Controcorrente

La differenza è che a Lisbona c’è un governo di sinistra di cui fa parte per l’orrore dei nostri pennivendoli o disintellettuali patinati, anche il partito comunista e che sta facendo senza clamori l’esatto contrario di quanto Bruxelles comanda riuscendo a far crescere oltre ogni previsione un Paese che nel  2015 era praticamente in default: infatti in due anni è stato istituito il salario minimo, peraltro aumentato ogni anno, ma questo non ha portato alla disoccupazione di massa di cui parlano gli asini e i servi italioti riguardo al decreto dignità, bensì alla massima occupazione conosciuta dal tempo della rivoluzione dei garofani. Inoltre sono state aumentate le pensioni, è stato varato un vasto programma di adeguamento dei servizi pubblici, sono state diminuite le tassazioni sui redditi bassi e medi, mentre è stata istituita una tassa per tutte le imprese con un fatturato di oltre 35 milioni di euro cosa che peraltro non ha impedito una forte crescita  in diversi settori tecnologici. Paradossalmente e contro ogni falsa logica le grandi aziende straniere hanno cominciato ad investire nel Paese proprio da quando al potere ci sono le sinistre. Inoltre c’è una folla di pensionati che dall’Europa dell’austerità si trasferiscono in Portogallo grazie a una legge che abolisce le imposte sui trattamenti di anzianità. Insomma si sta facendo l’esatto contrario di quanto vorrebbe Bruxelles con ottimi risultati, nonostante il freno dell’euro e gli altri vincoli comunitari: per questo il Paese è uscito dai radar della grande informazione, che, per carità, che non si sappia in giro, non si diffondano esempi così negativi.

A Genova passando per Lisbona

And Then There Were None

And Then There Were None

Che cosa dice in pratica il FMI? Dice che il governo “greco” (sotto il diktat europeo) ha preferito la svalutazione interna per salvare le banche private d’Europa e l’euro. E, si sa, l’ha fatto con il massimo rumore possibile per facilitare loschi affari di speculazione, mentre, in sintonia con i media e i giornali di regime di tutta Europa, bollava il popolo greco di epiteti tipo “lazzaroni” e “ladri”. “Sono il premier di un popolo di corrotti” e’ la frase usata dall’allora primo ministro George Papandreou (in Grecia detto “GAP” dato il nome Andreas del padre) in una conferenza all’estero.