenariato tra est ed ovest
dell’Eurasia, quella che poteva trasformarsi un a importante area di influenza
sulle scelte di geopolitiche ed economiche a livello globale, e& stata, invece,
trasformata in un’area di frizione e scontro tra due realta& che, da questo scontro,
usciranno solamente piu& indebolite.
Il tutto, a vantaggio della potenza Usa e dei centri di potere finanziario ad essi
collegati. L’intera vicenda e& poi condita da una quanto mai faziosa ed
unidirezionale narrazione, che vede nell’Ucraina l’unica, innocente, vittima
sacrificale, dimenticando che, dal 2014 in poi, anno del colpo di mano filo
occidentale a Kiev, le regioni russofone del Donbass e del Donetsk sono state
sottoposte da parte del regime ucraino, ad un vero e proprio genocidio, con tanto
di bombardamenti al fosforo ed altre consimili amenita&, che si stima abbiano
portato a ben 18.000 morti tra la popolazione civile di quelle zone.
Ora, chiarito il quadro, l’intervento militare russo assume ben altra valenza,
rispetto a quella offertaci dai media embedded. Non di aggressione, bensì& di un
quanto mai disperato tentativo di uscire dall’accerchiamento Nato, si tratta.
Tant’e& che, una delle precondizioni poste da Putin all’esecutivo ucraino, era
proprio quella della neutralita&. Precondizione che, nelle ultime ore, sembra esser
stata accettata dalla Presidenza Zelenski, nel nome di una mossa dalla forte
carica mediatica e propagandistica ed anche, molto probabilmente, visto
l’elevato costo in termini di distruzioni e vittime che, la resistenza alle truppe
russe sta comportando.
Il disegno globalista va facendosi sempre piu& palese, in tutti i suoi risvolti. Lo
stato di emergenza globale sanitaria prima, ora quello per gli eventi bellici
ucraini, fanno parte di un unico disegno volto a comprimere ed intimidire le
opinioni pubbliche occidentali, al fine di aver le mani slegate, per infliggere il
colpo finale all’ultimo ostacolo rimasto, al progetto di dominio su scala globale
di Lor Signori: la Federazione Russa. In tutto questo, forte permane lo sconcerto,
di fronte alla miopia ed alla malafede di una classe politica imbelle che, priva di
qualsiasi forma di legittimazione popolare e totalmente asservita ad interessi
ben lontani da quelli della gente, sta portando avanti una vera e propria tabella
di marcia “contra salus populi”.
A questo punto, di fronte ad aumenti di prezzi, inflazione, crisi economiche e
conseguente generale immiserimento, a fare la differenza, sara& l’esasperazione
popolare. Quali che siano, le modalita& e quali i tempi perche4 questo avvenga, e&
difficile dirlo, ma stiamo gia& sulla strada giusta. Il malcontento e la coscienza di
quanto sta accadendo, sono oggi, più che mai, presentibili a livello epidermico,
tra la gente. Quella gente della quale, Lor Signori, si sono dimenticati ed alla
quale dovranno, prima o poi, pagare un prezzo salato.

Umberto Bianchi in https://www.ariannaeditrice.it/articoli/eurasia-sotto-attacco

Petrodollaro o petrorublo?

