La rana bollita

Immiserito, corrotto, ignorante, stupido, invecchiato, plagiato e manipolato, davvero vulgus decipi vult? Ma c’è ancora un’ipotesi a spiegazione dell’inerzia popolare: la disumanizzazione e l’impersonalità del potere. Il popolo non sa contro di chi reagire, non vede il nemico. In chi s’incarna il potere? Dove è insediato? Dove è la sua Bastiglia? Il suo Palazzo d’inverno? Carl Schmitt (1888 -1985), filosofo del diritto, sosteneva che l’aspetto più inquietante del potere è la sua disumanizzazione (Dialogo sul potere). Il suddito, fino a che vede il despota, mantiene l’esatta percezione del male, può figurarselo e sa che, eliminando quel male, può riavere la libertà. Ma quando il potere è impersonale, anonimo, diffuso, insediato da nessuna parte, il cittadino si smarrisce e vive il potere come automatismo. L’Unione europea è giunta progressivamente a espropriare totalmente il potere ai cittadini a vantaggio di funzioni e centri direzionali lontanissimi dall’agorà, dall’assemblea, dai parlamenti, dal demos.

Luciano Del Vecchio estratto da

http://www.appelloalpopolo.it/?p=12188

approfondimenti

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