La sveglia

“Andiamo avanti nella nostra battaglia contro i colossi della finanza speculativa e contro le politiche da strozzini del Fondo Monetario Internazionale, ricordando che tutto il Secondo Mondo, qui in Sud America, ha dato il proprio contributo per risvegliare le coscienze del Primo Mondo europeo addormentato. Riconfermiamo appoggio e solidarietà ai combattenti greci e spagnoli per la libertà di tutti i popoli”.

Cristina Kirchner

http://www.libero-pensiero.net/i-tre-grandi-nemici-del-pensiero-unico-globale-cristina-kirchner-pablo-iglesias-alexis-tsypras-che-cosa-hanno-di-tanto-pericoloso/

Debito odioso

di Ambrose Evans-Pritchard.
Tradotto da ComeDonChisciotte.
 

Alexis Tspiras sta portando avanti con rinnovato vigore una “politica del rischio calcolato”, cercando di forzare l’Europa a cedere terreno, oppure a rischiare una reazione a catena in grado di paralizzare l’Unione Europea.

Due mesi di bullonerie e rimproveri da parte dell’UE non sono riusciti ad intimidire la Grecia. Sta diventando sempre più chiaro che i paesi creditori [nord-europei] hanno mal giudicato la natura della crisi greca, e non possono più evitare di affrontare la “Forca di Morton” posta di fronte a loro [quando argomenti contraddittori portano alla stessa spiacevole conclusione].
Qualsiasi accordo che vada abbastanza lontano da placare l’afflitta popolazione della Grecia, dovrebbe portare automaticamente oltre quell’austerità che sta sfilacciando il resto dell’Europa Meridionale. Le necessarie concessioni incoraggerebbero la sfida populista in Spagna, Portogallo e Italia, ma porterebbe all’ebollizione l’euroscetticismo tedesco.
Il consenso per l’Unione Monetaria sta venendo pericolosamente meno in Baviera e nella maggior parte della Germania Orientale, nonostante i sondaggi non catturino a  pieno la forza delle correnti sotterranee.

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Scelto e tradotto per www.comedonchiscitte.org  da FRANCO.

Tempi interessanti

di Pierluigi Fagan.

Due settimane fa, anticipavamo l’invidiabile posizione internazionale in cui si sarebbe venuta a trovare la Grecia di Syriza. Puntualmente, si è verificata l’apertura di Putin proprio ieri. Si fa fatica a trovare commenti che aiutino a capire le cose del nuovo mondo complesso, proprio perché pochissimi hanno capito che tipo di mondo è.
Il gioco è questo: Tsipras-Vaurofakis vanno davanti ai tedeschi ed i primi, come i secondi, mostrano le carte, carte molto distanti, inconciliabili.
Una torma di confusionari comincia a discettare sul default greco e/o sulla necessità di uscire dall’euro.
Ma più pragmaticamente, ecco che Putin vede un posticino pieno di isolotti appena fuori il Bosforo, all’entrata di quel Mediterraneo in cui tiene una piccola, precaria ed assediata base sulle coste siriane, vede che gli amici greci hanno un problemino di qualche spicciolo di miliardi di euro e si offre per una chiacchierata.
La Grecia è anche dirimpetta alla Turchia e la cosa per far passare condutture di gas sembra interessante. Interessante anche per i greci a cui farebbe assai piacere avere amici ortodossi con interessi comuni visto che l’Ellade storicamente risente della paranoia turca.
E non si son ancor fatti vivi i cinesi.
I cinesi hanno investito recentemente in Grecia, per farla diventare il terminale della loro famosa nuova Via della Seta che possa collegare il gigante asiatico con l’Europa. Pensate che i cinesi non siano disposti a risolvere il problemino di cassa greco per tener stabili le condizioni della propria strategia? Magari si potrebbe organizzare un prestito della neonata banca internazionale dei BRICS, pensate che colpo, i BRICS che salvano la madre di Europa.
Ma non finisce qui, perché certo che gli americani queste cose le sanno meglio di chi qui scrive e di chi qui legge. Pensate che gli americani si fanno fare un “sotto” da i russi e dai cinesi, lì nel cuore del Mediterraneo?
Insomma, con così tanti affettuosi amici, i greci possono starsene abbastanza tranquilli.
E i tedeschi? Queste cose i tedeschi non le sanno? Certo che le sanno. Come abbiamo già detto all’indomani delle ultime elezioni europee, occorrerà vedere fino a che punto Berlino abbaierà per salvare la faccia (anche i tedeschi hanno un elettorato a cui rispondere) seguendo però il movimento di risistemazione della struttura dell’euro (in cui comincia ad avere contro praticamente tutti, più gli americani) o terrà duro per giustificare la propria uscita dal sistema che, chi scrive, continua a considerare l’opzione finale più probabile.
Insomma, i giochi si fanno sempre più interessanti e fluidi ed una cosa è certa, nessuno mai più potrà controllare tutto, solo il tutto potrà auto-controllarsi connettendosi in reti di assetto variabile, ordinate da un certo numero di nodi. Un gioco, quello delle reti e dei nodi, che i greci, antico popolo di pescatori, potrebbero cominciare a giocare proprio qui, a due passi da noi. Tempi interessanti.

