Gianni Cestari reinterpreta Coronelli

Artelibro, Comune di Pieve di Cento e Fondazione del Monte presentano la mostra Gianni Cestari “Nuovi mondi” (Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, 17 settembre – 18 ottobre  2010). Un lavoro di pittura dedicato a Vincenzo Coronelli Frate veneziano (1650-1718) geografo, cartografo, cosmografo.

“Nuovi Mondi” è il titolo con cui viene alla luce un progetto artistico ideato da Graziano Campanini, museologo e critico d’arte, e sviluppato da Gianni Cestari, affermato artista ferrarese. Il progetto nasce nel 2006 con il fortunato ritrovamento sul mercato antiquario di un raro volume di Vincenzo Coronelli: il Tomo I de l’Atlante Veneto, stampato a Venezia nel 1691. Benché privato delle illustrazioni originali, il libro ha conservato intatto il proprio fascino tanto da indurre l’artista a riprodurre il registro delle figure mancanti. Con 72 tavole a colori, scaturite da libere suggestioni e personali impressioni, Cestari è riuscito a ri(n)tracciare con la pittura le perdute mappe del Coronelli. Il progetto mira a preservare e valorizzare il patrimonio librario antico. Rispetto alle tradizionali metodologie di recupero, è stata compiuta una scelta inusuale: quella dell’interpretazione in chiave contemporanea. Le tavole ridipinte non sono infatti la copia delle mancanti, ma l’interpretazione personale dell’artista. Il progetto si articola in tre momenti:

  • la mostra
  • il libro d’arte
  • il percorso attraverso i luoghi coronelliani

LA MOSTRA

CestariLa mostra personale di Gianni Cestari dedicata a Vincenzo Coronelli mira a proporre in un linguaggio pittorico contemporaneo le atmosfere che il cartografo seicentesco elaborava nelle proprie mappe, traendole dalle narrazioni degli esploratori e dei viaggiatori sui loro itinerari intorno al mondo. Reintegrando con la propria sensibilità artistica le parti del volume asportate a scopo commerciale, Gianni Cestari ridà vita al seicentesco volume del Coronelli, presente in mostra con la sua compagine scarnificata. Ma non solo: egli riesce anche ad avvicinare la sensibilità sei-settecentesca a quella contemporanea, consentendo così all’opera di tornare ad essere conosciuta e fruita da parte del pubblico.

La mostra intende (di)mostrare come attraverso l’opera(to) di un artista contemporaneo si possa ridare vita ad un testo antico deturpato, con lo scopo di preservare e valorizzare il patrimonio librario. Rispetto alle tradizionali metodologie di recupero, è stata compiuta una scelta inusuale: quella dell’interpretazione in chiave contemporanea. Le tavole ridipinte non saranno infatti la copia delle mancanti, ma l’interpretazione personale dell’artista.
Accanto ai lavori moderni di Cestari, la mostra espone due volumi dell’Atlante Veneto, conservati nell’Archivio storico del Comune di Pieve di Cento (l’Isolario Parte I e Parte II – 1696) e il raro esemplare del Tomo I dell’Atlante Veneto posseduto dalla Biblioteca dell’Archiginnasio di Bologna, anch’esso deprivato di molte carte geografiche.

Curata da Graziano Campanini e Maria Gioia Tavoni, in collaborazione con Micol Argento e Maria Elena Barbieri, la mostra è promossa dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e dal Comune di Pieve di Cento. Per la sua realizzazione è stato richiesto il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, attraverso la Soprintendenza per i beni librari e documentari dell’IBACN, e della Provincia di Bologna. Allestita negli spazi della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, in Via delle Donzelle 2, la mostra inaugura venerdì 17 settembre in concomitanza con l’apertura di Artelibro e resta visibile fino al 18 ottobre.

Dal 1 dicembre al 31 gennaio l’esposizione viene ospitata presso la Pinacoteca del Comune di Pieve di Cento.

IL LIBRO D’ARTE

Accompagna la mostra un volume, curato da Graziano Campanini e Maria Gioia Tavoni ed edito da Bononia University Press, che può considerarsi  come un vero e proprio libro d’artista.
Ad una prima, nutrita, sezione di approfondimenti storici sulla figura e sull’opera di Coronelli, segue il catalogo delle opere pittoriche realizzate da Gianni Cestari, riprodotte dall’editore con abilità artigianale.

