Giochi di una volta

LudoTrasFormAzione: Gioco, metafora e Realtà.
Questo progetto nasce inizialmente come ricerca e riscoperta dei vecchi giocattoli della tradizione di varie parti del mondo, compresi quelli costruiti con materiale riciclato. Ci siamo proposti di sostenere e promuovere un gioco artigianale, ecosostenibile, equosolidale ed accessibile (nel caso di bambini diversamene abili) perché siamo convinti che giocare sia un diritto universale!
L’elaborazione del progetto e le nostre ricerche, grazie anche alle condivisioni, nei vari piani conoscitivi ed empirici sul gioco hanno permesso di affondare le radici del gioco unificando le sue Forme nel terreno comune della Metafora. Per questo motivo, d’ora in poi il progetto continuerà in questa direzione, a sostegno di un gioco come rappresentazione e TrasformAzione della Realtà che ci circonda.
La ricerca di collaboratori continua: Cerchiamo collaboratori per sviluppare il progetto e dare Forma alle varie tappe che lo comporranno, per cui chi volesse partecipare attivamente sarebbe consigliabile che ci informasse e chiarisse la posizione riguardo alla sua disponibilità e adesione al progetto. Chi intende restare un collaboratore occasionale circoscritto alla reltà virtuale è ovviamente parte integrante del progetto e fonte di scambio culturale, soprattutto perché crediamo che ogni cosa letta, condivisa e rielaborata entra comunque a far parte della Realtà. Lo scopo del progetto resta quello di riportare gli antichi giochi nelle piazze, nei cortili, nelle strade, rieducando al gioco di strada e alla sua poetica forza di tra(n)sFormazione. Non si tratta di organizzare eventi culturali ma di scendere in piazza, nei parchi e ovunque ci sia lo spazio per GIOCARE, creando nuovi spazi gioco mobili, grazie a realizzazione ed uso creativo di allestimenti artigianali smontabili. Vogliamo riappropriarci della cultura e della tradizione del gioco proponendo alternative alla noia, l’apatia, l’indolenza, al materialismo e al consumismo sfrenato!
Restiamo anche un gruppo per tutti coloro che conservano i loro giocattoli, che amano crearne di nuovi e/o collezionarne sia del proprio paese che di ogni altra parte del mondo, che da bambini amavano fare i “mercatini”. Riscopriamo il piacere di giocare e di creare giochi sia con materiali semplici che riciclati.
Giocattoli di ogni luogo, tempo e tipo di produzione. Condividiamo foto dei giocattoli a cui siamo affezionati, quelli di nostra creazione artigianale, quelli che vorremmo acquistare o vendere, le istruzioni per crearli. Possiamo approfondire argomenti pubblicando video, link, foto, articoli, pensieri su: Il giocattolo nelle favole, nell’arte e nella storia, nel cinema e nella letteratura.

http://www.facebook.com/home.php?#!/group.php?gid=250968224769

Giocattoli d'epoca

Nella Rocca di Dozza, fino al 7 giugnoin mostra “L’Età D’oro del giocattolo – Giochi di latta meccanici, giochi di legno, soldatini, bambole e case di bambole, burattini 1850 – 1950, dalla Raccolta Piersanti”.

L’esposizione, promossa dal Comune di Dozza e dalla Fondazione Dozza Città d’Arte, presenta al pubblico un’ampia e qualificata selezione di balocchi prodotti in Italia, Francia, Germania, Inghilterra e America fra la il 1850 e il 1950. La mostra espone oltre 450 oggetti, giocattoli di legno e di latta, soldatini di pasta e bambole di feltro, burattini e marionette che risalgono al periodo in cui, anche per i giocattoli, si avvia la produzione di tipo industriale.

E’ in questo epoca di passaggio, in cui le manifatture attingono ancora in larga parte dalla creatività artigianale, che si producono degli oggetti esteticamente assai pregiati, in cui coesistono innovazione del design, cura decorativa e ingegno progettuale. Per questo si parla di ‘età d’oro del giocattolo ‘.

Il percorso di visita analizzando i diversi tipi di giocattoli accompagna il visitatore alla scoperta dei giochi per le bambine – si può ammirare una grande casa di bambola ad armadio del 1930 completa di tutti gli arredi e gli attrezzi del vivere borghese circondata da un’ampia serie di bambole di feltro Lenci, entrate in produzione negli anni ’20 e progettate da artisti della levatura di Marcello Dudovich –

-dei giocattoli di latta meccanici : fra i tanti giochi ingegnosi sono esposti raffinati personaggi automate con meccanismi musicali, curiosi clown azionati da meccanismi a molle e auto limousine con impianto di illuminazione funzionante.

-dei giochi di guerra:  qui sono schierati soldatini italiani e tedeschi in pasta, formati tramite accurati calchi in bronzo che restituiscono con la precisione di una miniatura i dettagli delle divise e delle armi

– dei giochi di legno, del teatro e dei burattini : in questa sezione si mostrano oltre trenta burattini bolognesi, con diversi personaggi appartenuti alle rinomate compagnie Cuccoli e Frabboni, ed una serie di teatrini tra cui un esemplare italiano in legno e carta del 1930 e due Guignol francesi.

“Immergersi in questa mostra è come attraversare , ad un tempo, lo spazio suggestivo e smemorante della fantasia e quello del tutto reale delle epoche che i giocattoli con la loro corposa e colorata materialità sanno rappresentare” perché – osserva nel catalogo di presentazione della mostra il professor Angelo Varni, Presidente della Fondazione Dozza Città d’Arte – non va dimenticato “come anche i balocchi siano sempre stati una forma indiretta e giocosa di progressivo accostamento e finanche di preparazione alla vita da adulti, in tal modo conosciuta divertendosi col toccare, animare, a volte smembrare la sua miniaturizzazione, la sua caricaturale deformazione, la sua trasposizione in un mondo adeguato alla comprensione dei bambini.”

“Questa mostra è un ulteriore appuntamento con la vastissima collezione Piersanti che ha esposto a Dozza i manifesti storici nel 2006, le attrezzerie e curiosità della medicina nel 2008, e la mostra dedicata ai giochi di percorso, tenuta nel 2007 e di cui la rassegna di quest’anno rappresenta il completamento” osserva il Sindaco di Dozza, Antonio Borghi, ricordando che “due anni fa non fu possibile esporre tutti i giochi della collezione Piersanti, erano troppi in rapporto agli spazi espositivi della Rocca.

Fin da allora si pensò ad un secondo appuntamento su questo tema assai interessante ed oggi siamo estremamente grati al dottor Piersanti per aver portato a termine questo atteso progetto”.

La mostra rimarrà aperta fino al 7 giugno nei seguenti giorni e orari:

dal martedì al sabato: 10-12,30 e 15-18,30

– domenica e festivi: 10-13,00 e 15-19,30