Fonte: https://pierluigifagan.wordpress.com/cronache-dellera-complessa/.

Il doppio fondo della verità

di Federico Fubini   04 Febbraio 2015

L’ipocrisia attorno alla Bce si snoda così. Nel 2010 e 2011, la banca centrale ha comprato titoli greci per 27,7 miliardi di euro e solo quest’estate Atene dovrà rimborsarne sei (oltre a circa 8 al Fondo monetario internazionale). A quel punto l’Eurotower, grazie ad Atene, realizzerà una plusvalenza degna dei migliori speculatori perché nel 2010 e 2011 aveva comprato quella «spazzatura» con rendimenti a doppia cifra. A differenza degli hedge fund però la Bce non accetta rischi di perdite benché il rendimento dei titoli sia astronomico, e pretende di essere ripagata fino in fondo. Si realizza così un trasferimento di risorse dai contribuenti greci a Francoforte. In teoria quei guadagni dovrebbero essere di nuovo stornati alla Grecia, ma accadrà solo a condizione che il nuovo governo di Atene accetti i termini di un programma sotto il controllo dell’area euro.

Non è l’unica doppia verità di questa vicenda, ovviamente. È fin troppo facile il gioco di scoprirne in ciascuno dei protagonisti. Barack Obama per esempio accusa gli europei di voler “strizzare” la Grecia, ma gli Stati Uniti non hanno mai usato il loro potere di veto nel Fmi di cui sono primi azionisti – per allentare le richieste del Fondo e della troika verso Atene; e anche per Obama è inconcepibile un’estensione delle scadenze sui crediti del Fmi alla Grecia, perché in gioco c’è anche la quota versata dalla sua amministrazione. Quanto a Angela Merkel, non ha mai spiegato ai suoi elettori che i pacchetti di denaro degli europei sono serviti anche a far uscire indenni le banche tedesche esposte in Grecia fino a 45 miliardi di dollari; senza quei salvataggi, i tedeschi probabilmente avrebbero dovuto pagare ancora di più per ricapitalizzare gli istituti in rovina del loro stesso Paese.

Neanche Alexis Tsipras, il nuovo premier ellenico, è esente da una buona dose di ambivalenza. Non ha mai riconosciuto che il deficit greco, falsificato per anni, aveva superato il 15% del prodotto lordo. Non ha restituito la scorta né ha mai speso una parola per Andreas Georgiou, l’attuale presidente dell’istituto statistico greco, che da tempo è bersaglio di minacce anonime ed è formalmente imputato per alto tradimento alla nazione dopo aver osato svelare le frodi nel bilancio dello Stato.