La terribile ed angosciante guerra sul campo viene affiancata da una guerra finanziaria avviata con le sanzioni ed il ricorso al sistema Swift per congelare la finanza russa che ora risponde con la richiesta di ottenere in rubli i pagamenti della sua energia , gas e petrolio, un miliardo di dollari al giorno . Si presenta il petrorublo accanto al petrodollaro nella guerra monetaria ?
Per capire la valenza di questa operazione funzionale a sostenere il rublo ma anche in modo incisivo ad un processo di dedollarizzazione unitamente alla Cina è utile ricordare la nascita del petrodollaro e del sistema Swift.
Il petrodollaro nasce nel 1973 unitamente allo Swift per sostenere il dollaro la cui stampa nel 1971 viene staccata dal sottostante oro creando un sistema monetario infinito basato sul dollaro ed a rischio di tempeste inflattive.
Il sistema fino ad allora in vigore era il “ gold exchange standard “ che legava la stampa di carta – moneta ad una determinata quantità di oro ( 36 dollari ogni oncia di oro ) definito negli accordi del 1944 a Bretton Wood per evitare tempeste monetarie . Fino al 1971 il sistema ha dato stabilità monetaria negli scambi internazionali , il dollaro valeva 630/4 lire , l’inflazione era bassa , il 4 % , così come il debito sul pil , 33%. Ma la guerra del Vietnam ed i disordini interni hanno obbligato gli Usa a stampare carta-moneta senza avere l’oro necessario per mantenere l’equilibrio così nel 1971 Nixon dichiarò unilateralmente la fine di quel sistema dando l’avvio alla rivoluzione finanziaria sempre meno controllata che ci avrebbe investito come uno tsunami.
L’immediato effetto fu l’innalzamento dell’inflazione per i volumi di carta-moneta stampata senza sottostante così per non fare la fine della Germania di Weimar del 1923 stroncata dall’inflazione era necessario creare fittiziamente la crescente domanda di dollari stampati senza sottostante. Gli arabi vengono convinti a farsi pagare il petrolio solo in dollari in cambio di protezione e si crea il petrodollaro saldato dal sistema Swift che vincola il sistema di scambi internazionali al dollaro . Il dollaro diventa la moneta globale di riferimento e le altre monete sono costrette a deprezzarsi ed ad accettare un ruolo ancillare.
L’evoluzione dei sistemi economici ha cambiato le condizioni che consentivano al dollaro un uso quasi esclusivo nelle transazioni finanziarie unitamente ma in misura ridotta anche per l’euro. L’evoluzione geopolitica ha rafforzato altre economie , la Cina per prima , che hanno progressivamente condiviso un progetto di dedollarizzazione per potere usare in alternativa le loro valute . Gli accordi sul tavolo riguardano lo scambio in valuta locale del petrolio tra Iran , Stati Arabi e la Cina che potrebbe pagare le forniture in yuan così come l’India con la Russia che possono regolare i loro scambi nelle loro valute . Va sottolineata , come già scritto su queste colonne ,la rincorsa all’oro di Cina e Russia per ritornare a dare un sottostante in oro alle loro valute , la Cina ha già emesso dei “ futures “ legati all’oro. La Cina e la Russia hanno già ridotto dal 90 % al 40 % gli scambi in dollari.
L’avvio di un sistema di pagamento legato a valute alternative al dollaro ne abbatte la domanda che serve a sostenere quella valuta e rischia di avviare un processo inflattivo , come si vede ora , unitamente ad una sua possibile svalutazione , l’oncia di oro vale più di 2000 dollari . Gli Usa , in questo modo rischiano di avere una minore domanda di dollari a fronte di un’offerta di dollari senza limiti ed è evidente che , qualora il processo di dedollarizzazione venga ulteriormente avviato il dollaro dovrà fare i conti con una sua crescente debolezza per la logica che determina l’equilibrio tra domanda ed offerta di moneta.
Come sosteneva Carl von Clausevitz la politica diventa guerra drammatica sul campo e monetaria nei mercati finanziari , le due guerre procedono sullo stesso piano creando uno disordine non solo nei principi di tutela della persone con la guerra sul campo ma anche con lo squilibrio nelle economie globali .

Fabrizio Pezzani in https://www.ariannaeditrice.it/articoli/dopo-il-petrodollaro-il-petrorublo

La Russia accelera

Ieri mentre Biden faceva le sue prove d’odio antirusso in Polonia, una salva di missili ha completamente distrutto un enorme deposito di carburante ad appena 130 chilometri di distanza dal luogo dove si trovava la famigerata banda Nato che avrebbe anche potuto vedere il fungo di fumo che si alzava dal deposito: si è trattato probabilmente di un monito per il delirio di parole demenziali a cui il mondo assiste attonito, ma nella giornata anche altre cisterne sono state distrutte, di cui una nei pressi di Kiev. Da venerdì si è intensificata da parte russa la distruzione di depositi di carburante, di munizioni e di armi per accelerare la caduta definitiva dell’esercito ucraino. La tattica sembra funzionare qui è là attorno a Kiev i reparti cominciano arrendersi per mancanza di carburante e di munizioni ( in questo video la resa di un reparto con a capo un tenente colonnello) mentre nella zona di Izyum è in corso un massiccio attacco che ha tagliato le linee di rifornimento delle turppe ucraine facenti parte dell’armata del Donbass che sono in pratica le uniche unità con qualche reale capacità residua e sono anche quelle dove molti reparti sono formati da uomini del Pravy Sector che impediscono sotto minaccia la resa. A Mariupol si sta facendo la pulizia dell’area dell’acciaieria Azov e ci sono video che testimoniano della fuga in abiti civili delle bande naziste ( qui di può vedere uno dei loro comandanti catturati mentre cercava di sgattaiolare fuori della morsa in abiti civili e qui due soldati che cercavano di fare la stessa cosa): la liberazione totale è vicina.

di

Francesca Romana Fantetti

24 marzo 2022

Al voto in Italia per evitare la guerra

Fermate Mario Draghi, la più grande delusione di tutti i tempi. Togliete Draghi dall’Esecutivo: tra dita puntate contro i non vaccinati e impoverimento economico-sociale da lui causato, adesso pure la guerra! Peraltro, gli italiani non lo hanno mai né votato né tantomeno eletto e sta causando danni inimmaginabili, tanto quanto irrecuperabili. Andiamo a votare: cambiando facce, muterà anche la posizione disgraziata del nostro Paese.

Che errore nefasto ha fatto Sergio Mattarella, impedendo agli italiani di votare e imponendo loro un non eletto sbagliato come Draghi. Visto che disastri quando non si rispettano le regole democratiche? Si torni molto velocemente a votare. Solo così salveremo la pace nel nostro Paese ancora prima della democrazia. Salviamo la nostra pace in Italia. L’Italia deve rimanere fuori dal conflitto Russia/Ucraina, che si risolverà solo in assenza di nostri interventi. Cambiare Draghi e votare, per avere un nuovo Parlamento e un nuovo Governo.

https://opinione.it/politica/2022/03/24/francesca-romana-fantetti_italia-guerra-draghi-elezioni