Presentato in occasione di Artelibro, Festival del Libro d’arte (Bologna, 24- 26/09/10) il volume persegue infatti due direttrici di senso: il recupero e lo studio di un raro libro antico da un lato e la sua valorizzazione e riproposizione in chiave contemporanea dall’altro.

Esso comprende interventi di: Graziano Campanini, museologo e critico d’arte; Franco Farinelli, docente di Geografia all’Università di Bologna; Maria Gioia Tavoni, docente di Biblioteconomia all’Università di Bologna; Nicolangelo Scianna, restauratore; Maria Tasini, Responsabile dell’Archivio storico del Comune di Pieve di Cento; Paul Bright, Assistant Director della Hanes Gallery presso la Wake Forest University (NC); Micol Argento, giornalista

IL PERCORSO ATTRAVERSO I LUOGHI CORONELLIANI

Partendo dalla mostra, in cui le 72 opere artistiche di Cestari colloquiano con le tavole originali dell’Atlantre Veneto, è stato studiato un percorso che permette di seguire le tracce del cartografo presenti nella città e nel territorio di Bologna. In città è possibile ammirare gli straordinari globi disegnati dal cartografo seicentesco, presenti nei Musei universitari: due globi nelle sale del Museo di Palazzo Poggi, uno appartenente al Museo stesso e l’altro di proprietà dell’Archivio Storico di Bologna; nelle sale del Museo della Specola un globo della famiglia Enriques.

Il territorio bolognese viene coinvolto quando la mostra si sposta a Pieve di Cento, nei locali della Pinacoteca Civica, collocata dal 1980 nel palazzo settecentesco già sede dell’antico ospedale. L’edificio comprende al suo interno anche l’Archivio storico che conserva, all’interno del Fondo librario antico degli Scolopi, proprio le opere di Vincenzo Coronelli esposte in mostra.
L’esposizione toccherà infine anche le città europee dove hanno sede i principali centri di studi coronelliani (Parigi, Vienna, Praga).

Gianni Cestari nasce a Bondeno di Ferrara, Italia, dove abita e lavora. Dopo la scuola, realizza prevalentemente acrilici sul tema dell’acqua, lavorando con pennellate informali unite a presenze iperrealiste e surreali, cercando di cogliere l’inquietudine delle forme, delle luci e delle ombre che in acqua si specchiano. Di recente la sua ricerca pittorica si è maggiormente fondata sull’affabulazione dell’immagine e del colore, fra ampio respiro informale e sottili rimandi figurativi. Ha realizzato tavole ed illustrazioni per libri. Ha esposto in numerose personali in gallerie e spazi pubblici,in Italia, in Portogallo, in Belgio, negli Stati Uniti. Tra le collettive vi sono esposizioni in numerose citta’,italiane ed europee.

Vincenzo Coronelli, frate francescano (1650-1718), visse principalmente a Venezia, presso il Convento di Santa Maria Gloriosa dei Frari, dove fondò l’Accademia degli Argonauti, considerata la più antica società geografica del mondo. Cosmografo, geografo, cartografo può essere considerato uno dei più famosi costruttori di globi del XVII secolo. Non aveva ancora trent’anni quando realizzò i suoi primi due globi, uno terrestre e uno celeste, per il duca di Parma, Ranuccio II Farnese, poi andati perduti. Celebri quelli realizzati nel 1683 per il Re Sole, Luigi XIV, destinati alla Reggia di Versailles e attualmente conservati alla Biblioteca Nazionale di Parigi. Da allora in poi Coronelli fu incaricato di realizzare globi di ogni dimensione dai nobili di tutta Italia ed Europa.
Instancabile poligrafo ed editore, pubblicò nel 1690 l’Atlante Veneto, in 13 tomi, primo trattato italiano di geografia generale, con pagine sui sistemi cosmografici, la costruzione di carte, le recenti scoperte geografiche, l’astronomia. Cosmografo Ufficiale della Repubblica di Venezia, affiancò alla produzione cartografica quella della prima “moderna” enciclopedia geografica, la Biblioteca Universale, purtroppo rimasta incompiuta.

Nel 1717 venne chiamato a Vienna dall’imperatore Carlo VI e nominato Commissario e direttore perpetuo del Danubio, del quale fiume studiò il corso scrivendo un trattato di idrostatica.

24-26 settembre 2010: queste le date della settima edizione di Artelibro Festival del Libro d’arte che si svolgerà a Bologna a Palazzo Re Enzo in concomitanza con la Mostra Internazionale del Libro Antico.

Tema guida di quest’anno Il libro antico, raro e d’artista.