estratto da http://www.nuovatlantide.org/il-doppio-fondo-della-verita/

Il mar cinese d’Europa

Men­tre gli inve­sti­tori occi­den­tali si aspet­ta­vano il default greco e fug­gi­vano a gambe levate dall’Acropoli, i cinesi scom­met­te­vano su Atene offrendo inve­sti­menti e di com­prare bond. Era il 3 otto­bre 2010 quando tra l’allora pre­mier greco Gior­gos Papan­dreou e quello cinese Wen Jia­bao, in visita ad Atene per due giorni, si strinse un’alleanza stra­te­gica tra i due Paesi che avrebbe tra­sfor­mato la Gre­cia nella porta occi­den­tale della Cina».[…]

In par­ti­co­lare la Cina ha stretto un accordo sull’uso del porto del Pireo, «come cen­tro logi­stico per lo smi­sta­mento e il tran­sito dei pro­dotti della Zte che è entrato in atti­vità dal 20 marzo scorso. In base all’intesa, i pro­dotti della Zte saranno inviati tra­mite il porto del Pireo in 12 Paesi dell’Europa Sud-orientale: Austria, Ita­lia, Croa­zia, Cipro, Repub­blica Ceca, Unghe­ria, Roma­nia, Slo­vac­chia, Slo­ve­nia, Bul­ga­ria, Spa­gna e Portogallo».

E men­tre il Daily Tele­graph regi­strava la delu­sione greca di «aver ven­duto l’anima ai cinesi», nel giu­gno scorso Gre­cia e Cina con­clu­de­vano, nella pra­tica, l’affare: la Cosco, una società con­trol­lata dal governo di Pechino, annun­ciava la spesa di 3,3 miliardi di euro per l’acquisizione del con­trollo del molo greco per i pros­simi 33 anni.

estratto da: http://ilmanifesto.info/il-mar-cinese-deuropa-e-nel-porto-del-pireo/

Nella Grecia il nostro futuro

I più maligni credono che Tsipras stia giocando al gioco che proprio Samaras fece contro l’ex premier socialista Papandreu: il rifiuto di ogni tipo di accordo per le misure di risanamento dei conti mantenendo una linea dura contro l’austerità, per poi tornare ad un’inevitabile negoziato con la Troika dopo la vittoria alle elezioni.

Qualora uscisse vincente da queste eventuali elezioni anticipate Tsipras non riuscirebbe comunque a raggiungere una vittoria così ampia da consentirgli di governare e dovrebbe ricorrere per forza a delle alleanze, per esempio con i nuovi partiti, come To Potami (il Fiume), di centro sinistra, al 6% nei sondaggi, che però non ha confermato la sua disponibilità ad un eventuale accordo con Syriza.

Poi c’è Alba Dorata che, nonostante il proprio gruppo parlamentare sia sottoposto a misure cautelari da oltre un anno,(corsivo nostro) non cala nei sondaggi e sembra confermarsi il terzo partito di Grecia, con un gradimento popolare che si attesta su percentuali che oscillano dal 6,1%, fino addirittura al 16%.

estratto da http://finanzaemercati.org/2014/12/12/il-futuro-nero-della-grecia-tra-troika-elezioni-e-antieuro/

Per approfondire l’argomento, leggi anche i commenti

Corrotti e corruttori

Corrotti e corruttori

Il signor Fraggos e altri esperti sono preoccupati perché ora la procura che ha determinato l’arresto di Kantas ha subito dei tagli alle risorse di cui ha bisogno per gestire un insieme di informazioni in continua crescita. I quattro procuratori lavorano in un ripostiglio senza finestre riadattato a uso ufficio, e con le scrivanie attaccate una all’altra. Il capo dell’unità, Eleni Raikou, nominata lo scorso agosto, ha dovuto pagare lei stessa per l’installazione delle nuove prese di corrente e degli interruttori della luce.

Ad un certo punto, ha detto Kantas, lui stesso era sbalordito da quanti soldi gli erano stati offerti. Un appaltatore gli promise “3 milioni di dollari o di euro” perché sostenesse l’acquisto di missili anticarro, e lui non gli poteva credere. Ma l’appaltatore continuò, mettendo una parte del denaro nel conto svizzero e dando a Kantas 700mila euro in contanti, che egli nascose nel seminterrato finché non gli fu possibile portarli alla banca.
 

And Then There Were None

And Then There Were None

Che cosa dice in pratica il FMI? Dice che il governo “greco” (sotto il diktat europeo) ha preferito la svalutazione interna per salvare le banche private d’Europa e l’euro. E, si sa, l’ha fatto con il massimo rumore possibile per facilitare loschi affari di speculazione, mentre, in sintonia con i media e i giornali di regime di tutta Europa, bollava il popolo greco di epiteti tipo “lazzaroni” e “ladri”. “Sono il premier di un popolo di corrotti” e’ la frase usata dall’allora primo ministro George Papandreou (in Grecia detto “GAP” dato il nome Andreas del padre) in una conferenza all’estero.

Debtocracy

Giovedì 29 Marzo

Circolo Arci Bolognesi
Piazzetta San Nicolò, 6a Ferrara

ore 18.00 Proiezione film-documentario “Debtocracy

ore 19.30 Aperitivo cena con gli ospiti Bruno Amoroso e Giulietto Chiesa

ore 21.00 Incontro-discussione con

Giulietto Chiesa e Bruno Amoroso

Crisi del debito, crisi globale.
Quale futuro?

Debito ed interessi sul debito strangolano la società italiana.

Le arti, la cultura, i servizi sociali e sanitari, il lavoro e i diritti sono tagliati, compressi e progressivamente smantellati in nome della stabilità finanziaria, di rendite e profitti. La fine della sovranità nazionale non è sostituita da nuove forme di democrazia e rappresentanza europee ma da una tecnocrazia diretta emanazione dei poteri   bancario e finanziaro.

A Ferrara come altrove la crisi morde e produce disoccupazione, nuove povertà, crisi di settori centrali dell’economia locale, dall’agricoltura ormai in ginocchio, al commercio, all’industria chimica e meccanica, al turismo e alla produzione di conoscenza, formazione, ricerca, università, conservazione e fruizione dei beni culturali. Sul piano locale e su quello nazionale le risorse sono indirizzate a grandi opere inutili o di discutibile ulilità e sono alimento indispensabile di un sistema politico tangentizio aperto alle infiltrazioni della criminalità organizzata attivi nel gestire la privatizzazione e spoliazione dei beni comuni (acqua, trasporti, energia, patrimonio ambientale). Aumentano solo le spese milititari e il protagonismo armato del nostro paese che dopo le avventure irakena, afghana e libica è impegnato nel sostenere l’apertura di nuovi drammatici conflitti in Siria e Iran. Per queste ragioni pensiamo urgente moltiplicare gli spazi di discussione e di iniziativa pubblica per tentare di rispondere ad un quesito: quale futuro?

Proponiamo la visione del fim documentario “Debtocracy” di Katerina Kitidi e Aris Hatzistefanou, una produzione indipendente che indaga la crisi greca e propone possibili alternative alla morsa del debito sull’esempio di alcune democrazie latinoamericane come Argentina ed Ecuador. Nel corso del documentario intervengono economisti, scientziati e attivisti sociali come: Samir Amin, Alain Badiou, David Harvey, Manolis Gelzos (eroe della Resistenza greca al nazifascismo) il regista Fernando Solanas. Durata 74 minuti.

A seguire dopo l’aperitivocena , l’incontro con l’economista Bruno Amoroso (docente di economia internazionale all’Università di Roskilde in Danimarca, autore di “Euro in bilico”, Castelvecchi editore 2011) e Giulietto Chiesa giornalista e autore del film inchiesta sulla tragedia dell’11 Settembre 2001 “Zero”.

Giovedì 29 Marzo

Circolo Arci Bolognesi
Piazzetta San Nicolò, 6a Ferrara

ore 18.00 Proiezione “Debtocracy

ore 19.30 Aperitivo cena con gli ospiti Bruno Amoroso e Giulietto Chiesa

ore 21.00 Incontro-discussione con

Giulietto Chiesa e Bruno Amoroso

Crisi del debito, crisi globale.
Quale futuro?


Proiezione e incontro sono promossi dal laboratorio politico culturale Alternativa nato a Ferrara per favorire il confronto pubblico e l’iniziativa condivisa sui temi della crisi e della transizione.

Per info: Alessandro 340-6494998